Dal 2 al 9 febbraio circa 20 agenzie pubblicitarie del Belgio hanno scioperato in forma virtuale.
Questa forse non vi sembrerà gran cosa, ma è comunque un segnale importante. Soprattutto se considerate le motivazioni dello sciopero.
Una norma dell’ACC, l’associazione belga del settore della comunicazione, prevede da anni che le gare rispettino due criteri: che le agenzie in gioco non siano più di tre e che siano tutte remunite con un compenso economico per la loro partecipazione.
Ma la crisi ha reso il clima più aggressivo, e anche più sleale. La regola viene seguita sempre meno.
Così i siti di JWT, Ogilvy, Saatchi e altri nomi, internazionali e non, sono stati oscurati per una settimana. Al loro posto, una lunga lettera dell’ACC, suddivisa in diverse parti: per leggere il messaggio per intero si doveva cliccare su un link che portava all’homepage di un’altra agenzia aderente allo sciopero.
La situazione belga non vi suonerà nuova.
Solo che quella delle gare selvagge in Italia è ormai la norma, e non è nemmeno imputabile alla crisi.
Ma riuscireste ad elencare 20 nomi di agenzie che sarebbero disposte a partecipare a uno sciopero del genere, anche se virtuale?












8 Commenti on "Pubblicità in sciopero"
Grand poteau ! Merci pour prendre le temps d’écrire quelque chose qui est réellement en valeur la lecture. Trop souvent je trouve l’information inutile et pas quelque chose qui sont réellement appropriées. Merci pour votre dur labeur.
1399618 beers on the wall.
Over and over again, I just read remarks including the one particular higher than mine. Whilst this standpoint isn’t just my own cup of joe, numerous pretty decent points happen to be pointed out.
Would you be enthusiastic about exchanging links?
Superb. I like it!
12 Oct 10 at 7:12 am
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