Pubblicitari senza prezzo

Scritto da on 28 luglio 2010 in News, TP World - 57 Commenti

38546_1532518002597_1524186313_2268834_1793054_nIl nostro è un ambiente precario.

Abbiamo già parlato dei licenziamenti di massa che avvengono nell’omertà generale, delle gare selvagge che ci rubano tempo e denaro e sappiamo benissimo tutti che “fare uno stage” è l’espressione in codice per dire “lavorare senza stipendio”.

La TP ha sempre accusato la mancanza di regole chiare riguardo al valore della nostra professionalità.

Per questo abbiamo pubblicato, in collaborazione con ACPI, una “Guida alle remunerazioni e tariffe 2009/2010″, un documento basato su una ricerca comparativa tra realtà italiane e mercati europei, utile all’orientamento di tutti gli operatori.

Ma l’Antitrust ha avviato un’istruttoria per possibile intesa restrittiva della concorrenza, perché “le indicazioni tariffarie contenute nella Guida, facilmente disponibili attraverso la rete Internet, appaiono costituire un livello di riferimento per le imprese associate, nonché per gli altri operatori del mercato, in relazione alla determinazione dei prezzi praticati alla clientela, e risultano idonee a indurre l’adozione di una strategia di prezzo uniforme in luogo dell’operare indipendente dei singoli soggetti”.

Biagio Vanacore non ci sta e lo dice chiaramente a Italia Oggi.

Perché rappresentiamo solo il 5% del nostro settore, ma tra i nostri soci compaiono i titolari d’azienda, come i freelance o i dipendenti a contratto. Cioè figure che hanno compiti molto diversi tra loro.

Perché la guida non è un’imposizione, è solo uno strumento per evitare l’anarchia che sta prendendo largo.

Anche se forse ad alcuni questa anarchia fa comodo.

E tra quelli deve esserci chi ha denunciato la Guida all’Antitrust.

57 Commenti on "Pubblicitari senza prezzo"

  1. Maurizio Piacenza 28 luglio 2010 alle 13:13 ·

    Chi ha denunciato la Guida all’Antitrust dovrebbe almeno avere il coraggio di esporsi pubblicamente.
    Io non riesco sinceramente a capire come, nella situazione in cui versiamo oggi a livello di mercato, si possa perdere – e far perdere – del tempo per una istruttoria volta a verificare un’ipotesi dell’assurdo…
    Cioè che una guida – che non è in ogni caso un’imposizione, bensì una semplice guida – costituisca un’intesa restrittiva della concorrenza.
    Ho capito bene? Un’intesa restrittiva della concorrenza che sarebbe stata creata da chi ammette di rappresentare solo il 5% degli operatori del settore? E il restante 95% si sarebbe allineato a quelle cifre magicamente e senza battere ciglio, dunque con grande detrimento per le casse dei clienti? Ho la netta sensazione che stiamo per coprirci di ridicolo.
    Scusate la franchezza, non sono socio di TP per cui posso ben esprimere la mia posizione di terzo. E la esprimo volentieri, a favore di TP, perché certe assurdità non stanno né in cielo né in terra.

    P.S. se mi comunicate le cifre vedo di applicarle anche ai miei clienti, sempre che siano pià alte di quelle che applico di solito ;-)

    Maurizio Piacenza

  2. Luca 29 luglio 2010 alle 12:18 ·

    Mi sembra assurdo, di questi tempi, parlare di listino prezzi.

    Primo: non siamo un Ordine, ma un’Associazione e dal punto di vista strettamente ‘legale’, penso faccia una certa differenza.

    Secondo: per ogni gara non retribuita alla quale rifiuto di partecipare, ci sono almeno altre tre agenzie che aderiscono all’invito, sperando di acquisire un nuovo cliente. Il mercato e’ selvaggio, e molto dipende anche da chi, senza scrupoli, fa lavorare stagisti senza pagarli, fa proposte creative senza neanche presentare un preventivo, aderisce a gare per progetti che non meriterebbero neanche tale nome.

    Mi sembra che il listino sia l’ultimo dei nostri problemi. Ho sottomano un listino ASSAP del 1991… sembra che venga da un altro pianeta.

    Luca Casotti (TPP)

  3. Giorgio Maresca 29 luglio 2010 alle 12:42 ·

    Trovo davvero incredibile la posizione dell’Antitrust, considerando l’assoluta mancanza di regole che vige nel nostro settore.
    Oggi più che mai professionisti della comunicazione e le Agenzie si trovano coinvolti in una guerra selvaggia dei prezzi in cui gli unici a poter fare il bello e il cattivo tempo sono proprio i clienti, che dettano le regole del mercato, imponendo spesso la cessione totale e perpetua dei diritti della creatività, le gare al ribasso selvaggio, la parcellizzazione degli incarichi sul singolo progetto, la variazione degli accordi intrapresi in corso d’opera.
    Una situazione che in concomitanza con l’attuale contingenza di crisi, sta producendo effetti devastanti nel settore della comunicazione di marketing, che sono sotto gli occhi di tutti.
    E che dire poi dei “numeri” che l’Associazione rappresenta?
    Anche qui non si può non concordare con il Presidente Vanacore, sull’esiguità del valore del mercato rappresentato, rispetto a chi detiene quote ben più significative di mercato.
    Uno strumento come la Guida, e aggiungo purtroppo, non vuole e non può essere nulla più che un semplice e relativo riferimento orientativo, utile semmai a sensibilizzare gli utenti, più che a creare un “cartello”, perchè come detto poc’anzi le regole in definitiva le detta il cliente.
    Si possono fare tutte le Guide che si vogliono, ma se il mercato non è disposto a pagare quelle cifre, tutto il discorso decade automaticamente.
    Se io faccio un’offerta troppo alta, Guida o non Guida, sono automaticamente fuori dal mercato. Prendere o lasciare.
    La verità è che la nostra categoria non gode di alcuna considerazione in ambito istituzionale.
    Faccio un esempio pratico: se si chiama un idraulico per un guasto alla lavatrice, questo viene pagato già per la sola venuta, prima ancora di mettere mano alla cassetta dei ferri e, volenti o nolenti, tocca pagare. E’ la regola avallata in tutte le sedi di categoria e istituzionali.
    Se si chiede una consulenza legale o una visita medica questa determina un costo, in qualunque caso, che se non pagassimo ci esporrebbe a sanzioni.
    Ma se un cliente ci chiama per invitarci ad una consultazione e ci impone la presentazione di un progetto completo di strategia, creatività e piano di comunicazione, senza che questo comporti alcun tipo di rimborso, questo è del tutto lecito e normale.
    Allora dov’è l’equità del sistema?
    Si potrebbe obiettare che non si è obbligati ad accettare simili condizioni: vero in teoria, ma in pratica, se il mercato in assenza di regole ha determinato questa prassi, ci si trova automaticamente nella necessità di adattarsi, pena l’esclusione da una, cento, mille consultazioni e quindi dal mercato.
    Eppoi, perdonate la mia ingenuità e la mia ignoranza, ma c’è una cosa che davvero non capisco: se altre categorie professionali hanno dei tariffari di riferimento, ma perchè i professionisti e le imprese di comunicazione non potrebbero averne uno?
    Qual è la logica per cui loro si, e noi no…?
    Ben venga allora qualche ipotesi di “regola”, perchè in ultima analisi se il fondamentale principio del libero mercato gioca solo a favore di una delle due parti, alla fine questo si trasforma in uno sfruttamento ingiustificato di una delle parti (che guarda caso è sempre la nostra) e in un depauperamento complessivo della qualità e della professionalità del nostro lavoro.
    Personalmente non solo sono a favore della posizione intrapresa da TP ma anzi, auspicherei un movimento congiunto da parte di tutte le associazioni di categoria della comunicazione per sostenere tale posizione e, magari, l’apertura di un tavolo inter-associativo volto a dare maggior peso, riconoscimento e dignità professionale a tutto il settore della comunicazione di marketing e a creare le basi per una Federazione unitaria del nostro comparto, a prescindere dai singoli interessi e “campanilismi”.
    Avanti così Biagio.

    Giorgio Maresca

  4. Giorgio Maresca 29 luglio 2010 alle 12:48 ·

    …PS: ma perchè esistono anche gare retribuite? …attendo di sapere chi le fa…. :-)

    Giorgio

  5. nevio ronconi 29 luglio 2010 alle 14:35 ·

    Pensare che i soci di una associazione di persone possano far cartello sulle tariffe è una assurdità talmente grande che è quasi difficile controbattere. Anzi, talmente semplice che controbattere sembra superfluo! Eppure c’è chi lo pensa.
    L’Antitrust dovrebbe veramente dedicarsi ad altro. Tra l’altro i soci Tp sono consulenti o titolari d’azienda, dipendenti, free lance, individui appunto che solo indirettamente e parzialmente possono utilizzare una guida di riferimento, come spiega benissimo il Presidente Tp Biagio Vanacore.
    Poi c’è il mercato che fa il resto. Ovvero sono i committenti sia pubblici che privati a darci mazzate continue sui preventivi e a non riconoscere alcun diritto d’agenzia, pur mantenendo “i prezzi al dettaglio” (o i benefici) dei loro prodotti inalterati!
    Mi sembra la storia della filiera della frutta: 30 centesimi al contadino (che siamo noi) e 8 euro sul banco vendita.
    Chi dovrebbe essere tutelato?

  6. mad 29 luglio 2010 alle 17:15 ·

    Per fare comunicazione non servono dei professionisti
    il copy lo fa il cliente
    il fotografo lo fa il cliente
    l’art lo fa il cliente
    l’account lo fa il figlio del cliente
    il prezzo quindi lo trattano a lavoro finito

  7. beppe lamarca 29 luglio 2010 alle 17:58 ·

    questo vuol dire far parlare della TP.
    Vai biagio sono con te con tutta la tua forza e la tua determinazione, continua questa battaglia.
    Ti stimo

  8. S.Napolitano 29 luglio 2010 alle 22:12 ·

    ……… come al solito quando qualcuno cerca di mettere un po’ di chiarezza nella testa e nelle idee, arriva un cataclisma a rasare tutto al suolo; sono un fervido sostenitore della chiarezza e del buon senso del lavoro del presidente in primis e delle associazioni poi. Serve a questo popolo becero ed igorante, attento solo agli inciuci ed alla poca professionalità, la trasparenza e l’impegno di persone e fatti come il dr. Vanacore e l’associazione tutta. Auguri a tutti noi. dr. S.Napolitano

  9. Bruno Lo Cicero 30 luglio 2010 alle 07:53 ·

    Siamo dei maggiordomi…
    Ci pagano se serviamo, se non serviamo non vedo davvero perchè ci debbono pagare.

    Detto questo…la questione è controversa, perchè risolvere oltre 30 anni di giungla solo con una indicazione di prezzi è impossibile, e perchè comunque il Cliente è sovrano…

    Orbene, chi fa formazione su se stesso, chi si impegna a crescere, evolvere, innovare, investire dovrebbe vedersi riconosciuto un valore (anche economico) ben diverso da chi specula con la professione senza avere la professionalità, svilendo di fatto una intera categoria.

    Se il mercato stenta a riconoscerlo, questo non esclude che Tp possa proporsi questo obiettivo etico, professionale, economico per i suoi associati.

    Brava Tp, bravo Presidente, avanti così sulla strada della serietà.

    Bruno Lo Cicero – Tpp – Toscana

    Ps
    E se l’AGCOM avesse ragione?
    Pensa che bello: nessuno può esercitare senza essere iscritto, esiste un tariffario obbligatorio per legge, i ciarlatani sono spariti, la comunicazione è tutta bella ed efficace, i clienti risparmiano…
    Sono miliardario, ma non me ne sono accorto.
    Svegliatemi :-)

  10. Biagio Vanacore 30 luglio 2010 alle 09:09 ·

    Faccio una piccola invasione di campo per ringraziare chi sta postando e chi mi sta chiamando per manifestare sostegno alla causa, ma anche per porre una domanda che esce fuori daile chiacchierate avute:
    Perché si consente ai clienti di avere dei cost controller (personaggi incaricati di stabilire un tetto prezzi a tutte le prestazioni di agenzia)?
    Dov’è il dibattito e la reciprocità di rapporto?

  11. Benni Priolisi 30 luglio 2010 alle 09:14 ·

    Un pensierino prima di dire la mia.
    TP ha più o meno 1600 associati.
    L’intervista a Biagio è stata pubblicata sabato scorso ma ad oggi leggo solo nove commenti, dieci col mio. A questo dovremmo pensare.
    Dovremmo cominciare a contarci sul serio.
    Capire chi fa il nostro mestiere e chi è in TP solo perché crede di potere fare “affari”. Molti di questi ultimi, talpa compresa, sono quelli che hanno bruciato il mestiere, la professionalità – ammesso che ne avessero -.
    Biagio fa bene ad andare avanti a muso duro.
    A dopo.

  12. stefania 30 luglio 2010 alle 10:22 ·

    concordo pienamente con i commenti sopra esposti, mi sembra assurdo dedicare tempo e denaro ad una questione che non ha fondamenta. è giusto quando qualcuno scrive che le tariffe sono stabilite dal mercato non certo dalla giuda che è nata e resta come “riferimento orientativo di prezzo”. per cui l’antitrust non può certamente penalizzare la TP per aver sentito la necessità di creare uno strumento che dia valore al lavoro dei professionisti. qualcuno può ritenerla inopportuna, ma basta non prenderla in considerazione… semplicemente! non è vincolante, non procura danni a cose e/o persone e non nuoce gravemente alla salute …
    :D

  13. Giorgio Bonifazi Razzanti 30 luglio 2010 alle 10:28 ·

    Mi sembra che questa vicenda abbia l’indubbio vantaggio di portare in evidenza il tema delle remunerazioni con il quale imprese e professionisti del nostro settore stanno scontando pesantemente, in tempo di crisi, i vizi e le patologie che da sempre affliggono il sistema. Non è certo questo lo spazio per entrare nel merito della questione, ma è indubbio che il problema è consistente e che riguarda tutti gli operatori, anche se in modi e con responsabilità diverse. Credo che le associazioni del comparto facciano bene a parlarne e che non debbano avere paura di confrontarsi. Sarà difficile trovare una risposta risolutiva ma è certo che non farlo può solo continuare a danneggiare chi vive in modo corretto con questo lavoro.
    Per quanto riguarda la denuncia del garante, da quello che ho capito, è stato quello che si dice un atto dovuto e forse non è neanche molto importante scoprire chi e perché l’ha provocato. Del resto l’ipotesi paventata è francamente risibile. Prendiamone il lato positivo e diamoci da fare per affrontare insieme quello che ci interessa.

  14. Benni Priolisi 30 luglio 2010 alle 10:31 ·

    Ecco, nel mio post precedente ho detto che avrei detto la mia.
    Stefania, con grande sintesi, ha anticipato ciò che avrei scritto.
    Grazie, preziosa Stefania.
    :)

  15. mad 30 luglio 2010 alle 10:54 ·

    ciao a tutti, una domanda a chi mi puo rispondere…
    come mai di questa guida se ne sente parlare solo ora che è stata fatta?
    non si poteva mandare delle comunicazioni ai soci per fare delle considerazioni prima? almeno lo avrebbero saputo tutti e non sarebbe uscito forse il casino di adesso.
    poi ordine, associazione, regole ecc… sono altre cose

  16. Dario 30 luglio 2010 alle 13:14 ·

    Ripeto quello che ho già scritto su facebook:

    In effetti mi sento un mercenario talvolta e mi sembra un termine terribile, quando per fare la nostra professione bisogna amare l’arte ed essere in possesso di una cultura generale nonché internazionale, alcuni hanno pure studiato, viaggiato, lavorato gratis e tanto per poi vivere come precari o ammucchiati in appartamenti con altre persone!. Speso ci ritroviamo a dover lavorare gratis, scambiando lavori per favori tra altre metodologie, fatto sta che di soldi non se ne vedono mai… forse un semplice corso di piastrellista mi sarebbe bastato per fare una vita migliore! molto migliore!

    E pur sapendo come stano le cose e lo difficile che è sopravvivere con la nostra professione e sul attuale mercato, la Vostra associazione “TP” costa 250 euro all’anno previo esame o test d’ingresso… magari sarebbe ora che una associazione così importante come la Vostra venga sostenuta dallo stato e che tutti coloro che abbiano le caratteristiche necessarie possano essere parte della “TP” a costo zero!!, mmhh… forse serve un sindacato?

  17. Francesco C. Verrina 30 luglio 2010 alle 14:42 ·

    Ritengo che il problema non siano le tariffe o un tariffario a mettere in discussione la “solidità” di una professione, di cui si sono persi i confini, i limiti e i contorni.
    Viviamo in un’epoca in cui esperti di marketing, pubblicitari e comunicatori a vario titolo non vedono l’ora di sedersi dietro a un tavolo e afferrare un microfono con l’intento di spiegare ad altri che il mondo è cambiato. Come se non ce ne fossimo già accorti!
    In realtà, qualcosa è mutato, siamo passati dall’era della comunicazione sincronica a quella della conferenza catatonica: dibattiti, convegni e raduni, dal marcato carattere autoreferenziale, hanno un palese difetto: annoiano a morte la platea, precipitandola tra le braccia di Morfeo.
    In primis, l’atteggiamento del conferenziere antistaminico finisce per essere fine a se stesso, poiché poggia su un assioma dal vago sapore esoterico: «sono l’unico in grado di spiegarvi che cosa stia accadendo, poiché, mentre voi lavorate, io tra un convegno e l’altro riesco a consultare ed interpretare le stelle, soprattutto, tra un viaggio e l’altro, riesco a finire tutta la «Settimana Enignistica». Il vero nodo gordiano, che nessuno è all’altezza di sciogliere, consiste nel non saper spiegare il perché noi pubblicitari ci siamo ridotti così.
    La vera disfunzione del sistema consiste proprio in quello che è diventato un difetto di fabbrica: i comunicatori comunicano male, anche tra di loro. Si pensi alla miriade di associazioni che ci rappresentano, l’una contro l’altra armata, le quali parlano ognuna una lingua diversa in una Babele confusionaria fatta di inutili scontri, infantili ripicche, assurde rivalità ed eterni antagonismi.
    In tema di paradossi, va detto che un comunicatore che non comunica è come un ragioniere senza ragione, un ingegnere senza ingegno o un coccodrillo senza il cocco. In genere, i comunicatori commerciali parlano sempre tra di loro e ogni tanto con Dio o con il «Dio-di-turno», il quale, dopo essere assurto agli onori della cronaca per un paio di campagne azzeccate, ne va narrando le case-histories, in lungo e in largo per la Penisola, ammannendo gli annoiati astanti con perle di saggezza orientali, battute occidentali, aforismi da scuola serale e qualche neologismo anglofono.
    Solitamente fra i partecipanti a convegni del genere, molti sbadigliano; ad alcuni cala la palpebra; in tanti pensano – come Hitchcock – che la durata di un qualunque spettacolo o dibattito non dovrebbe essere superiore alle capacità di contenimento urinario dell’individuo; tra i pochi interessati inizia ad insinuarsi il dubbio che la pubblicità ed il marketing non siano scienze esatte e che taluni modelli non siano applicabili ovunque e indiscriminatamente.
    Bisognerebbe smetterla di conferire a circuito chiuso, al fine di evitare la sedazione completa di almeno tre generazioni di creativi con conseguenti effetti collaterali, quali capogiri, stanchezza e offuscamento della vista, soprattutto incapacità ed impossibilità di scorgere una via di fuga da quella che sembra essere diventata un crisi perenne e (so)stanziale.
    La categoria dei comunicatori commerciali, pur ostentandone l’atteggiamento, non è mai riuscita a diventare una vera corporazione, poiché popolata da troppe anime inquiete, onanisti, solipsisti e artisti dell’assolo, in particolare da un insieme sfilacciato di professionalità, a cui, con l’avvento delle nuove tecnologie, se ne sono aggiunte altre ancora più incompatibili ed in conflitto.
    I pubblicitari invecchiano, la gerontocrazia domina incontrastata e se non sarà la prostata, sarà l’incapacità di guardare al futuro a decretarne l’estinzione.
    Basta con i monologhi e le recite a soggetto dei guru di turno, che somigliano sempre di più a quei maghi che dispensano i numeri vincenti del Lotto, che puntualmente non escono su nessuna ruota, neppure su quella di scorta.
    Basterebbe rinfrescarsi la memoria con qualche rudimento di marketing associativo per comunicare meglio verso l’interno e seguire le nuove indicazioni del marketing relazionale per attrarre di più, coinvolgendo gli ipotetici interlocutori, attraverso una comunicazione multicanale, biunivoca e non più mono-canale. Sarebbe utile instaurare un rapporto di scambio di materiali e di esperienze in grado di attivare processi di apprendimento e di adattamento reciproci, creando una forma di collaborazione capace di generare risorse e competenze.
    Ad alcuni, tutto ciò potrebbe apparire più pesante di un autodafé, poiché conseguenza di un lavacro purificatorio, di un rito espiatorio o un bagno di umiltà. Forse non è più tempo di pensare di poter camminare sull’acqua, anche perché risulta che solo uno vi sia riuscito, ma non era proprio di questa terra.

  18. Dario 30 luglio 2010 alle 15:32 ·

    Francesco, con tutto rispetto, non ho capito una mazza di quello che hai scritto e non capisco come mai puoi perdere tanto tempo in scrivere con questi termini che solo Bonolis potrebbe capire! non si è capito neppure il concetto che volevi esprimere. Forse come hai detto tu è per questo che le persone si addormentano nelle conferenze? se tu fossi un vero comunicatore o come dicono, un “copy”, avresti potuto spiegarci il tuo concetto di vita o la tua “soluzione ai nostri problemi” in solo 10 righe… visto che hai parlato tanto di dio, forse potevi imitarlo, lui ha trasmesso a tutta l’umanità i sui insegnamenti in solo 10 righe…

  19. Giuseppe Delogu 30 luglio 2010 alle 15:38 ·

    La guida non ha mai avuto l’ntento – e tanto meno l’efficacia – di limitare la concorrenza, nè è stata mai comunicata o percepita da alcuno dei diretti interessati come una sorta di imposizione nei confronti dei soci TP e ACPI.

  20. Francesco C. Verrina 30 luglio 2010 alle 16:34 ·

    Dario, il mio lungo sfogo è dovuto ad un grande amore che nutro nei confronti di questa professione che, grazie a ciò che scrivo, mi da ancora la possibilità di vivere più che dignitosamente, addiruttura mi consente qualche lusso. Forse mi sono dimenticato, colto dall’impeto, di esprimere tutta la mia solidarietà alla TP, a cui mi pregio di appaartenere, a prescindere dai momenti storici e dalle situazioni più o meno contingenti. Vedi, il vero problema, di questa “categoria di professionisti” e che ci sono persone troppo differenti sia per cultura, sia per esperienza che per modo di operare. Mi sembra, oltretutto, che Bonolis, a cui invidio solo il conto in banca, faccia delle trasmissioni assai popolari, nonostante il un parlare forbito ed un linguaggio, magari per te incomprensibile. Non vorrei che tu facessi confusione fra copy-writer e copy-rapid, scambiando la smplicità con la semplificazione e la sintesi con la stitichezza creativa. In fondo nel tuo post precedente hai parlato di cultura generale e internazionale. Ecco ciò che fa la differenza: LA CULTURA. Non credo che sia la quantità di righe scritte, ma la qualità. E poi, a vari livelli, nel mondo della comunicazione, oggi si parla di “epoca della narrazione estesa”…ma non vorrei avventurami in un sentiero troppo impervio. Un fatto è certo: vada per un tarrifario, ma non mettiamo delle tariffe o dei limiti alla parola scritta e parlata.

  21. Giuseppe Delogu 30 luglio 2010 alle 17:26 ·

    Gli interventi di Francesco Verrina sono sempre interessanti, sinceri e chiari. Nessuno è obbligato ad affaticarsi a condividerli e neanche a leggerli, ma per favore non pretendiamo la sciattezza delle forme come requisito dei post su un blog di pubblicitari.

    Quanto all’idea di Dario di un sindacato o di TP a costo zero, zero, magari con gli aiuti di Stato, non sono affatto d’accordo.
    La partecipazione associativa e libera e volontaria, la quota è oggettivamente modesta in confronto ad altre associazioni: ricordiamoci che fino a trent’anni la quota è di 105 €.
    Lo Stato poi è meglio che stia ben lontano, tanto bella è la libertà che non val la pena rinunciarvi per quattro soldi.
    Andiamo dritti avanti come l’ultimo anno, con le certificazioni iso e tutto quanto è stato fatto, non ultimo questo blog.

  22. Lorenzo Guarnera 31 luglio 2010 alle 10:17 ·

    Biagio, sai che non condivido ciecamente qualsiasi tua scelta, ciononostante voglio esprimerti fortemente il mio personale sostegno in questa più che legittima battaglia.

    A dire il vero, dati i precedenti provvedimenti dell’Atitrust, mi sembra che si sia imboccato un vicolo cieco.
    Ad esempio, nel 2007 l’Antitrust (in riferimento all’art. 2 della legge Bersani n. 248/2006) ha chiesto e ottenuto la rimozione del Tariffario dell’Ordine dei Giornalisti. L’ultimo Tariffario risale a dicembre 2006 riferito al 2007 ed è ancora scaricabile dal sito.

    Al contrario, invece, rimangono salvi ad esempio gli architetti i quali adoperano percentuali e basi di calcolo tariffario suggeriti dai rispettivi Ordini.

    Insomma, per farla breve, il punto sta sempre li, RICONOSCIMENTO DELLA PROFESSIONE: Creare un Ordine dei Pubblicitari Professionisti.
    Temo che la sola risonanza “ecomediatica” non basti a generare con chiarezza l’interesse degli organi competenti e delle parti interessate… Altrimenti i Giornalisti ne sarebbero usciti a testa alta, no?

  23. Tiziana Pittia 2 agosto 2010 alle 15:09 ·

    Mentre l’Antitrust sta perdendo tempo con noi sempre su IO del 24 luglio un articolo a pagina 27 parla degli incontri con Alfano sulla riforma delle professioni, tavolo al quale noi come TP siamo esclusi. Nel”articolo si cita anche il “ritorno ai minimi tariffari”….Io credo che la nostra difesa deve essere coordinata nell’insieme delle attività legislative in corso in materia di professioni, quindi Biagio, tuteliamoci a 360 gradi per ottenere i diritti di cui necessitiamo: di fatto la nostra esistenza è venuta “tristemente” alla luce…..

  24. daniela salina 4 agosto 2010 alle 10:13 ·

    Ho il sospetto che i clienti gradisano molto questa giungla dove non ci sono regole, e dove trovano sempre chi abbassa i prezzi, rovinando il mercato e negando il valore della nostra professione. Chi è costretto ad accettare la svalutazione del proprio lavoro, è costretto, di conseguenza, a trovare degli espedienti creativi per tagliare tempi e personale, a forte danno della qualità. La guida è un parametro indispensabile, un monito per non andare oltre, per non svilire oltre un ruolo professionale indispensabile nel successo di un prodotto, di un servizio e, in ultima analisi, di tutta l’impresa. Purtroppo sono d’accordo con Guarnera, questi sono tempi in cui le voci debbono avere un forte sostegno per bucare ignoranza e strapotere. Quindi, cerchiamo di usare tutto il peso e l’inventiva possibile in quest’ azione di sacrosanta protesta.

  25. Valerio La Terza 19 ottobre 2010 alle 13:14 ·

    Onestamente lo reputo un valido strumento, basta con questa glungla di prezzi dove la creatività e il ruolo dell’account sono spesso sviliti dai singoli clienti.

  26. deluso 1 dicembre 2010 alle 13:07 ·

    Ciò che ha a che fare con la comunicazione pubblicitaria viene considerata facile…della serie “premi2 bottoni ed è fatta” (in verità non è così)…purtroppo manca la cultura del marketing (dovuta anche ad una classe dirigenziale scelta per amicizie politiche e non meriti) e imanca il concetto di pagare adeguatamente il collaboratore o professionista…ma a parte questo il problema principale oggi è dato da piattaforme di gare creative in cui ti devi svendere per lavorare dato che ad es gli indiani sviluppano bozze e loghi definitivi a 30dollari…e molte agenzie appaltano li i lavori che poi cercano di rivendere a centinaia di euro.Agenzie che poi cercano di non pagarli nemmeno i 30dollari per speculare al massimo!Insomma questo settore è un caos totale!

  27. bruno carboni 1 gennaio 2011 alle 17:21 ·

    E’ necessario un riconoscimento di una professione che incredibilmente solo in Italia si stenta a codificare. Ci vuole un Ordine. Che selezioni i professionisti e allostesso tempo li tuteli.

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    I’ll gear this review to 2 types of people: current Zune owners who are considering an upgrade, and people trying to decide between a Zune and an iPod. (There are other players worth considering out there, like the Sony Walkman X, but I hope this gives you enough info to make an informed decision of the Zune vs players other than the iPod line as well.)

  38. limewire 1 giugno 2011 alle 10:56 ·

    I think this is some form of evolution trait to determine what type of person someone is. Whether they are out to get vengence, if they are different, someone that you need to be cautious about. Many would would need this knowledge how to deal to them.

  39. Cheap car audio 1 giugno 2011 alle 12:12 ·

    You…are…my…hero!!! I cant believe something like this exists on the internet! Its so true, so honest, and more than that you dont sound like an idiot! Finally, someone who knows how to talk about a subject without sounding like a kid who didnt get that bike he wanted for Christmas.

  40. yellow pages reverse phone lookup 1 giugno 2011 alle 19:57 ·

    Well now you can with phone number lookup services! Companies which offer such services collect information from public records then offers this information to its members so that they can gain information about landlines, mobile phones, and even unlisted numbers.

  41. reverse phone lookup free name 1 giugno 2011 alle 21:08 ·

    You should be aware that the cell phone number of an individual is thought to be the confidential property. For this reason, it’s not at all practical for any company to simply present it at no cost.

  42. reverse phone lookup cell 1 giugno 2011 alle 21:40 ·

    Simply using a respectable reverse mobile phone lookup company the info recovered is certainly comprehensive and extremely precise. There are plenty of companies on the web at this time but don’t end up duped using the more economical companies.

  43. Wynajem Autobusów Sopot 2 giugno 2011 alle 03:38 ·

    This web site is really a walk-through for all of the info you wanted about this and didn’t know who to ask. Glimpse here, and you’ll definitely discover it.

  44. yellow pages reverse phone lookup 2 giugno 2011 alle 06:15 ·

    By simply entering in the telephone number, including the area code, and pushing the actual search option, reverse cellphone lookup offers you all of the corresponding addresses that are associated with the phone number.

  45. reverse phone lookup cell 2 giugno 2011 alle 06:29 ·

    Quite simply, conducting some sort of reverse mobile phone search in this year and beyond is usually a incredibly cost effective, convenient and also reliable technique.

  46. vertical jump 2 giugno 2011 alle 07:59 ·

    Getting to the root of a problem begins with looking for the solution. While may seem hard to comprehend but many problems exist from the premise, not the conclusion.

  47. yellow pages reverse phone lookup 2 giugno 2011 alle 08:05 ·

    Using cellular phone look up companies are becoming economical and a number of these expert services accommodate reduced packages together with unlimited queries.

  48. uncharted 3 2 giugno 2011 alle 09:01 ·

    La Mission Haut Brion, which received 100 points in the e-newsletter, was not among his top six that evening.

  49. phone number lookup 2 giugno 2011 alle 09:59 ·

    The minimal fee allows these reverse cell phone lookup services to access these directories with out breaking any laws. The fee is used to track down any misuse of the information by using the credit card information.

  50. phone number lookup 2 giugno 2011 alle 10:06 ·

    Doing a reverse cell phone lookup is very important to many people, so they can find out as much information as they possibly can. Make sure that you pay attention to the service providers and check to see if they are 100% reliable and accurate with their information.

  51. phone number lookup 2 giugno 2011 alle 10:50 ·

    People are learning that the free cell phone reverse directories are becoming more frequent and they are quite common.

  52. phone number lookup 2 giugno 2011 alle 11:10 ·

    As soon as an individual tells you to use reverse telephone number trace, exactly what do these people necessarily mean? Well, oftentimes, when a telemarketer calls you, the cell phone number probably pops up with no name associated with it.

  53. phone number lookup 2 giugno 2011 alle 11:25 ·

    What these services do is they allow people to simply type in any phone number and instantly receive the name the number belongs to and occasionally their home address and any other numbers belonging to them as well. If a person wishes to find out who a telephone number belongs to but doesn’t want to call them to figure it out, then a reverse phone lookup service could be the ideal solution.

  54. phone number lookup 2 giugno 2011 alle 13:02 ·

    These companies commit major time along with financial resources in compiling cellphone numbers and collect substantial records by utilizing either personal or open public sources, together with main cellular telephone provider restricted databases.

  55. gps watch 3 giugno 2011 alle 02:41 ·

    A VPS can also be the suitable answer for a lot of industry organizations.

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Mauro