Subito dopo il tramonto, un attimo prima dell’alba

Scritto da on 10 gennaio 2011 in TP World, Web 2.0 - 19 Commenti
subitodopoiltramonto

Il titolo di questo post è anche il titolo di un film under construction.
Il film è anche un progetto a cui ciascuno di noi può contribuire.
Eugenio Marrari, ideatore, regista e sceneggiatore dell’opera, in quest’intervista vi spiega come.

Eugenio, possiamo definire “Subito dopo il tramonto, un attimo prima dell’alba” un film user generated?

In realtà non credo si possa esattamente definire in questo modo. O almeno non nel senso comune che una definizione di questo genere richiamerebbe. Un film user generated è un output dove le scene sono realizzate in modo collaborativo grazie ad una sorta di partecipazione creativa degli utenti. (Ricordo che uno dei tentativi più “in vista” fu The Unfold, presentato a Milano al More Than Zero Festival dal progetto anglossassone di open source cinema http://aswarmofangels.com).
“Subito dopo il tramonto, un attimo prima dell’alba” non nasce con l’intenzione di coinvolgere gli utenti dal punto di vista creativo, ma coinvolgerli sul piano della ricerca. Mi spiego.
Il tema del film è l’approfondimento della crisi che sta investendo la società contemporanea, e l’obiettivo è approfondire la questione da tutti i punti di vista “sociali” su cui questa “impatta”: il lavoro, l’amore, l’accettazione del diverso… La mia tesi (ma credo di non dire nulla di nuovo) è che non esista davvero solo una crisi economica, ma una vera e proprio crisi umana, di cui quella finanziaria è solo la punta dell’iceberg.
Ora, davanti alla complessità di un tema di questo tipo e all’alto grado di presenza della questione nel tessuto sociale, abbiamo pensato che per fare una buona ricerca (alla base di tutte le opere artistiche o creative) ci fosse bisogno di fare intelligenza collettiva, di chiedere agli utenti spunti, riflessioni articoli ed esperienze dirette.
Per farlo, abbiamo aperto una fan page su Facebook
sulla quale riportiamo i progressi del nostro lavoro, ma in cui chiediamo anche agli utenti di postare stimoli e riflessioni, che poi vengono letti, selezionati e raccolti in base al tipo di materiale sui social network in cui siamo presenti: scribd, per quelli testuali, e YouTube per quelli video, in modo che tutti i contributi rimangano a disposizione della comunità.
Il processo creativo rimane al di fuori dell’intervento diretto degli utenti. Di questo viene solo fatto un racconto tramite il blog
dei progressi della scrittura, del libro di regia, degli schizzi delle location e così via… Mostrando al pubblico la “genesi” dell’opera, palesando un DNA creativo in definizione e in qualche modo mettendo in comune in alcuni casi anche del know how.
A questa scelta c’è una spiegazione: chiedere una partecipazione creativa vorrebbe dire rivolgersi in realtà ad un pubblico specialistico come gli sceneggiatori, i filmmaker o i video-designer, che è quello che “subito dopo il tramonto, un attimo prima dell’alba” non ha la volontà di fare.
La volontà è quella di essere in ascolto con la società, alla gente comune, appassionata di cinema e non, che si sente coinvolta dal tema, e offrirci come interpreti.

Come ti è venuta l’idea?

La mia strada professionale nasce dai contenuti. Il mio percorso si è definito nella produzione di contenuti per diversi media, prima come copywriter, poi come autore video e negli ultimi anni come creativo cross-media incontrando il video, il mobile, il web e il social web.
In questo percorso sono sempre stato entusiasmato dalla direzione di ibridazione dei media che andava via via definendosi negli anni (soprattutto dal 2005 in poi). Sono sempre stato affascinato dall’idea di
“raccontare storie” e ho sempre sognato di creare un progetto narrativo che coinvolgesse media molteplici. Non ero però mai riuscito a trovare un’idea che mi convincesse, anche perchè realizzare qualcosa di puro entertainment non è qualcosa in cui credevo a pieno, per diversi motivi.
L’idea invece di affrontare un tema sociale, porsi in ascolto, dandosi la possibilità grazie agli utenti di capire la questione a fondo e fare una buona ricerca è invece qualcosa che ho visto possibile. E la crisi ho pensato fosse un tema urgente da affrontare, e che il social web potesse essere un’ottima fonte di ricerca per fare da spalla al cinema.
Che riusciremo per davvero, lo vedremo. Siamo ancora solo agli inizi…

Questo processo non rischia di rallentare la produzione e l’uscita del film?

Il film è un punto di arrivo di un progetto più ampio che coinvolge i social media, il web e poi in ultima analisi il video.
Crediamo molto in questa fase social e non la viviamo come un “ritardo”. Dalla nostra (per così dire) c’è anche il fatto che ad oggi “Subito dopo il tramonto, un attimo prima dell’alba” è un progetto sperimentale, non ha già un finanziatore o una casa di produzione alle spalle con tempi di realizzazione definiti, quindi possiamo forse “permetterci” di sperimentarci fino in fondo. D’altra parte, abbiamo un team
progetti che si è posto un timing ben preciso, che ha tutta la volontà di rispettare (compatibilmente con la fortuna che riusciremo ad avere). E in questo timing è previsto una fase di ricerca finanziamenti tramite le piattaforme di crowdfunding come kickstarter o pdb, usate da diverse produzioni indipendenti, e un roadshow primaverile / primi mesi dell’estate per raccontare il nostro progetto in diverse occasioni che siamo in fase di individuazione (che coinvolgerà, se riusciremo ad entrarne in contatto, anche case di produzione cinematografiche).
Insomma, stiamo provando con tutte le nostre forze a portare avanti e rendere concreto un progetto che all’inizio era solo un sogno. Un sogno in cui ci siamo scoperti credere moltissimo.

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19 Commenti on "Subito dopo il tramonto, un attimo prima dell’alba"

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  11. Kaitlyn Zenz 1 giugno 2011 alle 05:30 ·

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