Campagna Profondo Rosso: Arte e Pubblicità?

Scritto da on 10 giugno 2011 in Advertising, Campagne Stampa - 3 Commenti

Questa mattina sfogliavo la rivista CHEF, che mi arriva ogni mese, e da pagina 117 a pag. 122 c’è una campagna di comunicazione dell’agenzia Young & Rubicam per Profondo Rosso (store romano dedicato all’horror, alla fantascienza, ai gialli e al mistero).

Y&R, per la campagna stampa ha utilizzato le foto di opere dell’artista Jessica Harrison.

La Harrison è un’artista che cerca di esprimere sensazioni tramite la commistione della realtà quotidiana con elementi di carattere soprannaturale o surreale o tramite l’inserimento inatteso di circostanze non razionali. Le sue opere in relazione con il corpo ipotizzano situazioni che destabilizzano le sicurezze acquisite e suscitano in questo modo nell’animo e nella psicologia dell’individuo un sovrapporsi di sensazioni di orrore, di repulsione, di spavento o di paura.

L’artista ha trasformato la sua passione per l’horror, in arte, rielaborando e “zombificando” le classiche statuine di porcellana che di solito vediamo a casa delle nostre nonne e l’agenzia Young & Rubicam ha coinvolto l’artista inglese ideando una campagna di forte impatto visivo che sintetizza al massimo l’essenza dello store fondato da DARIO ARGENTO nel 1989. Negozio che non è solo un luogo dove acquistare tutto ciò che riguarda il mondo del mistero, ma si propone innanzitutto come un punto di incontro per tutti gli amanti del genere e dove si può ancora respirare un’aria ricca di tensione, di mistero e di paura.

Beh, pare che questa campagna in modo efficace rispecchi tale spirito e probabilmente non viola nessuna norma del codice di autodisciplina anche se potrebbe infrangere alcune convinzioni morali e civili e urtare la sensibilità dei più piccoli, ma è arte! La collezione di statuine prodotte dalla Harrison si chiama proprio breaking: infrangere la legge!

Secondo Voi, in una comunicazione commerciale, l’uso della rappresentazione artistica può essere uno strumento che permette di travalicare legittimamente una certa soglia del sensibile affinché possano essere comunicati dei concetti cosiddetti “alti” che altrimenti non potrebbero essere né rappresentanti né raggiunti?

 

Gianluca Ruocco

www.gianlucaruocco.it - info@gianlucaruocco.it Laurea magistrale in comunicazione d’impesa e pubblica. Da sempre pubblicità, marketing e comunicazione sono il suo mestiere. Coordinatore TP – Regione Campania. www.giannacomunica.eu - gianluca@giannacomunica.eu Ufficio 0974 826838 - Cellulare 349 6406703   

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3 Commenti on "Campagna Profondo Rosso: Arte e Pubblicità?"

  1. Micaela 10 giugno 2011 alle 10:28 ·

    Primo impatto: molto british
    Quel british a cui in pochi di noi siamo abituati a riconoscere, essendo abituati alle campagne contro la guida in stato d’ebrezza. Quel humor inglese quasi cinico e irriverente.
    Secondo step: mi sono andata a vedere il sito dell’autrice e le sue opere d’arte.
    Terzo step: mi sono andata a vedere online cos’è questo locale Profondo Rosso.
    Quarto. Mi sono informata sulla rivista Chef

    Ho tutte le informazioni utili per poter esprimere un commento.
    Ma ci ho messo, almeno tre minuti.
    Ora i lettori della rivista hanno voglia di dedicare tutto questo tempo ad una pagina pubblicitaria?

    Direi che si torna alla discussione sui Bronzi.
    Quanti nuovi clienti porterà questa campagna a Profondo Rosso?

    Peccato che a differenza dei già citati Bronzi, qui l’arte è presa in giro direttamente dall’artista che ha comunque 3000 e passa fan sulla pagina FB e quindi deduco venda. Quindi piace. E si sposa perfettamente con il committente. Dal punto di vista esecutivo la foto è splendida, ben impaginata e con un Headline azzeccata.

    Visto che ho dedicato parte del mio tempo/denaro su questa campagna vorrei sapere quanto ha pagato per tutto il cliente!

  2. Gianluca Ruocco 26 giugno 2011 alle 11:10 ·

    La campagna ‘Profondo Rosso’ è fra i progetti portati al Festival di Cannes da Y&R Brands che ha cercato di pubblicizzare in maniera distintiva il Profondo Rosso store di Roma, luogo di culto per gli amanti dei grandi classici dell’horror: film, oggetti e molto altro.

  3. Gianluca Ruocco 31 agosto 2011 alle 10:39 ·

    Anche questa è una di quelle campagne fake che si fa uscie su “Cavalli e segugi” pur di farla partecipare ad un concorso? La realtà è forse che per partecipare a concorsi internazionali si compete con agenzie d’oltreoceano che per forza di cose hanno un pubblico da 250 milioni di abitanti e di conseguenza hanno altri tipi di budget strutturati in modo tale da realizzare prodotti pubblicitari di un certo tipo che gli permettono anche di rischiare? Forse il pubblicitario italiano ha paura di rischiare ed i budget limitati, costretti dai vincoli aziendali, non permettono di esprimere una sintesi efficiente tra creatività e funzionalità tale da competere a livello internazionale? Beh, sicuramente è una corsa impari se è il budget che gareggia.

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