Tara Gandhi, in un passo della sua intervista rilasciata a Deborah Baldassarre del mensile Pubblicità Italia nel mese di maggio 2011 (pag. 86) dice: — «Molte volte è difficile definire o identificare la pubblicità. Fino a quando c’è qualcosa di vero in me, le mie azioni possono già essere considerate pubblicità, a differenza delle parole. Ciò che proviene direttamente dal mio cuore è la vera pubblicità», — così, Tara, parla di pubblicità rispondendo al fatto che finora ha sempre declinato qualsiasi proposta di essere testimonial di una campagna pubblicitaria, perché le piace l’idea che solo il suo nome sia sufficiente per diffondere le sue idee, eludendo qualsiasi tentativo di convincimento che potrebbe dare l’impressione che il suo pensiero potrebbe essere strumentalizzato.
Ecco, Tara, lancia un vero messaggio. Ogni attività e quindi ogni impresa deve esprimere e comunicare abilmente se stessa evitando qualsiasi strumentalizzazione legandosi ad altro, ma esprimendo e comunicando l’identità dell’impresa come persona e guardando oltre, sforzandosi di agire bene quando si agisce; age quod agis diceva un antico proverbio romano, fai bene quello che stai facendo.
Ancora Tara continua dicendo — «quando vedo gli uccelli che volano nell’atmosfera, ho l’impressione che stiano scrivendo la loro storia. Una bomba atomica non riuscirebbe a distruggere questo pensiero, possiamo farlo solo noi uomini limitando la nostra mente».
Il messaggio è chiaro, siamo noi il firmamento nel mondo, siamo Re che si credono mendicanti. Comunicare con il cuore è il messaggio.
Le imprese devono fare ciò che sanno fare meglio, ciò che sanno fare per davvero, comunicarlo con il cuore, serenamente ed in modo orgoglioso, questo gli permetterà di resistere a qualsiasi stato di crisi al quale si è ciclicamente destinati perché avranno costruito fiducia e reputazione con il proprio pubblico, avranno costruito un rapporto di amicizia che non c’è dubbio, oggi, non può più ingannare.
Clicca QUI per vedere l’intervento dell’indimenticabile protagonista dell’evento «21 minuti», Tara Gandhi











4 Commenti on "Intervista a Tara Gandhi: la Pubblicità parte dal cuore"
Finalmente.
Sono anni che ad ogni convegno cui partecipo mi ostino a dire citando un frase detta da Bill Clinton al 1° Congresso Mondiale della Pubblicità, che bisogna parlare “con il cuore al cuore delle pesone”.
Il problema vero è riuscire far invertire la tendenza negativa con i comportamenti, e qui, ahimé, la strada comincia a essere tortuosa.
Ma per fortuna qualcuno ci sta già provando.
Segnaliamo quando ci sono gli esempi positivi.
Della serie: la gente non è scema. E si accorge quando le aziende raccontano balle, come per esempio che il loro primo obiettivo è la salvaguardia dell’ambiente, la salute delle persone e la taglia delle modelle.
Laura Cantoni ha fatto una bella ricerca sulle marche Top of the hearth dalla quale vengono fuori brand che per fatturato e distribuzione sono lontanissime dalle posizioni di testa, ma che si sono conquistate una posizione nel cuore dei consumatori attraverso azioni e comunicazione seria e coerente.
Certo, è una posizione difficile da conquistare e da mantenere, ma volete mettere?
Il cuore. Tema complesso da affrontare. La comunicazione del cuore, ancor pià difficile per la difficoltà di disambiguare emozioni, pensieri, spesso contrastanti, a volte incomprensibili e irrazionali.
Se questo è vero per la comunicazione interpersonale, figuriamoci quando si parla di comunicazione commerciale fatta con il cuore. Con il cuore di chi poi? Dell’azienda, del business, del mercato, delle persone?
Comunicazione commerciale che parla al cuore? E quindi di emozioni, di valori sani, di sentimenti?! Parlerei di comunicazione commerciale fatta con il cuore nel senso fisiologico della funzione del cuore, ossia di quella sua capacità di essere organo centrale di un apparato, motore centrale per il corretto funzionamento di un sistema. Se le aziende adottano questa prospettiva, accogliendo in questo senso un approccio coerente, vero e serio, rappresentando la verità dell’impresa, potranno essere capaci di trovare condizioni di equilibrio con il mercato, con il proprio business, con i competitor, con le persone, siano essi consumatori o lavoratori dell’impresa stessa. Recentemente ho sentito dire che per capire le organizzazioni complesse bisogna partire dalla compresnione dei comportamenti delle persone. La chiave di svolta sta proprio nelle persone, come sempre è stato. Colgo questo spazio per rappresentare il mio pensiero, che forse esula e si allontana in parte, ma non del tutto dalla questione qui proposta. E’ necessario accumulare e vivere positività e verità, coltivarle, alimentarle, aspettare e lasciarle germogliare.
Ecco una bella comunicazione con il cuore. Perché tu mi piaci ha vinto a Cannes. Tre giovani senza una agenzia, senza un cliente e senza un prodotto hanno ideato e girato un film, lo hanno iscritto al Festival internazionale della Creativita’ di Cannes – il piu’ prestigioso a cui un pubblicitario possa aspirare – e hanno vinto un bronzo, alla faccia delle grandi sigle della pubblicita’. Il loro lavoro, come dice Mirko di Ninjamarketing, contiene una grande verita’ umana, di quelle che contagiano i cuori, ma soprattutto contiene una cosa che nei grandi palazzi della creativita’ milanese non c’e’: tanto cuore, tanto amore.
A questo link il video http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=rdyISvJOtFo