Quando mi venne detto:- Benni, andiamo a Cannes, Cannes: ti rendi conto? Cannes! – rimasi lì, contento e stupito: perché io, perché proprio noi? In fin dei conti non avevamo fatto niente di così speciale per meritarci “Cannes”.
Ma la decisione era presa e il premio di giugno praticamente già conquistato. Certo era stato un anno duro e pieno di soddisfazioni; uno di quegli anni che ti fanno stare bene con te stesso e con gli altri. Un anno di bei temi svolti con precisione e profondità. Un anno di bellissimi challenge.
Ed ecco il premio, meritato: Cannes.
Già mi vedevo a passeggiare per la Croisette, fermarmi con i miei a conviviare davanti un long drink o altro, sì perché è così che si fa, anche se si è giovanissimi. Cannes, la costa più azzurra della Terra (infatti la chiamano così: Costa Azzurra) e io lì. Wow!
Tutto questo, questa grande emozione, durò solo pochi giorni: mamma alla fine decise che quell’estate saremmo andati tutti – lei, mio fratello e io – in montagna, a Saint Moritz. E dire che io amo il mare, anche quello non mio.











2 Commenti on "Cannes memories"
molto divertente.
Amo questo genere di ironia. Di un livello sopraffino.