Passeggiando per le vie milanesi nel weekend che ci ha portato a Milano per la bella ed interessante esperienza della Convetion TP 2011, ci imbattiamo in una gelateria. Grom.
Il nome ci incuriosisce ma succede qualcosa di più quando assaggiamo il loro gelato. Delicato, leggero, artigianale, in una parola davvero buono.“Anna Luisa si pente di non averlo preso ma in compenso mangia tutto il mio”
Oltre alla bontà del gelato notiamo che vi è un importante impegno per l’ambiente, a partire dal packaging a base vegetale e biodegradabile fino alla gestione improntata al riciclaggio dei rifiuti. Rimaniamo molto contenti di questo incontro e proseguiamo la nostra passeggiata.
La serendipity della rete ci porta ad incrociare di nuovo questo nome, Grom appunto. Approfondiamo e leggiamo che nel maggio 2003 due amici, Guido Martinetti e Federico Grom, decisero di aprire la prima gelateria Grom nel centro di Torino: apparentemente nulla di strano, ma in realtà non si trattava di una gelateria come le altre: “L’idea Mad! è stata quella di fare dei passi indietro, – dice Guido Martinetti – provare a gestire al meglio l’agricoltura, personalmente o attraverso i nostri fornitori, per avere le migliori materie prima con cui fare un gelato che avesse un gusto pulito, semplice, che portasse in qualche modo ad antiche memorie: all’inizio tutti pensavano fossimo veramente Mad!, oggi forse un po’ meno, ma fare un’agricoltura veramente di qualità, coltivare ad esempio le fragole così, in campo aperto piuttosto che in serra, rimane molto, molto Mad!”.
Dopo soli otto anni di attività, le gelaterie Grom sono diventate quasi quaranta, sparse per tutta la penisola e presenti anche in Giappone, Usa e Francia: il gelato Grom, quello fatto davvero come una volta, è diventato un successo internazionale, un’altra brillante testimonianza del valore di un’idea Mad!
Questa positiva esperienza di impresa ci porta a conoscere un altro interessante progetto, il ProgettoMad in Italy! Non Made in Italy dunque, ma “Mad in Italy! Il cuore pulsante di “Mad in Italy!” è una piattaforma web che nasce con un’anima fortemente social. www.progettomadinitaly.it ospita il racconto di alcune case history “Mad in Italy!” dalla voce dei protagonisti, ma dà anche l’opportunità a imprenditori ed aziende di creare un proprio profilo presentandosi come imprese “Mad”, dove “Mad” rappresenta non solo la genialità dell’idea, ma anche e soprattutto la persona che l’ha avuta e che ha scelto di realizzarla in Italia con coraggio, lungimiranza e quel pizzico di “lucida follia” che sta sempre alla base di ogni successo imprenditoriale.
Sul sito, inoltre, ricercatori, giovani che si affacciano sul mondo del lavoro, consulenti e professionisti possono pubblicare il loro “Mad curriculum” per far conoscere in maniera creativa ed inusuale le loro competenze distintive ed entrare in contatto con imprenditori e aziende “Mad”. Infine, tutti coloro che si iscrivono possono partecipare direttamente alle attività del progetto commentando i post del blog, pubblicando contenuti “Mad”, contribuendo ad una definizione condivisa del “Mad in Italy!” in pieno spirito “wiki”.
Ma come nasce Mad in Italy? “La storia economica italiana – spiega Giampiero Cito, direttore creativo Milc – è costellata di imprenditori che hanno ottenuto successi e riconoscimenti nazionali e internazionali decidendo di dare vita alle loro idee in Italia, nonostante l’Italia. Il progetto “Mad in Italy!” vuol parlare di loro e con loro, raccontando o facendo raccontare le loro storie e i loro successi non in termini di prodotti e creazioni, ma di idee di impresa. Il progetto è nato per dare spazio a tutti coloro che si sentono “Mad” o che hanno una storia “Mad” da condividere”.
“Prendendo in prestito il termine coniato da Paolo Iabichino, direttore creativo in Ogilvy e sostenitore del progetto – continua Cito – potremmo definire “Mad in Italy!” una sorta di ‘invertising’, una campagna che fa ragionare il pubblico, che cerca con lui una relazione.
Nel nostro caso, non vendiamo prodotti o rappresentiamo un’azienda, vogliamo semplicemente valorizzare chi ha deciso di mettere in piedi un’idea imprenditoriale vincente nel nostro Paese e difendere il “made in Italy” in maniera originale”. “Mad in Italy!” è un progetto ideato da Milc, fotografie di Bruno Bruchi. I partner di “Mad in Italy!” sono Bloop, Comunicazione Virtuosa, Creatives are bad, Doctor Brand, Festival della Creatività, Fondazione Sistema Toscana, Intarget Group, Intoscana.it, Invertising, MagNews by Diennea, Master in Comunicazione d’Impresa dell’Università degli Studi di Siena, pmicamp, Polimoda, Rete Ventures, ToscanaLab e TP Pubblicitari Professionisti.
Ad ogni idea “Mad” Viene riconosciuta la camicia di forza MadinItaly!
Segui questo link per vedere il progetto MadinItaly
Post scritto in collaborazione con Anna Luisa Buongiorno











Un Commento on "Mad In Italy! I folli che fanno grande l’Italia"
Molto interessante questa piattaforma! Per avviare un’attività imprenditoriale in italia bisogna essere un pò “Mad”, ma credo che con costanza e sacrificio si possa comunque avere successo. L’importante è non essere “Mad-iocri”