“SOS, SOS. Qui si sta morendo.
E’ la cultura di un popolo che sta morendo:
una cultura che può dare il suo rilevante contributo al mondo.
Non vogliamo che questa cultura muoia: non vogliamo la cultura dei parassiti, più o meno meccanizzati.
Vogliamo che la cultura locale si sviluppi, si apra, si costruisca giorno per giorno sulla base della propria esperienza.”
(Danilo Dolci, dal messaggio introduttivo alle trasmissioni di Radio Libera Partinico, Palermo, il 25 marzo 1970)
Qualcuno potrà dire:- Ma che c’entra Danilo Dolci con noi, col nostro mestiere, col nostro piccolo mondo di pubblicitari?
C’entra, c’entra, infatti ho liberamente adattato e “fatto nostro” il messaggio di Dolci, eccolo:
“SOS, SOS. Qui si sta morendo.
E’ la cultura della creatività che sta morendo:
una cultura che può dare il suo rilevante contributo alla comunicazione tutta.
Non vogliamo che questa cultura muoia: non vogliamo la cultura dei parassiti, più o meno meccanizzati.
Vogliamo che la cultura della creatività si sviluppi, si apra e si costruisca giorno per giorno sulla base dell’esperienza e della conoscenza.”
C’entra, dicevo, perché se è vero che la comunicazione, di oggi e di ieri, è lo strumento primo della conoscenza, quindi dello scambio di pensiero, questo breve e sincero appello di Danilo Dolci, urlato piano piano e a bassa voce dalla prima radio libera d’Italia -veicolo nuovo, mezzo nuovo- a favore di una popolazione disgraziata non per scelta – la popolazione del Belìce del dopo-terremoto del 1968 – assume un valore enorme anche per noi pubblicitari, più o meno creativi.
Un messaggio profondo e ficcante lanciato a chi fino a quel momento non era stato “attento”, non si era “accorto”, era “distratto” da altre cose- sue, loro- : le Istituzioni.
Il mezzo, la radio libera nel/del 1970, diventa qui anche il messaggio. Lo so, è già stato detto da qualcun altro ed è per questo ci deve interessare, per questo abbiamo il dovere, noi, di essere attenti a tutto, guardare tutto, rispettare e comprendere tutto e riuscire coagulare tutto per poi renderlo, restituirlo nel migliore dei modi.
Avremmo dovuto farlo allora, dobbiamo farlo adesso, dovremo farlo in futuro: ne va della nostra creatività e della nostra etica, professionale e non.
Voglio chiudere questo post con un altro pensiero, tre versi, di Danilo Dolci da “Il limone lunare”, ed. Laterza, Bari, 1972.
“Se l’occhio non si esercita, non vede.
Se la pelle non tocca, non sa.
Se l’uomo non immagina, si spegne”












Un Commento on "Un SOS per la creatività"
sottoscrivo ogni riga, benni.