CRAP: E’ Questa l’agenzia che vogliamo?

Scritto da on 5 luglio 2011 in Advertising, Creatività, TP World - 1 Commento

crapGià da qualche giorno volevamo scrivere di CRAP Adv, della «prima» agenzia low cost e del «signor» Giorgio Revenue. Ci siamo trattenuti dal farlo per comprendere meglio questo “fenomeno” e le sue finalità. Aveva sin da subito il gusto della provocazione che si percepiva dall’enfasi delle dichiarazioni, dai toni e dai contenuti forti del manifesto.

Regola n. 1: in pubblicità come in guerra tutto è permesso.

Regola n.2: consegniamo la creatività prima ancora di averla pensata.

Regola n. 3: I rimborsi spese sono per i poveracci.

Regola n. 4: la qualità non costa niente.

Solo per citarne alcune.

Alla fine AssoComunicazione ha svelato il mistero Crap (che letteralmente significa merda).

La Crap è stata una campagna per la qualità lanciata da AssoComunicazione, appunto, per sensibilizzare agenzie e clienti sul tema delle gare, sulla comunicazione di qualità e sui meccanismi non virtuosi che esistono nel rapporto cliente-agenzia. Con Crap, la prima agenzia low cost, fantomatica sigla firmata da Giorgio Revenue, AssoComunicazione ha disegnato un’agenzia che sacrifica qualsiasi forma di qualità per fini utilitaristici.

L’obiettivo della campagna non è quello di creare una contrapposizione tra agenzie e clienti bensì tra buone agenzie e cattive agenzie così come tra buoni clienti e cattivi clienti – ha spiegato Peter Michael Grosser, vice-presidente di AssoComunicazione -. Volevamo dare un monito e far capire come potrebbe ridursi il nostro mercato se dovesse prevalere il lato oscuro che potenzialmente esiste in ogni agenzia ed ogni cliente”.

Resta da capire ora se questa operazione, realizzata col contributo gratuito di alcune agenzie quali  Cayenne (l’adv), Arc Leo Burnett (direct marketing alle aziende), Relata (coordinamento dell’iniziativa), Live Extension (web), Found! (Rp), Piano B (eventi, guerrilla), Starcom (media), potrà avere effetti concreti. “Dobbiamo avviare un confronto interno – ha continuato Grosser – e pensare a come intervenire denunciando i comportamenti non etici. Per far questo è necessario far fronte comune e lavorare per mantenere alta la qualità del nostro lavoro.

In questa direzione va, ormai da tempo, l’impegno di Tp, confermato anche nell’ultima convention, dove ancora una volta si è ribadita l’importanza di un confronto interno per assumere una pozione chiara sulle gare, sul tema della giusta remunerazione, sullo sfruttamento degli stage che alimentano comportamenti poco etici e impoveriscono  il bel mestiere della pubblicità.

A tal proposito l’intervento alla convention Tp del presidente dell’Adci, Massimo Guastini è giunto come monito ed esempio. Massimo Guastini ha raccontato alla convention TP e scritto sul suo blog di aver rinunciato a partecipare con Cookies Adv (non associata ad AssoComunicazione) a una gara indetta da Red Bull causa remunerazione ritenuta inadeguata e mancanza del rimborso spese.

Ha affermato l’importanza e la forza di dire No, Grazie!, come possibilità concreta di cambiare le cose. Tutto ciò ha aggiunto deve partire dallo stagista, rivolgendosi ai ragazzi e studenti presenti alla convention nell’ambito del progetto TPdomani per ancorare il mondo del lavoro a quello universitario, dai Ceo, da tutti.  Dunque, accogliendo l’invito di Massimo, anche noi invitiamo tutti voi a dire No, Grazie! Quando una remunerazione la ritenete inadeguata alla vostra professionalità, al tempo, al lavoro, alle risorse impiegate, all’impresa committente, etc. per dare un messaggio reale, concreto e positivo di cambiamento.

Ma chi è Giorgio Revenue?
Guastini nel suo post che vi consigliamo di leggere scrive “parafrasando una famosa frase di Giorgio Gaber su Berlusconi, ieri sera ho aggiornato il mio status facebook scrivendo: non dobbiamo temere la Crap in sè, dobbiamo avere paura della Crap dentro di noi. […] La Crap (merda) o se preferite Giorgio Revenue, è dentro ciascuno di noi. È dentro lo stagista che accetta 4 stage non remunerati o pagati a ticket restaurant anche quando il suo lavoro procura in realtà fatturato all’agenzia. È dentro quei creativi che accettano contratti precari, stipendi del tutto inadeguati rispetto a quello che producono, perché la valuta in molti casi è diventata la possibilità di vincere premi con campagne viste più dai giurati di vari award che dal presunto target.[…]”.

Il post completo QUI

Post scritto insieme a Anna Luisa Buongiorno

CRAP: E’ Questa l’agenzia che vogliamo? di Gianluca Ruocco e Anna Luisa
Buongiorno

Già da qualche giorno volevamo scrivere di CRAP Adv, della «prima» agenzia
low cost e del «signor» Giorgio Revenue. Ci siamo trattenuti dal farlo per
comprendere meglio questo “fenomeno” e le sue finalità. Aveva sin da subito
il gusto della provocazione che si percepiva dall’enfasi delle
dichiarazioni, dai toni e dai contenuti forti del manifesto. Regola n. 1: in
pubblicità come in guerra tutto è permesso. Regola n.2: consegniamo la
creatività prima ancora di averla pensata. Regola n. 3: I rimborsi spese
sono per i poveracci. Regola n. 4: la qualità non costa niente. Solo per
citarne alcune. Alla fine AssoComunicazione ha svelato il mistero Crap (che
letteralmente significa merda). La Crap è stata una campagna per la qualità
lanciata da AssoComunicazione, appunto, per sensibilizzare agenzie e clienti
sul tema delle gare, sulla comunicazione di qualità e sui meccanismi non
virtuosi che esistono nel rapporto cliente-agenzia. Con Crap, la prima
agenzia low cost, fantomatica sigla firmata da Giorgio Revenue,
AssoComunicazione ha disegnato un’agenzia che sacrifica qualsiasi forma di
qualità per fini utilitaristici. L’obiettivo della campagna non è quello di
creare una contrapposizione tra agenzie e clienti bensì tra buone agenzie e
cattive agenzie così come tra buoni clienti e cattivi clienti – ha spiegato
Peter Michael Grosser, vice-presidente di AssoComunicazione -. Volevamo dare
un monito e far capire come potrebbe ridursi il nostro mercato se dovesse
prevalere il lato oscuro che potenzialmente esiste in ogni agenzia ed ogni
cliente”. Resta da capire ora se questa operazione, realizzata col
contributo gratuito di alcune agenzie quali  Cayenne (l’adv), Arc Leo
Burnett (direct marketing alle aziende), Relata (coordinamento
dell’iniziativa), Live Extension (web), Found! (Rp), Piano B (eventi,
guerrilla), Starcom (media), potrà avere effetti concreti. “Dobbiamo avviare
un confronto interno – ha continuato Grosser – e pensare a come intervenire
denunciando i comportamenti non etici. Per far questo è necessario far
fronte comune e lavorare per mantenere alta la qualità del nostro lavoro. In
questa direzione va, ormai da tempo, l’impegno di Tp, confermato anche
nell’ultima convention, dove ancora una volta si è ribadita l’importanza di
un confronto interno per assumere una pozione chiara sulle gare, sul tema
della giusta remunerazione, sullo sfruttamento degli stage che alimentano
comportamenti poco etici e impoveriscono  il bel mestiere della pubblicità.
A tal proposito l’intervento alla convention Tp del presidente dell’Adci,
Massimo Guastini è giunto come monito ed esempio. Massimo Guastini ha
raccontato alla convention TP e scritto sul suo blog
http://kttbblog.splinder.com di aver rinunciato a partecipare con Cookies
Adv (non associata ad AssoComunicazione) a una gara indetta da Red Bull
causa remunerazione ritenuta inadeguata e mancanza del rimborso spese. Ha
affermato l’importanza e la forza di dire No, Grazie!, come possibilità
concreta di cambiare le cose. Tutto ciò ha aggiunto deve partire dallo
stagista, rivolgendosi ai ragazzi e studenti presenti alla convention
nell’ambito del progetto TPdomani per ancorare il mondo del lavoro a quello
universitario, dai Ceo, da tutti.  Dunque, accogliendo l’invito di Massimo,
anche noi invitiamo tutti voi a dire No, Grazie! Quando una remunerazione la
ritenete inadeguata alla vostra professionalità, al tempo, al lavoro, alle
risorse impiegate, all’impresa committente, etc. per dare un messaggio
reale, concreto e positivo di cambiamento. Ma chi è Giorgio Revenue?
Guastini nel suo post che vi consigliamo di leggere scrive “parafrasando una
famosa frase di Giorgio Gaber su Berlusconi, ieri sera ho aggiornato il mio
status facebook scrivendo: non dobbiamo temere la Crap in sè, dobbiamo avere
paura della Crap dentro di noi. […] La Crap (merda) o se preferite Giorgio
Revenue, è dentro ciascuno di noi. È dentro lo stagista che accetta 4 stage
non remunerati o pagati a ticket restaurant anche quando il suo lavoro
procura in realtà fatturato all’agenzia. È dentro quei creativi che
accettano contratti precari, stipendi del tutto inadeguati rispetto a quello
che producono, perché la valuta in molti casi è diventata la possibilità di
vincere premi con campagne viste più dai giurati di vari award che dal
presunto target.[…]”. A questo link il post completo

http://kttbblog.splinder.com/post/24692489/siamo-tutti-crap-sino-a-prova-contraria

Gianluca Ruocco

www.gianlucaruocco.it - info@gianlucaruocco.it Laurea magistrale in comunicazione d’impesa e pubblica. Da sempre pubblicità, marketing e comunicazione sono il suo mestiere. Coordinatore TP – Regione Campania. www.giannacomunica.eu - gianluca@giannacomunica.eu Ufficio 0974 826838 - Cellulare 349 6406703   

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