Tutti i principali siti di product placement riportano la notizia che il 2010 è stato l’anno di Apple.
Una ricerca di Brand channel rivela che, tra iMac, MacBook Pro, Iphone e Ipod, Apple è apparsa, solo negli ultimi 2 anni, in oltre 50 film, di cui 10 che hanno sbancato al botteghino.
Premesso che non tutti i product placement nascono da un accordo commerciale con le aziende, non si può negare che il MacBook Pro si presti molto bene alle inquadrature frontali e che l’iPhone sia uno strumento perfetto, dal design fin troppo riconoscibile, per effettuare chiamate, scattare foto e guardare video durante la scena di un film.
(Sono il numero quattro – 2011)

Cifre da capogiro quelle descritte, che però appaiono ben poca cosa se poi si va a vedere quanto Apple sia presente nelle Serie TV: E.R, Dr. House, Lie to me, the Mentalist, Gossip Girl, Nip/Tuck, Criminal Minds, the Big Bang Theory, Dexter, Glee… solo per citarne alcune.
Ricordo ancora la prima volta che Apple si è fatta notare durante un episodio di E.R. – Medici in prima linea, in cui una bambina malata terminale spiegava a Neela Rasgodra come utilizzare l’iPhone che la dottoressa aveva appena acquistato, sottolineando, neanche fosse una commessa di un Genius Bar, quanto fosse facile e intuitivo.
Personalmente ritengo più interessante dare un’occhiata al product placement di Apple nelle serie TV che nei film. Per diversi motivi.
Prima di tutto il fenomeno stesso delle serie TV. Negli ultimi anni, infatti, esse hanno rubato parecchio pubblico ai blockbuster Hollywoodiani e conseguentemente product placement.
Che siano puntate autoconclusive come Dr. House (sempre con una trama di “sottofondo” per creare affezione nei confronti dei personaggi e della storia) o che ogni episodio componga un pezzo della trama come Lost, le serie TV hanno conquistato il cuore del pubblico internazionale.
Perché le storie sono avvincenti e originali, ti appassioni e le puntate durano al massimo 50 minuti, rispondendo alla sempre più crescente esigenza del “tutto e subito”. Anche se poi ci si ritrova a guardare 10 puntate di fila nel cuore della notte, punti la sveglia ma è già ora di andare al lavoro.
La scelta di legarsi ai personaggi più amati da coloro che meglio rappresentano il target desiderato di Apple, è una scelta a mio avviso corretta. La nostra generazione non guarda tanta TV, cambia canale alla pubblicità che alza la voce, chiude i banner e non sfoglia riviste.
Come andare ad intercettare quel bacino di geek-fashion addicted che trova in Apple la sua massima espressione di affermazione sociale?
Se si parla di MacBook Pro:
1. Dandolo alle mani esperte di Dexter per catturare un pubblico principalmente maschile
2. Legandolo indissolubilmente a Carrie in Sex & the City, icona fashion di un’intera generazione di ragazzine e non, all’eterna ricerca del proprio Big.
3. Mostrandolo sulle gambe griffate di Blair Waldorf, protagonista dall’animo oscuro di Gossip Girl.
4. Ponendolo in ogni angolo del tecnologico ufficio del Lightman Group in Lie to Me.
Se invece parliamo di iPhone, il product placement è ancora più versatile:
1. il mitico Malcom Mcdowell, che dopo il successo di Arancia meccanica è ormai un habituè delle serie TV, in the Mentalist veste i panni del fondatore della setta Visualize. In questa scena mostra il video della sorveglianza sul suo iPhone.
2. In Fringe e Nip/Tuck l’iPhone è utilizzato soprattutto per le chiamate che, come sappiamo, (jingle di sottofondo) possono essere personalizzate con le foto dei nostri contatti (sorriso ammiccante, stellina sul dente. Cut!)
Ma ad Apple basta anche solo una t-shirt per farsi notare, soprattutto in una serie TV per geekissimi come the Big Bang Theory, dove la mela, assieme a Facebook, è una delle brand più citate e rappresentate.
Se volete visualizzare le altre brand presenti nel cinema e nelle serie TV potete visitare il sito Brandin’movie.
Product placement 2010: Apple è la brand più vista al cinema.
Tutti i principali siti di product placement riportano la notizia che il 2010 è stato l’anno di Apple. Una ricerca di Brand channel rivela che, tra iMac, MacBook Pro, Iphone e Ipod, Apple è apparsa, solo negli ultimi 2 anni, in oltre 50 film, di cui 10 che hanno sbancato al botteghino.
Premesso che non tutti i product placement nascono da un accordo commerciale con le aziende, non si può negare che il MacBook Pro si presti molto bene alle inquadrature frontali e che l’iPhone sia uno strumento perfetto, dal design fin troppo riconoscibile, per effettuare chiamate, scattare foto e guardare video durante la scena di un film.
(The forgotten – 2004)
(Sono il numero quattro – 2011)
Cifre da capogiro quelle descritte, che però appaiono ben poca cosa se poi si va a vedere quanto Apple sia presente nelle Serie TV: E.R, Dr. House, Lie to me, the Mentalist, Gossip Girl, Nip/Tuck, Criminal Minds, the Big Bang Theory, Dexter, Glee… solo per citarne alcune.
Ricordo ancora la prima volta che Apple si è fatta notare durante un episodio di E.R. – Medici in prima linea, in cui una bambina malata terminale spiegava a Neela Rasgodra come utilizzare l’iPhone che la dottoressa aveva appena acquistato, sottolineando, neanche fosse una commessa di un Genius Bar, quanto fosse facile e intuitivo.
Personalmente ritengo più interessante dare un’occhiata al product placement di Apple nelle serie TV che nei film. Per diversi motivi.
Prima di tutto il fenomeno stesso delle serie TV. Negli ultimi anni, infatti, esse hanno rubato parecchio pubblico ai blockbuster Hollywoodiani e conseguentemente product placement.
Che siano puntate autoconclusive come Dr. House (sempre con una trama di “sottofondo” per creare affezione nei confronti dei personaggi e della storia) o che ogni episodio componga un pezzo della trama come Lost, le serie TV hanno conquistato il cuore del pubblico internazionale.
Perché le storie sono avvincenti e originali, ti appassioni e le puntate durano al massimo 50 minuti, rispondendo alla sempre più crescente esigenza del “tutto e subito”. Anche se poi ci si ritrova a guardare 10 puntate di fila nel cuore della notte, punti la sveglia ma è già ora di andare al lavoro.
La scelta di legarsi ai personaggi più amati da coloro che meglio rappresentano il target desiderato di Apple, è una scelta a mio avviso corretta. La nostra generazione non guarda tanta TV, cambia canale alla pubblicità che alza la voce, chiude i banner e non sfoglia riviste.
Come andare ad intercettare quel bacino di geek-fashion addicted che trova in Apple la sua massima espressione di affermazione sociale?
Se si parla di MacBook Pro:
1. Dandolo alle mani esperte di Dexter per catturare un pubblico principalmente maschile
2. Legandolo indissolubilmente a Carrie in Sex & the City, icona fashion di un’intera generazione di ragazzine e non, all’eterna ricerca del proprio Big.
3. Mostrandolo sulle gambe griffate di Blair Waldorf, protagonista dall’animo oscuro di Gossip Girl.
4. Ponendolo in ogni angolo del tecnologico ufficio del Lightman Group in Lie to Me.
Se invece parliamo di iPhone, il product placement è ancora più versatile:
1. il mitico Malcom Mcdowell, che dopo il successo di Arancia meccanica è ormai un habituè delle serie TV, in the Mentalist veste i panni del fondatore della setta Visualize. In questa scena mostra il video della sorveglianza sul suo iPhone.
2. In Fringe e Nip/Tuck l’iPhone è utilizzato soprattutto per le chiamate che, come sappiamo, (jingle di sottofondo) possono essere personalizzate con le foto dei nostri contatti (sorriso ammiccante, stellina sul dente. Cut!)
Ma ad Apple basta anche solo una t-shirt per farsi notare, soprattutto in una serie TV per geekissimi come the Big Bang Theory, dove la mela, assieme a Facebook, è una delle brand più citate e rappresentate.
Ma non provate a spacciarvi per un commesso del Genius Bar per rimorchiare ragazze. Leonard ci ha provato prima di voi ed è andata così















