Nastro Say Yes: la birra chiara con le idee chiare… o no?

Scritto da on 8 luglio 2011 in Advertising, Campagne Stampa - 3 Commenti

Metro di Milano. Loreto.
Impossibile non notarlo.
Una volta notato è impossibile non leggerlo attentamente.
Una volta letto è impossibile non farsi delle domande.
Tecnicamente efficace.
Una campagna semireferendum semimanifesto che resta in testa.
Fa pensare. Fa discutere.
È controcorrente dire SI?
È coraggioso dire SI?
Al giorno d’oggi chi è forte dice SI?
Basta coi NO.
NO ai NO.
Insomma SI.
O NO?

Nastro Say Yes - Campagna Nastro Azzurro

Di cosa stiamo parlando? È la nuova campagna Nastro, Say Yes della Peroni per il brand Nastro Azzurro di Kennedy+Castro. Obiettivo: rafforzare i valori di positività del marchio su un target di maschi 28-35enni, di quelli che non devono chiedere mai, di quelli che una volta usavano il dopobarba Denim e adesso fanno la depilazione definitiva a luce pulsata. [Vedi intervista].

La domanda: Yes man? Uomini liberi?
Un pugno nello stomaco per chi insegna Gestione del Tempo.

Dire sempre sì, dire sempre no, essere liberi di scegliere se dire sì o se dire no?
Filosofia da bar. La migliore. Specie per chi vende birra.
Birra e filosofia. Fa un po’ ridere parlare di filosofia pensando che nell’immagine collettiva dell’italiano medio una birra è una bevanda gialla fredda gelata che comincia con la schiuma e finisce con un aaaahhh di soddisfazione se non con un rutto di approvazione.

Comunque rientriamo nello spirito della campagna. Torniamo sui valori del marchio e sugli obiettivi di awareness.
La vita ci insegna che siamo spesso di fronte ad una scelta tra un SI e un NO.

Qualsiasi psicologo ci direbbe che ogni giorno diciamo migliaia di SI e migliaia di NO e anche qualche FORSE.

Nastro Azzurro consiglia di dire SI.

Ovviamente non c’è alcun nesso ma caso vuole che questo SI si collochi negli stessi giorni in cui si combatte un’aspra battaglia rimbalzata nei principali blog, profili etc. di creativi, comunicatori, pubblicitari in tutte le declinazioni, in cui il mondo della comunicazione grida con giusta rabbia il suo NO ai bandi banditi, NO alle gare sottopagate, NO agli stage da fame, NO a tutti e a tutto e assolutamente NO a chi dice sempre e comunque SI.

Quindi da una parte abbiamo il partito dei NO che ci invita a dire NO alle ingiustizie, NO al disonore, NO ai compromessi. Dall’altra il partito dei SI con SI pacifisti, SI buoni e SI buonisti, SI agli amici, SI alla paranoia, SI a chi parte, SI a chi resta, SI a chi prende un treno, SI a chi lo perde, SI a chi ci su butta sotto, ma soprattutto SI ad una bella birra bionda specie se Nastro Azzurro. Insomma un bel SI non lo si nega proprio a nessuno. SI addirittura a chi dice NO. [Vedi manifesto]

Il tutto a seguito di un quadruplo referendum in cui hanno vinto 4 SI su 4.

Viviamo davvero in un mondo di NO? La risposta di Nastro Azzurro è chiara ed è SI. A prescindere. :)

Vasco cantava C’è chi dice no ed è un’icona di rebel rock.
Gli Yes si chiamavano Yes ed erano un’icona di rebel rock.

Quindi gli unici gonzi che rimangono sempre in compagnia del dubbio e dell’insicurezza siamo sempre e solo noi, gli schiavi del BOH?
Quelli che ogni volta si chiedono SI o NO.

Per dirla alla Toro Farcito: la morale è sempre quella.
Niente di nuovo. Ma forse ci stiamo per arrivare. Così ad occhio il segreto non sta nel dire SI o nel dire NO ma sta nel poter scegliere di farlo in maniera consapevole ed incondizionata.

È questo che ci vogliono dire Nastro Azzurro per la quotidianità, la TP per i bandi banditi, Massimo Guastini per le gare low cost.

La sostanza è che il mondo della comunicazione sembrerebbe essere finalmente unito nel cercare di trasmettere, chi professando il SI, chi professando il NO, un messaggio molto chiaro ai suoi interlocutori: occhio perchè bisogna imparare a scegliere ma soprattutto restare liberi di poterlo fare sempre senza farsi condizionare da chi vuol farci dire un SI o un NO a comando. Questo vale per i pubblicitari come per le aziende e soprattutto vale per i consumatori stanchi di farsi infinocchiare proprio da quei pubblicitari che non sanno dire SI o NO ai committenti.

Forse il tempo dei due fustini al prezzo di uno è davvero finito? O semplicemente non si usano più i fustini.

Una cosa è certa: auguro ovviamente “buena suerte” alla campagna e visto che mi è venuta sete vado proprio a bermi una bella Nastro perchè io sono 25 anni che dico di SI alla Nastro Azzurro e vi giuro che nessuno mi aveva mai suggerito di farlo.

Aloha.

È

Nicola Bruno

Nicola Bruno

Classe 73, nato a Padova, Laureato a Venezia, Residente a Milano, Coodinatore TP del Veneto. Una vita a zonzo. Il cuore nel Web.

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3 Commenti on "Nastro Say Yes: la birra chiara con le idee chiare… o no?"

  1. Benni Priolisi
    Benni Priolisi 9 luglio 2011 alle 09:04 ·

    Gara o non gara – o consultazione, se preferite – SI o NO, a me sembra che il vincitore del torneo sia, con merito, FilmMaster (v. intervista a Cefis).
    2° classificato il centro media.
    Terzi e ultimi classificati noi che stiamo qui a parlarne.
    Ma è solo una mia impressione, ovvio.
    Dei centri media magari se ne parla in prossimo post.
    Buon uicchénd, o quel che ne resta, a tutti.

  2. nicola bruno 9 luglio 2011 alle 10:38 ·

    Già. Una enorme pippa mentale. In fondo stiamo parlando solo di una birra da osteria.

  3. Benni Priolisi
    Benni Priolisi 9 luglio 2011 alle 11:48 ·

    D’accordo sulla pippa, più o meno mentale.
    Credo però che la Nastro Azzurro, gran lager italica,
    meriterebbe di più.
    E poi, non è un po’ tardi per un lancio-rilancio di una birra?
    E’ luglio, col bene che ti voglio.
    :)

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