Quando la trama di un film si svolge on the road, l‘auto su cui i protagonisti affrontano il viaggio assume una rilevanza fondamentale.
Infatti il product placement, frutto o meno di un accordo commerciale, serve principalmente a descrivere, attraverso le brand, i personaggi e il contesto sociale.
Così in Nine months del 1995, lo psicologo infantile che non ne vuole sapere di avere figli, interpretato da Hugh Grant, assume ancora più credibilità alla guida di una Porsche a cui non vuole rinunciare, una macchina certamente non adatta a trasportare un neonato.

A volte, però, può succedere che sia il personaggio a dare una nuova e, a volte non desiderata, immagine della brand. È il caso della Bianchina berlina 4 posti. Un’auto nata con l’intenzione di essere la versione “lussuosa” della Fiat 500 ma che, a causa della saga di Fantozzi, è diventata icona dell’impiegato medio e della sfiga.

Una certa auto, co-protagonista di un film on the road, può a sua volta ricevere grandi benefici d’immagine. È il caso dell‘Aurelia B24 guidata da Vittorio Gassman ne Il sorpasso di Dino Risi e dell’Alfa Romeo Duetto guidata da Dustin Hoffman ne Il laureato. Dopo questi film, le due auto hanno smesso di essere semplici beni di consumo come gli altri e sono entrate a far parte dell’immaginario popolare.
Hollywood ha prodotto molti film on the road che sono entrati nel mito, portando con sé modelli di auto che oggi, nel mondo, rappresentano l’essenza dell’America.
Cadillac – Fandango – 1985
Ford Thunderbird – Thelma & Louise – 1991
Dodge Challenger RT Convertible – Punto zero – 1971
Dodge Challenger RT – Natural born killers – 1994
Chevrolet – Paura e delirio a Las Vegas – 1998
Dodge Monaco del ’74 – Blues Brothers – 1978

Film più recenti mostrano invece marche di auto più moderne, perdendo decisamente in fascino.
Ford Taurus – Road trip – 2000
Subaru Impreza – Parto col folle – 2010
O vanno a ripescare vecchi miti dell’America sessantottina come il pulmino della Volkswagen in Little Miss Sunshine del 2006.
Anche il cinema italiano però ha le sue chicche on the road.
Marrakech Express di Salvatores del 1989, racconta il viaggio di un gruppo di amici da Milano a Marrakech, a bordo di una Jeep Wrangler Mercedes. Non tanto un viaggio fisico quanto un viaggio metaforico di riscoperta e rafforzamento dell’amicizia, schema già visto in Fandango.
E a proposito di citazioni, proprio a Marrakech Express si rifà, nella celebre scena della partita di pallone, un altro road movie tutto nostrano: Tre uomini e una gamba del 1997, con gli allora divertenti Aldo, Giovanni e Giacomo a bordo di una Daewoo Nubira brandizzata “Il paradiso della brugola”.
Infine, un grande cult del cinema italiano.
In Bianco, rosso e Verdone del 1981, i tre personaggi interpretati da Carlo Verdone affrontano un viaggio su e giù per l’Italia per andare a votare.
Lo snervante Fulvio e la sua famiglia viaggiano a bordo di una Fiat 131 Panorama del 1978.
Pasquale, lo sfortunato emigrato in Germania, guida un’Alfa Romeo Alfasud del 1973 o almeno quello che ne rimarrà alla fine del viaggio.
Mimmo e la nonna viaggiano a bordo di una Fiat 1100 D del 1963.
La curiosità: i colori delle 3 auto sono bianco, rosso e verde come il tricolore italiano!

























Un Commento on "Product placement on the road"
Beh, hai dimenticato la Aston Martin DB5 spider che ho prestato a William e alla sorella di Pippa per ilmatrimonio ma per questa volta sei perdonata.