Anche oggi parliamo di arte e pubblicità, il mio argomento preferito!
Riconoscere le citazioni artistiche contenute nella recente campagna pubblicitaria [febbraio 2011] creata dall’agenzia Woonky di Buenos Aires per la birra Otro Mundo è facile.
Possiamo osservare una citazione dello stile pittorico del surrealista Joan Mirò,
una citazione dello stile inconfondibile di Roy Lichtenstein, uno dei più importanti esponenti della Pop Art americana, insieme ad Andy Warhol,
e infine una citazione palese dell’Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci.
Le tipologie di citazione utilizzate in questa campagna sono due. Nelle prime due immagini pubblicitarie possiamo parlare di campagne à la manière de che, a mio parere, sono sempre le più belle poichè rappresentano esempi di vera creatività.
Questa tipologia di citazione racchiude tutti i casi in cui si ha a che fare con veri e propri esercizi formali [più o meno ricercati...]: ispirazioni, ambientazioni, variazioni su motivi classici o contemporanei. In questi casi sono il contesto e il milieu culturale del
modello ad essere citati e ripresi: in questi pastiche pubblicitari si cerca di ricreare l’atmosfera di un’opera o, più spesso, lo stile di un artista o di una corrente in particolare, estrapolandone gli elementi tipici, più riconoscibili e ripetibili. In questo caso, quindi, le bottiglie della birra Otro Mundo sono state disegnate nello stesso modo in cui le avrebbero disegnate Mirò e Lichtenstein.
Nell’ultima immagine siamo invece nel campo, sicuramente meno ricercato dal punto di vista creativo, dei cosiddetti pseudo-classici, ossia di tutti quei casi in cui l’opera d’arte si presta ad essere manipolata, trasformata e riadattata al messaggio commerciale, il quale integra il modello classico con inserti attuali legati allo specifico contesto da pubblicizzare. Tale riadattamento dà vita ad un’inedita “nuova opera”, spesso giocosa, irriverente o addirittura dissacratoria.
Ecco qualche altra bella campagna à la manière de: al lontano 1989 risale quella creata dall’agenzia inglese JWT per il dentifricio Euthymol. La campagna in questo caso non cita nessuna opera d’arte in particolare, bensì evoca lo stile di tre artisti tramite la forma assunta di volta in volta dai tubetti di dentifricio. Così possiamo osservare i ‘Van Gogh’s Tubes’, ossia più tubetti di dentifricio posti in un contenitore che ricordano i famosi Girasoli dell’artista; il ‘Picasso’s Tube’, un tubetto cubista; e il ‘Moore’s Tube’, un tubetto la cui forma ricorda le volumetrie delle sculture di Henry Moore.
Allo stesso modo fa sempre parte della categoria à la manière de anche la campagna creata nel 1998 dall’agenzia russa JWT per Lipton Yellow Label Tea. La bustina del famoso tè è stata reinterpretata secondo lo stile proprio di alcuni artisti, in ordine: Georges Seurat, van Gogh, Picasso, Dalí, El Lissitskij e Kazimir Malevič.
Concludo poi con una campagna italiana del 2004 creata per il marchio Poltrona Frau dall’agenzia Armando Testa. L’headline ‘Saper vivere è una forma d’arte’ chiarisce il significato dei tre visual, i primi due dei quali inseriscono le poltrone in ambienti che ricordano lo stile e le opere di Magritte e De Chirico, mentre il terzo inserisce il divano stesso all’interno di un’opera d’arte che rievoca lo stile tipico di Piet Mondrian.
Secondo me il confine tra arte e pubblicità a volte diventa davvero sottile…















Un Commento on "L’Arte nella Pubblicità: quando la pubblicità evoca uno stile pittorico"
Brava Chiara sono sempre molto interessanti i tuoi post sull’arte e la pubblicità. In questo caso poi mi hai fatto conoscere cose che non sapevo e vedere campagne che non avevo mai visto.
Per rispondere alla tua ultima domanda io credo che non ci sia il confine tra l’arte e la pubblicità. La pubblicità è una forma d’arte, una sua espressione, esattamente come lo sono la fotografia e il cinema.
Qualcuno potrebbe dire: ne abbiamo avute di testimonianze anche qui sul Blog di TP, esistono delle pubblicità inguardabili. E’ vero. Assolutamente. Ma è altrettanto vero che ci sono degli artisti o delle opere che non ci piacciono e che noi personalmente non vorremmo avere “appesi” in casa. Al di là del gusto personale e del “non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace” ci sono campagne che oggettivamente sono da considerarsi arte.
PS: io ad esempio collezionavo tutte le cartoline della vodka Absolut, che non solo prendeva spunto da artisti non più viventi, quindi à la maniere de, ma poi ha addirittura chiesto ad artisti contemporanei di fare la loro personale visione della bottiglia e dell’annuncio. E tra gli artisti contemporanei a sua volta si spaziava da scultori a fotografi a stilisti etc etc…