Qualità: l’ingrediente segreto

Scritto da on 28 luglio 2011 in Advertising, Spot - 2 Commenti

“Fare pubblicità a un prodotto scadente”, diceva Bill Bernbach, “serve solo a farlo fallire più in fretta”.

Che cos’è la qualità? C’è confusione sulla sua definizione.

Innanzitutto ci sarebbe da parlare sulla qualità della produzione e sulla qualità dei processi di comunicazione che portano alla gioia del cliente affinché acquisti il prodotto e ne parli ad un amico.

La qualità di progettazione andrebbe di pari passo con la comunicazione delle sue qualità. Sembrerebbe banale ribadire di individuare la qualità del prodotto da pubblicizzare o come ci ha semplicemente insegnato Rosser Reeves di individuare la sua Unique Selling Proposition. Oggi questo è essenziale e non solo importante come una volta! Visto il ginecentrismo pubblicitario di cui abbiamo parlato nel post di ieri.

Conoscendo l’azienda ed il suo animus, usando e vivendo il prodotto sì è in grado di comunicarne in maniera efficace le sue qualità. Sempre Livraghi ci ha detto che non si può non aver tempo per elaborare una strategia perché questa è la cosa più importante.

Di seguito puoi vedere una campagna realizzata dalla Marketing Agency Western Australia “One click could change your future”

Ora guarda questo video:

Adesso dai uno sguardo a questo video virale realizzato dalla JWT di Parigi

Nel quale l’AIDES mantiene il suo tono sconvolgente e penetrante come quest’altra sua campagna.

 

Fa lo stesso?

Far diventare forte quello che è giusto, dice il nostro direttore creativo Pasquale Diaferia e noi concordiamo.

Questi messaggi si muovono su valori forti e quindi riescono sicuramente con maggior successo a coinvolgere a livello emozionale il pubblico. Si può fare altrettanto con il prodotto? Secondo noi Sì.

Ora, mostraci come il tuo lavoro ha migliorato il business di un’azienda.

Post scritto in collaborazione con Anna Luisa Buongiorno 

Gianluca Ruocco

www.gianlucaruocco.it - info@gianlucaruocco.it Laurea magistrale in comunicazione d’impesa e pubblica. Da sempre pubblicità, marketing e comunicazione sono il suo mestiere. Coordinatore TP – Regione Campania. www.giannacomunica.eu - gianluca@giannacomunica.eu Ufficio 0974 826838 - Cellulare 349 6406703   

More Posts - Website - Facebook

2 Commenti on "Qualità: l’ingrediente segreto"

  1. Benni Priolisi
    Benni Priolisi 28 luglio 2011 alle 18:25 ·

    No, Gianluca,
    l’ingrediente segreto è la testa, sempre che venga ben usata.
    Mi rendo conto che usare le testa potrebbe suonare a mo’ di “passo-epocale-nella-evoluzione”, ma di questo è fatto il nostro mestiere: testa, onesta e piena di onestà.
    S’io fossi un forcaiolo,
    come non sono né mai sarò,
    a questi metterei un cappio,
    ben insaponato o insugnato.

  2. Gianluca Ruocco 29 luglio 2011 alle 00:24 ·

    Sì,
    Benni la TESTA!

    Infatti chi ha fatto questo cartello non ce l’ha
    http://comunicazionedigenere.files.wordpress.com/2011/07/mucca.jpg

    e come dici tu

    S’io fossi un forcaiolo,
    come non sono né mai sarò,
    a questi metterei un cappio,
    ben insaponato o insugnato.

    Certo bisogna avere testa e avere uno scopo, senza un vero progetto e pensiero non vi è una soluzione altrimenti si perde la testa e si finisce per mettere la
    testa di mucca al posto della testa di una donna per promuovere l’Osteria La Capannina Amanti della Carne, non sono riuscito ad individuare i realizzatori.
    http://comunicazionedigenere.files.wordpress.com/2011/07/mucca.jpg

    Bisogna essere più bravi, più intelligenti, essere autentici, per aggiungere valore alle cose, capire il senso di una scelta e non solo seguire delle mode, ci richiedono risultati in termini di fatturato ma le nostre idee devono essere più a lungo termine e meno usa e getta, oneste come dici tu Benni, coraggioese e intelligenti perciò non si può vedere e far fare a chi la TESTA non ce l’ha o non la sa usare o non si è fatto un mazzo a studiare e a lavorare, perché questo è
    improponibile e non possiamo sopportarlo più, dobbiamo far in modo e batterci affinché il nostro
    lavoro abbia più rilevanza e tutela perché può fare la differenza anche perché contribuisce e non
    di poco alla formazione dell’atteggiamento sociale.

    “L’ignoranza è forza”, “La guerra è pace” e “La libertà è schiavitù”, le parole possono indicare l’opposto del loro significato originale e creare un’ideologia dominante in uno stato reale.

    Alla prossima Benni,
    ti aspetto su http://www.tpblog.it

Lascia un commento