IAP inibito da spot parassiti?

Scritto da on 12 agosto 2011 in Advertising - 20 Commenti

La nuova campagna, di comunicazione istituzionale sull’evasione fiscale, realizzata dall’Agenzia delle Entrate e dal Ministero dell’Economia è stata sviluppata dall’agenzia pubblicitaria Saatchi & Saatchi che fa parte della multinazionale Publicis Groupe. Quanto è costata? Sensibilizzerà davvero i cittadini sulla necessità e l’importanza di pagare le imposte?

Il primo spot è un’animazione intitolata Se e dovrebbe ricordare come le tasse servano a produrre servizi pubblici e, solo pagandole, tutti potremo usufruire di migliori e maggiori servizi, dagli ospedali alle scuole, dalle strade ai parchi, ai trasporti.
Lo slogan è: Se tutti pagano le tasse, le tasse ripagano tutti. Con i servizi.

Il secondo video Parassiti punta al concetto di evasori come parassiti che vivono alle spalle della società, succhiando risorse e accedendo ai servizi pubblici di tutta la collettività, senza sostenerne l’onere. Qui l’arduo paragone tra l’uomo che non paga le tasse e una serie di diverse specie di parassiti: dei ruminanti, del legno, dei pesci, del cane e intestinali per concludere dichiarando che chi vive a spese degli altri danneggia tutti e battere l’evasione fiscale è tuo interesse. Chiedi sempre scontrino o ricevuta fiscale.

Nel secondo video c’è un’evidente denigrazione dell’uomo paragonato a parassiti animali e uno screditamento della pubblicità, non essendovi un messaggio con un fine pedagogico, rieducativo, così come ci si aspetterebbe da un’istituzione. In questi spot, soprattutto nel secondo, non vi è l’affermazione di un valore quale è il senso civico ma, al contrario, il messaggio è reattivo e finisce per veicolare un disvalore.

Lo IAP si occupa di disciplinare la comunicazione commerciale ed è inibito dall’intervenire nelle campagne di comunicazione pubblica per un evidente principio di gerarchia delle fonti. Ciò che accade, come tante altre cose, è soggetto evidentemente ad altre dinamiche e logiche di potere.

Aldo Grasso scrive, in proposito, sul Corriere della Sera che con questi due spot potremo  finalmente accertare se la pubblicità è più forte della Guardia di Finanza e se gli italiani sono più suggestionabili dalla tv o dal senso del dovere.

Cogliamo la provocazione per chiedervi se i due spot completamente sconnessi vi hanno davvero coinvolto e sensibilizzato. Avranno mai raggiunto l’obiettivo di ridurre il fenomeno dell’evasione?

Post scritto in collaborazione con Anna Luisa Buongiorno

Gianluca Ruocco

www.gianlucaruocco.it - info@gianlucaruocco.it Laurea magistrale in comunicazione d’impesa e pubblica. Da sempre pubblicità, marketing e comunicazione sono il suo mestiere. Coordinatore TP – Regione Campania. www.giannacomunica.eu - gianluca@giannacomunica.eu Ufficio 0974 826838 - Cellulare 349 6406703   

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20 Commenti on "IAP inibito da spot parassiti?"

  1. Stefano Tugnolo 12 agosto 2011 alle 10:04 ·

    Il primo video lo trovo un po’ troppo demagogico, poco efficace, abbastanza banale. È logico infatti che “dovrebbe” essere così ma così non è, ma è proprio questo che provoca in molti la disaffezione verso il servizio pubblico e la spinta ad alimentare il sommerso perché “se anche pago non ottengo”. Mi sembra sarebbe necessaria una leva più efficace, una dimostrazione più concreta della differenza tra pagare o non pagare, una sorta di USP della PA capace di stimolare la voglia di acquistare i servizi, attraverso un comportamento virtuoso nei confronti del fisco.

    Nel secondo video, di fondo, vedo un’idea più chiara anche su usurata: l’effetto choc. Così sviluppata però mi sembra però che lasci un po’ il tempo che trova. Forse mostrare i devastanti effetti di questi parassiti avrebbe generato un parallelismo decisamente più efficace con il “parassita della società” generando un dialogo interno più profondo e sensibile nell’ascoltatore.

    In entrambi, però, mi sembra manchi la scintilla creativa del messaggio efficace. Noi italiani siamo, ahimè, un popolo di furbi ma continuare a dire “non fate i furbi perché non conviene” è come gridare ad un bimbo che piange “smettila di piangere”: non lo farà e regalargli una caramella arginerà il problema solo momentaneamente. È necessaria forse un educazione un po’ più profonda, che tocchi le radici del disagio, ne mostri la faccia che ognuno non vuol vedere e contenga anche quella dose di autocritica che nelle istituzioni è sempre assente. Ma per fare questo credo sarebbe necessaria prima di tutto un’istituzione sana -cosa tutta da dimostrare visti i fatti recenti- e certo non bastano due commercial da 30 secondi.

    Stefano.

  2. Dario Valentino 12 agosto 2011 alle 11:20 ·

    Di certo con questi due commercial non si può ottenere una riduzione del fenomeno dell’evasione. Bisognerebbe cambiare la mentalità e la cultura del paese con altri metodi, ad esempio la sensibilizzazione fin da piccoli sul tema. Ma soprattutto, l’esempio lo dovrebbe dare per primo chi la campagna l’ha commissionata. Secondo me avrebbe più efficacia mandare i commercial durante le sedute parlamentari e di governo.

  3. Gianluca Ruocco 12 agosto 2011 alle 12:19 ·

    Certo, mostrare quante cose belle si fanno con quello che già molti pagano e mostrare magari quello che sarà domani se anche Tu paghi un po’ e non emerginare e far sentire escluso e parassita chi magari per qualche motivo che non è la solita furbizia ma semplicemente non è o non è messo nelle condizioni di contribuire. Far sentire che lo Stato sei Tu no? Un clima ti ottimismo e solidarietà aiuterebbe di più di pessimismo, coercizione ed attacco diretto alla persona.

  4. Gianni Lombardi 12 agosto 2011 alle 13:18 ·

    Il problema delle due campagne è quello solito: identificare il problema come “Noi” (gli onesti) contro “Loro” (gli evasori). In Italia l’evasione fiscale è un problema trasversale che riguarda tutti e dipende da molteplici fattori.

    Il paradosso è chiaramente evidenziato da questa frase: “Mr Tremonti claims to have paid him rent, but in cash—an awkward explanation for the man charged with ensuring that Italians pay their taxes.” Se anche i massimi vertici istituzionali affermano di ricorrere, per mille motivi, ad abbondanti e frequenti transazioni in contanti (questo ministro non è il primo e probabilmente non sarà l’ultimo), è evidente che il problema non può ridursi a fare attenzione che in pizzeria ti rilascino lo scontrino fiscale.

    Qui l’articolo da cui è stata tratta la citazione: http://www.economist.com/node/21525454

  5. Stefano Tugnolo 12 agosto 2011 alle 15:47 ·

    Mi perdonerete se il commento di Gianni, unito ai pensieri sugli accadimenti in campo economico di questi giorni, mi suscitano una citazione musicale di quello che secondo me è un grande cantautore italiano, Edoardo Bennato:

    «Arrivano i buoni, ed hanno le idee chiare,ed hanno già fatto un elenco, di tutti i cattivi da eliminar…
    Ma chi l’avrebbe mai detto che erano così tanti i cattivi da eliminar…
    Così adesso i buoni hanno fatto una guerra contro i cattivi, però hanno assicurato che è l’ultima guerra che si farà…»

    La trovo calzante.

  6. Gianluca Ruocco 12 agosto 2011 alle 16:41 ·

    Sì e come anche Nevio Ronconi segnala Berlusconi dichiarò “Tasse alte, non è immorale evadere” (Berlusconi, 2004, TG1) http://www.partitodemocratico.it/dettaglio/101224/ Oggi in negozio è entrata una signora che quando le ho detto un attimo che le faccio lo scontrino lei mi ha detto è meglio lo scontino:) Magari si sarebbe potuto costruire un tormentone estivo anche su una cosa divertente come questa:) invece che scrivere “Chiedi sempre scontrino o ricevuta fiscale”.

  7. Anna Luisa Buongiorno 12 agosto 2011 alle 16:57 ·

    Gianni grazie per la segnalazione. Leggevo qualche riga prima ‘Mr Tremonti, whose emphasis on fiscal rigour was until recently seen by investors as crucial to any solution’.
    Avallare l’associazione scontrino-evasione, distoglie dal problema e lo minimizza, non restituendo la misura reale del problema, soprattutto in una congiuntura economica e finanziaria che vede i Paesi del Sud Europa a rischio sensibile (Portogallo, Grecia, Spagna, Irlanda..ITALIA). E’ peraltro evidente come queste campagne minimizzino e risultano incapaci di interpretare il problema. Il nostro governo con questa campagna non ha saputo neppure esprimere il suo reale impegno in questo senso. Poteva essere anche una buona opportunità di fare della buona informazione, visto che non si può certo dire si tratti di buona comunicazione, rispetto alle misure che sono state prese nei confronti dell’evasione, con lo spesometro ad es. ecc. Che dire.

  8. Mirko 12 agosto 2011 alle 17:17 ·

    Credo che anche nei messaggi sociali sia possibile ottenere effetti di cambiamento degli atteggiamenti puntando sugli aspetti positivi e concreti. In generale però non ha senso fare gli spot se poi la tassazione è comunque troppo alta. Bisognerebbe abbassarla, mettere pene serie a chi evade, far si che la genta veda dove vanno i propri soldi e poi uscire in comunicazione con messaggi che incitino al bene comune. Ma questo non è il compito della comunicazione, purtroppo ;)

  9. Gianluca Ruocco 15 agosto 2011 alle 15:50 ·

    Perché un parassita? Fatto sta che questi esseri dati in natura sono per loro natura tali ed hanno una loro funzione importante in quanto il parassita è un operatore differenziale del cambiamento. Egli eccita lo stato di un sistema: il suo stato di equilibrio (omeostatico),
    lo stato presente dei suoi scambi e delle sue circolazioni, l’equilibrio della sua evoluzione,
    il suo stato termico, il suo stato informazionale.
    Esiste e determina l’evoluzione, attiva gli anticorpi necessari ad un sviluppo. – Il problema non saranno gli anticorpi che non ce la fanno a creare un equilibrio tale
    da far salire il sistema di un gradino evolutivo? Il virus l’avrà vinta? – Si definisce parassita un organismo o un’entità biologica che vive a spese di un altro organismo di specie diversa, detto ospite, utilizzandolo come propria nicchia ecologica e affidandogli, in parte o totalmente, il compito di regolare i rapporti di entrambi con l’ambiente esterno. (fonte: Treccani – Universo del Corpo http://www.treccani.it/enciclopedia/parassita_(Universo_del_Corpo)/). Alcuni cittadini si affidano allo Stato e lo Stato se ne prende cura per sua giusta vocazione regolandone i rapporti con l’esterno. Altri cittadini dovrebbero sentirsi parte di questa Polis se non ci fosse invece uno stato di Police ma uno Stato che trasmetta Valori e formi una Società Vera alla quale tutti abbiano gioia di contribuire al bene comune e al bene di chi è anche un po’ meno fortunato. Magari dire: con questo che tot italiani ogni anno pagano abbiamo fatto queste cose belle, se domani anche tu contribuirai con la tua parte così, in questo modo, la nostra Italia sarà un’Italia migliore. Senza portarla troppo per le lunghe chi sono i parassiti, tra gli altri, che gli italiani si devono portare sul “groppone”? Potremo iniziare chiedendoci sempre ma qual’è l’esempio di senso civico se c’è il solito parassitismo politico? Non è facile perché così si inizia una catena di scarica barile. Tornando allo spot: anche una campagna di condivisione e compartecipazione sul tema fiscale avrebbe potuto portare senz’altro ad un feedback più concreto, ad esempio perché non far raccogliere
    gli scontrini e ricevute fiscali non detraibili e concedere un bonus per natale attraverso un sistema di recupero e controllo semplice ed economico? Oltre che tutta la carta raccolta sarebbe stata rigenerata?

  10. Benni Priolisi
    Benni Priolisi 17 agosto 2011 alle 11:37 ·

    Soldi pubblici, quindi nostri, buttati via e spesi solo perché, temo, si dovesse solo “farlo”.
    Bella l’idea di fare ben due spot TV in un Paese dove il canone Rai è “da-non-pagare-tanto-quando-mi-pigliano-questi?” (tgt).
    E’ questo il modo di convincere gli evasori a pagare le tasse (tutte)?
    Non credo.
    Potrei, forse dovrei, entrare nel merito della comunicazione ma proprio non ne ho voglia.

  11. Elena 19 agosto 2011 alle 12:05 ·

    Anch’io credo, come Dario Valentino, che non è certamente con un paio di spot che si può ridurre il problema dell’evasione. Il problema in questione in Italia ha radici profonde, spesse, difficili da sdradicare. Lo spot in se lanciato in determinate fasce orarie credo non riuscirà ad ottenere i risultati prefissati.

  12. Fulvio Zendrini 23 agosto 2011 alle 09:24 ·

    domanda….
    Ma qualcuno e’ andato ad analizzare le percentuali di investimento su reti Mediaset/ Rai/ la 7 ?
    Campagna loffia, sconnessa tra prima e seconda fase e davvero poco incisiva.
    Ma investimenti interessanti per Adreani e company.
    Soldi nostri…che finiscono in casse Mediaset.

    …e non ditemi che non ci avevate pensato…

  13. Gianluca Ruocco 23 agosto 2011 alle 09:34 ·

    Fulvio ciao come stai? Certo che siamo andati a vedere le percentuali! La campagna è andata in onda solo sulla RAI usufruendo delle deroga disciplinata dall’art.3 della legge 150 del 2000 secondo la quale le amministrazioni pubbliche possono usufruire di passaggi gratuiti per messaggi di utilità sociale e pubblico interesse http://www.parlamento.it/parlam/leggi/00150l.htm. Quindi i soldi non sono andati a finire nelle casse di Mediaset, RAI e La7, né investimenti interessanti per Adreani e company come dici tu. Lo spot realizzato dalla Saatchi & Saatchi ha avuto complessivamente un costo di € 20.000,00 (creatività, video, stampa e affissioni). Il fatto che i due spot siano sconnessi è stato determinato dal fatto che da un’indagine di mercato eseguita su diversi focus group da un importante istituto di ricerca è emersa la predominante considerazione di “evasore parassita” nei confronti del cittadino evasore (nel gergo comune il parassita è considerato una specie che vive a spese di un altro organismo ma per sua natura è un operatore differenziale del cambiamento e dell’evoluzione). Comunque su queste indicazioni Tremonti ha fortemente voluto uno spot forte che attaccava in maniera stringente l’evasore ricalcando semplicemente un sentore sociale emerso dalla ricerca. A nostro avviso la ricerca metodologicamente ben fatta doveva dar vita ad una comunicazione più sana, non denigratoria e tanto meno reattiva ma di carattere di condivisione e sviluppo armonico del bene comune e di sensibilizzazione della collettività attraverso nobili strategie comunicative e non impervie scorciatoie con lo scopo di far solo parlar di sé senza alcun risultato in termini di cassa, emozionali, di coscienza e senso civico. Poi oltretutto considerando il solo spot «Parassita» troppo forte hanno provato a bilanciare l’impatto realizzando un secondo spot dal titolo «Se» ma decretando sicuramente uno scarso risultato. Inoltre trovo che in particolare nello spot «Parassita» ci sia una denigrazione della persona e della sua dignità paragonando il cittadino evasore, di diverso grado e giudizio, ad un parassita animale. Questo è offensivo, denigratorio, reattivo e di scarso livello comunicativo pertanto credo che vìoli una serie di parametri tali da rendere giustificata ed opportuna una denuncia all’AGCOM. Anche se riguarda altro, vorremo comunicare così http://youtu.be/h-8PBx7isoM http://youtu.be/ZxXfAipZH6M perché la comunicazione contribuisce all’evoluzione sociale e vorremo che questo contributo sia un gradino più su. Grazie, a presto, Gianluca Ruocco

  14. micaela 23 agosto 2011 alle 16:28 ·

    Mi fa piacere ritrovare commenti a questo post sullo spot dell’agenzia delle entrate perché avevo delle cose da dire la settimana scorsa, ma volevo rivedere un po’ meglio lo spot per verificare se avevo “sentito” bene. Già sentito, perchè spesso facciamo altro mentre c’è la pubblicità e volevo essere certa che il messaggio audio fosse supportato da valide immagini visive. Ed invece… Innanzitutto, io lo, gli spot non li ho più visti. Voi? Strana pianificazione per questo tipo di campagna. Personalmente l’avrei fatta uscire tutto aprile maggio e giugno, durante il periodo delle dichiarazione dei redditi. Oddio, non che lo spot avrebbe mosso certe coscienze… avrebbe fatto raccogliere più fatture e ritirare ed emettere più scontrini. Però… forse qualche chance in più l’avrebbe avuta. Lo spot SE, secondo me è dedicato ad un target di innocenti e puri… i bambini se vogliamo. Forse ancora non sanno a cosa servono le tasse. Si vabbè, chi ci crede che fosse utile quello spot?. Dovrebbe essere la società, la famiglia, la scuola, la buona educazione a insegnar loro che bisogna pagare le tasse perchè così tutti avranno tutto. Io ricordo bene ancora, la mia grandissima maestra partigiana delle elementari, che ci spiegava cosa erano le tasse e ci faceva vedere ahimé le differenze tra il sistema scolastico italiano e quello scadinavo e cose simili. Mi fermo un attimo a precisare una cosa. Vi è chiaro che non considero funzionali e creative ed efficaci nessuna delle due campagne? Ecco.
    Vorrei parlare della campagna cosidetta Parassita. Quella appunto che avevo solo sentito. L’effetto audio era solo solletico per me. Alla fine dello spot ho esclamato: “ecco corro subito a pagare le tasse!” e poi gran risata. Non potevo crederci. Ma ci credono scemi? Si, purtroppo, e lo sappiamo. Ma siamo anche un popolo di furbi che sulla storia delle tasse non si fa prender per scemo. E poi ho avuto modo di vedere lo spot completo. E quello sarebbe l’identikit del parassita (dell’italiano comune) che non paga le tasse? ma stiamo scherzando??? Una faccia come quella non paga le tasse? Al massimo non si fa dare uno scontrino o non paga il canone. Qui si parla di evasione fiscale che se fosse colmata ripagherebbe l’Italia di tutti i debiti e i deficit. E aspettiamo che qualche migliaio di persone con quella faccia si mettano una mano sulla coscienza e una sul portafoglio? Se chiedessero a me di scegliere un testimonial per uno spot del genere farei un casting enorme. Addirittura molti li convocherei dall’estero!! Londra, Montecarlo, qualche bella isola caraibica etc etc. Non ho problemi a fare nomi, tanto moltissimi nomi sono già noti. Valentino Rossi, Vasco Rossi, Tremonti, Berlusconi, Fini, Briatore etc etc
    Qualcuno ha poi pagato con grandissimi sconti e agevolazioni. Ecco io avessi dovuto fare questo spot ci avrei messo la faccia di quelli noti, condannati e che hanno poi pagato. Insomma i furbetti beccati. Con tanto di foto tipo galera e numero di serie sotto (magari la cifra per cui è noto abbiano evaso). Trenta secondi di foto una dietro l’altra, random e veloci, perchè sono sicura che di testimonial involontari ce ne sono a bizzeffe. Poi per la parte copy, visto che molti aspirano a quei famosi 15 minuti di celebrità nell’arco della loro vita, chiuderei con un claim in cui attendiamo i curriculum per gli spot del prossimo anno, e spererei ne arrivassero di meno. Anzi, nessuno!!.
    Insomma, non diventate famosi perchè evadete, ma per altri motivi più seri.
    Anche se nella mia testa questo spot non ha molto speakeraggio. Ha solo foto e immagini una dietro all’altra e numeri, miliardi evasi, soldi che non sono mai entrati nelle casse dello stato. E tanta vergogna. Non derisione che loro sono stati beccati, ma più quella vergogna che si accosta allo sputtanamento. Forse gli italiani non pagheranno di più le tasse ma credo che i cittadini si sentiranno meno presi per scemi.

  15. Gianluca Ruocco 24 agosto 2011 alle 16:54 ·

    Micaela, grazie per il tuo intervento, guarda questo video sui Parassiti di Stato ci sono alcuni dei tuoi testimonial http://youtu.be/p34e–t7pME In tutte le specie ci sono una serie di parassiti!:)

  16. micaela 26 agosto 2011 alle 18:48 ·

    grazie gianluca.. si di parassiti ce ne sono di molti tipi. E ho anche avuto tempo di vedere anche il terzo spot che in onda non avevo mai visto. orrido. un altro di quegli spot per cui escalamare “ne sentivamo il bisogno!”
    Ma domando a te, che mi sa che hai anche più occhio e tempo: ci sono ancora in giro “sti spot”? o sono io che non li vedo più? Latito la rai dall’ultima puntata di fazio o ballarò… ehm scusate l’assenza.

  17. Gianluca Ruocco 28 agosto 2011 alle 14:01 ·

    Il terzo spot? Quale? Il cortometraggio “Io vado e tu resti”? http://youtu.be/7YJHgZSQ-T0 senz’altro è più efficace. Sintetizzato in uno spot avrebbe avuto il suo perché, se non altro ha un progetto di senso alle spalle. Avrei più occhio e più tempo? Beh, magari, dipende un po’ da come si usano perché tutti abbiamo più o meno gli stessi occhi e lo stesso tempo:) Sì gli spot sono partiti il 9 agosto e andranno in onda sulla RAI fino a fine settembre. Hai letto la lettera al direttore del Corriere di Johannes Buckler: ma chi farà pagare gli evasori? http://archiviostorico.corriere.it/2011/agosto/14/chi_fara_pagare_gli_evasori_co_9_110814004.shtml “basta poco per capire che fare uno spot per invitare a pagare le tasse è solo propaganda. Se poi si disegna l’evasore come nello spot più recente (barba lunga, occhi da tossico, faccia da delinquente) vuol dire proprio
    fare propaganda al contrario: la maggior parte degli evasori porta giacca e cravatta – e un commercialista al seguito”. In ogni caso Johannes Buckle come Donald Draper? Per dire cose giuste in un paese libero c’è bisogno di raccontare ciò che si pensa dietro uno pseudònimo? Sarà legittimo, necessario, comprensibile, ma a me non piace se credi in ciò che pensi gridalo con il tuo nome c’è gente che è morta per gridare libertà quelle sono parole che rimarranno scolpite nel tempo le altre le porterà via solo il vento. http://www.tpblog.it/sappiamo-chi-ce-dietro-a-bad-avenue Grazie, a presto, Gianluca.

  18. Androsans 2 settembre 2011 alle 08:27 ·

    Non sono un apprendista stregone. Ma, da comune mortale, mi chiedo:
    1: la TV è la nostra salvezza sociale?
    2: gli evasori guardano la TV ma, soprattutto, se la guardano, hanno pagato il canone?
    3: i maitre-à-penser degli spot hanno anche realizzato un dispositivo blocca-telecomando quando va in onda lo spot, visto che il primo istinto di chiunque (evasori compresi) è cambiare canale?

  19. Gianluca Ruocco 11 ottobre 2011 alle 22:46 ·

    INUTILI SPOT ANTI-EVASIONE «Capisco se qualcuno lascia la Chiesa» ha detto Papa Benedetto XVI a commento delle difficoltà che attraversa la cattolicità per gli scandali sulla pedofilia. Se mi è permesso accostare il profano al sacro vorrei dire “capisco se qualcuno perde ogni fiducia nello Stato” leggendo sui giornali, nelle strade, negli aeroporti il manifesto della Agenzia delle Entrate che “auspica” con ingenua semplicità che tutti paghino le tasse [continua...] Leggete quest’articolo di Giovanni Puglisi uscito su «Corriere della Sera SETTE» del 6 ottobre disponibile a questo link http://www.giannacomunica.eu/archivio/evasione.jpg

  20. Gianluca Ruocco 20 ottobre 2011 alle 18:37 ·

    La risposta di Antonella Gorret, portavoce Agenzia delle Entrate http://www.giannacomunica.eu/archivio/gorret.jpg

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