Vieni avanti comunicatore! Bruno Vespa contro i laureati in comunicazione!

Scritto da on 21 settembre 2011 in Comunicazione, TP World - 8 Commenti


Come avete potuto ascoltare da questo video, durante una puntata di Porta a Porta Bruno Vespa consiglia ai liceali di non iscriversi a Scienze della Comunicazione perché sarà un errore che pagheranno per tutta la vita!

C’è da rispondere: “Ma come ti permetti!”. Ad oggi il figlio di Vespa: Federico, laureatosi in legge conduce con il padre una trasmissione radiofonica su Radio RTL 102.5. Così il padre lo aiuta a seguire la sua passione di giornalista.

Semplicemente, ognuno deve seguire le proprie passioni e studiare ciò che più può aiutare ad esprimerle. Il padre l’avrà condizionato? Con la scuola di giornalismo non avrebbe potuto praticare la sua passione? Se studi giurisprudenza, gli avrà detto, puoi far di tutto!

Le lauree in comunicazione servono e permettono di lavorare. Rispondono a Vespa Emanuele Invernizzi, Professore di Comunicazione d’Impresa presso l’Università IULM:

ed il Prof. Pres. Mario Morcellini della Facoltà di Scienze della Comunicazione della Sapiena di Roma:

La professione del comunicatore è una di quelle professioni in rapida crescita ed evoluzione rispetto a tutte le altre. Comunicatori pubblici, pubblicitari, marketing manager, brand e product manager, professionisti e studenti del mondo della comunicazione, etc. dovrebbero chiedere a Vespa di dedicare una puntata della sua trasmissione alla comunicazione e dal canto nostro, come comunicatori e pubblicitari, dimostrare che le cose sono ben diverse da come lui ostinatamente e consentitecelo, ottusamente, pensa e dice. Il messaggio negativo che diffonde utilizzando un mezzo pubblico influenza il pubblico, danneggia ed offende gratuitamente e pretestuosamente studenti e categorie professionali. Questi danni chi li paga? Avremo diritto di rispondere?

Post scritto in collaborazione con Anna Luisa Buongiorno

Gianluca Ruocco

www.gianlucaruocco.it - info@gianlucaruocco.it Laurea magistrale in comunicazione d’impesa e pubblica. Da sempre pubblicità, marketing e comunicazione sono il suo mestiere. Coordinatore TP – Regione Campania. www.giannacomunica.eu - gianluca@giannacomunica.eu Ufficio 0974 826838 - Cellulare 349 6406703   

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8 Commenti on "Vieni avanti comunicatore! Bruno Vespa contro i laureati in comunicazione!"

  1. Biagio Vanacore 22 settembre 2011 alle 17:07 ·

    Se vogliamo intendere la Laurea così come è concepita oggi, beh questa può provocare sia l’intervento di Vespa (non certo nei toni usati, quanto nel numero di senza lavoro o peggio dei precari che l’indirizzo universitario seguito sta determinando), sia la difesa di Invernizzi e Morcellini che farebbero bene ad evitare “baronie” e limitarsi al ruolo di docenti piuttosto che di addetti ali lavori attivi nel campo della comunicazione.
    A mio avviso bisogna invece riscrivere le regole del gioco affinchè gli studenti e conseguentemente gli addetti ai lavori non cadano in inganno; e qui mi limito ad una sola provocazione dopo quelle espresse sopra: perchè non si differenzia nei contenuti e nei titoli il Corso di Laurea facendo si che ci sia il distingo concreto che ora non c’è fra “comunicazione” commerciale, d’impresa o pubblica rispetto a giornalismo e dunque “informazione” consentendo una migliore specializzazione settoriale e evitando allo stesso tempo le “baronie” di cui anche il buon Vespa pare non disdegni?
    Ma la domanda vera è: ci consentirà la “casta” mediatica che ingnora chi fa il nostro mestiere di poyter dire nei cosiddetti “salotti buoni” il nostro pensiero?

  2. Gianluca Ruocco 26 settembre 2011 alle 13:33 ·

    Presidente,

    io credo che i contenuti delle lauree in Scienze della Comunicazione e delle Magistrali in comunicazione d’impresa e pubblica siano ben strutturati ed hanno al loro interno tutta una serie di studi che vanno dalla logica, alla linguistica, dall’economica alle lingue,
    dalla psicologia alla semiotica, dal diritto fino al design e quant’altro sviluppati in più di 40 esami che permettono agli studenti di avere un panorama di analisi molto ampio che è utile al lavoro se solo si comprendesse meglio quale lavoro. Poi per carità tutto è perfettibile.

    Sono lauree nuove e professioni non definite che non tutti conoscono ma che tutti ne parlano e ogni giorno vengono dette una montagna di sciocchezze. Il nostro castigo è che parlano e straparlano di noi e affini e non ci invitano a rispondere. Perciò stiamo provvedendo
    a contattare Vespa affinché si realizzi una trasmissione sulle professioni della comunicazione.

    Continuare ed ampliare quelli che sono i programmi di relazioni tra studenti e professionisti per i quali in TP con lei ci stiamo battendo affinché queste relazioni siano sempre più forti efficaci ed efficienti e diano il giusto valore e la giusta espressione al sapere degli studi conseguiti in relazioni all’inquadramento concreto, è la cosa giusta.

    Vengono definiti studi non definiti. Faccio un esempio: si può considerare il pubblicitario una professione non definita? Alcuni dicono di sì, in quanto le figure
    ben definite vengono considerate quelle di direttore creativo, art director, copywriter, account, etc. invece il pubblicitario è un professionista che ha una professione ben definita in quanto lui esercita l’attività come nodo delle esigenze nel raggiungere l’obiettivo strategico. È un T-shape agisce in varietà e non un I-shape in variabilità come le altre professioni prima citate. Così è il laureato in Comunicazione può oltre che in base alle proprie attitudini orientare gli studi
    in I-shape sviluppare la propria attitudine di nodo potendo dialogare con un ingegnere e un artista che difficilmente da soli raggiungerebbero l’obiettivo.

    Invito ad entrare in associazione ed alimentare sempre di più lo spirito associativo perché è importante, sia per dar ancora maggior valore al proprio sapere,
    alle proprie conoscenze e alle proprie relazioni, sia perché queste crescano nella condivisione perché è nella condivisione che creano anche valore economico, dico anche, perché gli affari fatti solo per soldi sono affari poveri, ed anche in queste relazioni si andrà a definire ed inquadrare meglio il proprio ruolo che in questo campo è ancora un po’ “fuzzy” ma è vero anche che molti trovano presto posto di lavoro dal local store di Mac Donald al posto in Rai o in radio, in agenzia o al Ministero, etc. Questi studi non vi rovinano la vita come dice Vespa ma bisogna sapere cosa si vuole fare da grandi e poi i problemi non sono né più né meno di quelli che hanno altri lavori. Forse meno.

    Grazie, Presidente, mi perdoni la prolissa risposta.

  3. Domenico 10 ottobre 2011 alle 19:35 ·

    no dai Gianluca, non ce la faccio a rispondere. Per favore le banalità mi fanno un sacco ridere. :)

  4. dott. Gianluca Ruocco 11 ottobre 2011 alle 11:36 ·

    :-) Domenico mi meraviglio di te che trovi banale un continuo attacco a degli studi che pure tu hai affrontato e ne riconosci il valore che oggi ti ha portato a lavorare come local store manger in Mc Donald’s. Studi che come molti altri tuoi colleghi ti hanno permesso di meglio esprimere le tue capacità ed attitudini. Così tanti come te hanno trovato un posto di lavoro che oltre a permetterci di essere autonomi ci ha permesso di fare ciò che più ci piace tant’è che quando ci alziamo la mattina siamo contenti di quello che facciamo. Perciò mi meraviglio che proprio tu giudichi banale un continuo attacco mediatico che ormai usa questo corso di studi come stereotipo degli studi per nullafacenti. Ancora ieri sera Bruno Vespa ed il Ministro del Lavoro e alle Politiche Sociali Sacconi nella puntata «Mio figlio sarà povero?» sconsiglia di studiare scienze della comunicazione ed offende chi ha scelto questi studi che non porterebbero a nessun lavoro e addirittura alla povertà? Non credi che sia il caso di rispondere e fare una puntata a Porta a Porta sulle Professioni della Comunicazione mostrando a tutti cosa fanno questi studenti? Dove lavorano? Quale futuro hanno, quale potrebbero avere? Oppure dobbiamo far mostrare sempre la faccia (sporca) della medaglia sporca così che si impoverisca sempre più? E non dovremo rispondere a questa gerontocrazia che non comprende che oggi la comunicazione è la leva principale del mondo contemporaneo, certamente più della politica, forse anche più dell’economia: l’una e l’altra, infatti, ne sono, in modo trasversale, fortemente condizionate, proprio per la capacità dei sistemi comunicativi di essere penetranti e convincenti per i cittadini? Quindi la finiscano di lanciare inopportune accuse e non possiamo stare fermi ad aspettare che Vespa vada in pensione o che i gerontocrati capiscano le (nuove) professioni. In molti film Americani ad esempio la figura del pubblicitario è una professione spesso interpretata cosa che non è mai presente in un film italiano, questo perché? E’ un fatto culturale? C’è bisogno di un film come Benvenuti al Sud per farla conocere? O, si potrebbe iniziare dicendo la nostra anche nei salotti cosiddetti buoni di Porta a Porta? Beh, dovresti farcela a rispondere, Domenico. La puntata di ieri «Mio figlio sarà povero?» la trovi a questo link http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-97c9ecd3-a6a5-4267-8e2a-3ca4aa01f5a0.html e forse dopo aver visto anche queste altre dichiarazioni ed offese vorrai venire anche tu insieme a molti altri studenti oggi professionisti a dire a Porta a Porta che si può fare! Senza stare lì a pensarci troppo e mostrando anche chi ce la fa a realizzarsi dando così un buon esempio e non costruire in continuazione un disfattismo mediatico, e tu Domenico, ti conosco, dovresti essere un buon esempio. A presto, ciao.

  5. Anna Luisa Buongiorno 11 ottobre 2011 alle 12:26 ·

    Io mi chiedo: ma come si fa la rivoluzione?!! Dall’ignoranza, dal bigottismo, dal vuoto di senso di questa politica e di questi messaggi. E mi rispondo che bisogna semplicemente vivere coltivando il proprio credo e procedere sul proprio percorso. Ma come si può far ciò senza correre il rischio di allontanarsi dalla società??

  6. elledielle 12 ottobre 2011 alle 13:30 ·

    l’altro ieri di nuovo a Porta a Porta perfino il ministro Sacconi è andato contro scienze della comunicazione…
    qst persone dovrebbero dare delle risposte a noi studenti…
    fate girare questa lettera aperta
    http://elledielle.wordpress.com/2011/10/12/lettera-aperta-a-bruno-vespa-a-porta-a-posta-ancora-contro-scienze-della-comunicazione/

  7. barruggi 14 ottobre 2011 alle 19:08 ·

    Siamo oramai stanchi di doverci difendere anche dagli attacchi di chi invece potrebbe e dovrebbe tutelarci. Se personaggi pubblici di questo calibro parlano tanto male delle nostre lauree, come possiamo pretendere di spiegare il nostro percorso di studio al vicino di casa? :-(

  8. Licia Giglio 15 marzo 2012 alle 15:47 ·

    Ricordo che mi venne il pallino di iscrivermi a Scienze della comunicazione già al terzo anno di Liceo. Era l’unica cosa che volevo fare nella vita, occuparmi di Comunicazione. Dopo il diploma studiai a fondo per i test d’ingresso, dovevo passarli, non riuscivo ad immaginare un’altra facoltà alla quale iscrivermi se non Scienze della Comunicazione. Passai i test, presi la Laurea triennale. Adesso proseguo con una Magistrale in comunicazione pubblica e sociale. Come me, ce ne sono tanti altri con questa identica storia, gente che ha la passione per questo mondo bellissimo, gente motivata, gente preparata. Il problema è l’Italia che ancora non sa di avere bisogno di certe figure professionali.

    Penso che uno dei problemi non siano questi stupidi attacchi da parte di gente come Bruno Vespa, che a mio parere ne sa di Comunicazione quanto Aldo Grasso di equitazione. Il problema è che come spesso accade l’Italia è indietro su molti fronti e la comunicazione è uno di questi.
    Basti pensare all’evoluzione (scarsa) della comunicazione pubblica in Italia: 10 anni di leggi, dal 1990 al 2000, che avrebbero dovuto legittimare la comunicazione quale parte integrante dell’attività degli enti pubblici che però non sono serviti a molto perchè quelle leggi ancora non vengono applicate.

    La cultura della comunicazione deve ancora svilupparsi appieno, deve rivendicare la sua importanza perchè ora come ora viene ridicolizzata e trattata come un qualcosa di inutile e che se non c’è non fa niente.
    Per quanto riguarda Vespa sono piccoli attacchi ai quali si può rispondere solo illustrando i dati seri sul post laurea delle persone che si son laureate in Comunicazione.
    A tal proposito segnalo un interessante articolo di una professoressa del mio Dipartimento (Bologna) che ha illustrato sinteticamente e chiaramente alcuni dei dati presi da AlmaLaurea:

    http://giovannacosenza.wordpress.com/2011/01/14/scienze-della-comunicazione-amenita-contro-dati/

    Spero che questo articolo sia di sostegno a tutti quelli che si avvicinano ai corsi di Laurea in comunicazione e siano di incentivo per tutti gli altri a sfatare certi pregiudizi.

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