Famosa è la favola del Pubblicitario e del Cieco: «Il cieco ai suoi piedi aveva un cartello recante la scritta: “sono cieco, aiutatemi per favore”. Un pubblicitario che passeggiava di lì, notò che aveva solo pochi centesimi nel suo cappello, si chinò girò il cartello e scrisse: “oggi è primavera ed io non la posso vedere”; presto il cappello del cieco si riempi di monete e banconote».
Com’è noto, comunicare in modi diversi produce significati differenti. È anche quanto avvenuto nelle campagne seguenti, che causando i loro danni hanno dimostrato come la testa possa essere usata in modo sbagliato.
Contrariamente l’accostamento alla “faccia” di animali nei quattro spot realizzati dall’agenzia Studio Chiesa di Milano assumono altro significato.
Come si può vedere, quando c’è pertinenza, intelligenza, senso dell’humor e creatività c’è sostanza nella comunicazione e la loro pertinenza con il messaggio non li fa eccedere oltre il senso del buon gusto.
Tu cosa ne pensi?






