La Presidente della Consulta Femminile Regionale per le Pari Opportunità della Regione Lazio, Donatina Persichetti, ha inviato all’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria una denuncia nei confronti della pubblicità relativa allo showroom Mega Bike, pubblicata dal giornale Metro, in cui si mostra l’immagine “tagliata” di una donna così da ritrarre solo il seno. Un uso voyeuristico del corpo che assolutamente non è inerente al prodotto pubblicizzato la cui visione è totalmente marginale nel visual ricoperto dalle scritte.
La Persichetti nella sua lettera allo IAP dichiara: “Siamo convinte che i prodotti vadano pubblicizzati per le qualità proprie e che esse non comprendano l’esposizione della fisicità di corpi di donne trasmettendo stereotipi che ledono fortemente l’immagine femminile”. Il testo completo è consultabile al seguente link.
L’Associazione Italiana Pubblicitari Professionisti è molto sensibile al rapporto tra pubblicità e corpo della Donna e lo scorso marzo ha promosso il convegno nazionale Donna e Dignità presso la Camera dei Deputati.
Sull’iniziativa della Consulta Femminile del Lazio, gentilmente segnalataci dalla Presidente Donatina Persichetti, il Presidente TP, Biagio Vanacore, è intervenuto con determinazione dichiarando nel comunicato stampa:
Ancora una volta la cattiva pubblicità compie una violenza nei confronti delle donne e nei confronti di tutti i professionisti che fanno con orgoglio, dignità e etica il lavoro di pubblicitari. Vogliamo intervenire con forza e per questo motivo abbiamo inviato una lettera ufficiale allo IAP in cui segnaliamo quanto avvenuto e chiediamo che vengano presi provvedimenti. Inoltre, abbiamo inviato una richiesta ufficiale al Ministro delle Pari Opportunità affinché vengano convocati presso il Ministero tutti gli attori della pubblicità (professionisti, agenzie, mezzi, clienti) per decidere un’azione comune in tal senso. È ora di intervenire – conclude Vanacore – e TP intende andare fino in fondo! Ringrazio la Consulta Femminile Regionale per le Pari Opportunità della Regione Lazio per averci identificato fra i riferimenti etici nel settore.
La pubblicità è una parte minoritaria dei messaggi veicolati dai media e solo una modesta parte di questa è considerabile sessista ma per sua natura è visibile, esplicita e memorabile e quindi è facilmente presa come “capo espiatorio”.
L’Associazione Pubblicitari Professionisti ha come scopo preminente la tutela dei principi etici e della qualificazione professionale degli Operatori della Pubblicità e della Comunicazione ed è da anni e con duro lavoro che mira a raggiunge risultati concreti affinché la cattiva pubblicità non compia una violenza nei confronti delle donne e nei confronti di tutti i professionisti che fanno con orgoglio, dignità ed etica il lavoro di pubblicitari.
Pertanto, c’è un Codice di Autodisciplina e si chiede che venga rispettato. È stato siglato anche a gennaio scorso un protocollo d’intesa tra il Ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna e il Presidente dello IAP Prof. Giorgio Floridia ma anche questo sembra non aver raggiunto i risultati sperati.
Sicuri che le autorità interpellate colgano l’invito affinché riuniscano tutte le parti di merito intorno ad una tavola rotonda così da individuare soluzioni migliori che possano contribuire a rendere più efficienti i sistemi vigenti.
I gruppi, i movimenti o chiunque intenda partecipare attivamente a questa causa contatti direttamente la segreteria dell’Associazione TP all’indirizzo tp@associazione-tp.it o semplicemente lasci un commento a questo post.












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