Gli studenti di TP Domani tornano ad affrontare lo stile e la modalità espressiva dei pubblicitari più affermati attraverso l’analisi dei loro testi. È la volta di Lorenzo Marini e del suo “Vaniglia”, testo del 2003, ma, per Davide di TP domani, ancora attuale.
Ho visto ed ascoltato Lorenzo Marini alla convention annuale della TP la scorsa estate. Ho affrontato, quindi la lettura di Vaniglia, uno dei suoi romanzi, con grandi aspettative. Mi aspettavo un libro sì, ma che sostanzialmente non fosse niente di simile, così come il suo discorso non è stato solo un discorso, ma un piccolo viaggio nel suo immaginario.
Ho invidiato la sua capacità comunicativa e mi auguro di poter raggiungere un livello di trasmissione almeno simile grazie ai miei studi. La comunicazione è fondamentale e sappiamo benissimo che non si può non comunicare, ma, ad essere sincero, se proprio non posso non comunicare, allora vorrei farlo nel migliore dei modi.
Partendo dal presupposto che questo libro è scritto da un tale comunicatore, mi sono divertito a dare alla mia lettura una chiave particolare: dietro una storia d’ amore ho cercato i meccanismi di seduzione adoperate in pubblicità per conquistare il consumatore e
lasciarlo affezionato; lasciargli una storia, un’emozione, e con questa permettergli di preferire un prodotto rispetto ad un altro che non lo coinvolge.
Vaniglia è un romanzo raccontato a scene, un romanzo emotivo, un romanzo come un vortice che trascina il lettore in una tempesta di grandi emozioni, la stessa che il protagonista (Maurice Brown) riesce a creare per le sue amanti grazie alla sua abilità con le parole e al suo mestiere di copywriter.
Un viaggio nei profondi oceani del cuore e della ragione, tra atmosfere che renderebbero incadescenti anche i cuori più freddi, trasportati da arte poesia e musica.
Una storia d amore, dunque, quel meccanismo umano che ci lega a qualcuno.
Ma quali meccanismi permettono ad una persona di guadagnarsi un posto nei pensieri e nel cuore di un’altra? Saranno gli stessi meccanismi che ci fanno ricordare di un prodotto, di un sapore, di una storia, di un marchio?
Come rendere se stessi un prodotto: è questa la strategia che permette a Maurice di farsi preferire, che fa dell’emotional marketing il proprio stile di vita ,creando situazioni capaci di attrarre e coinvolgere i propri consumatori. Un perfezionista, un giocoliere di parole, uno che non lascia niente al caso e che del caso fa occasione.
Il titolo stesso del libro è una sua trovata, come quelle che ha per il suo lavoro, un nome inventato per una donna che casualmente incontra e che verrà trasportata nel vortice emotivo che Maurice saprà creare, diventando per lei “zucchero nel caffè a colazione”. Conquistare quasi per gioco, per sentirsi artefici di situazioni, creatori di sentimenti, padroni di destini.
Ma il destino si sa, è qualcosa di già scritto che purtroppo nessuno può leggere se non in un romanzo, questo romanzo, tratto da un film che nessuno ha mai girato.
Post scritto da Davide88_tpDomani






