Articoli, pensieri e opinioni del passato, che crediamo ancora attuali, pubblicati nel tempo su testate di advertising e marketing.
Ecco il primo della serie: è un pensiero di Pasquale Barbella pubblicato su “Strategia” nel dicembre 1991 (!).
“Denaro che vale“
Per fare bene il nostro mestiere c’è qualcosa a cui non dovremmo pensare mai: i nostri soldi.
Per poter estromettere dalla mente questo pensiero, e quindi dedicarci ai nostri impegni con la necessaria energia, non c’è che una soluzione: essere ben pagati.
La mente, il cuore e le braccia rendono con maggiore vivacità e generosità a condizione che siano lubrificati da un giusto compenso.
Un buon cliente non è mai avaro: l’avarizia genera avarizia, semina preoccupazioni e puntigliosità che si riflettono in una eccessiva attenzione al risparmio, alla stitichezza mentale.
Conoscere bene il valore del denaro vuol dire anche conoscere bene il valore di ciò che se ne può ottenere in cambio. Vuol dire sapere investire. Vuol dire sapere riconoscere che, in certi casi, la richiesta di uno sconto coincide con un deprezzamento di se stessi, dell’azienda, dei valori cercati.
Nessuno osa confutare il costo di un’operazione chirurgica o la parcella di un avvocato: perché tormentare, invece, chi si dedica ai progetti e ai servizi della comunicazione?
Pagate, signori, pagate. Non metteteci in imbarazzo. Non createci problemi di soldi. Lasciateci lavorare serenamente, senza turbare la nostra concentrazione e il nostro entusiasmo.
Nessuna grande idea è mai nata da una tasca cucita.
Pasquale Barbella
A voi i commenti, i ricordi, i rimpianti o le incavature, che a volte ci stanno: oggi più che mai.






