Ikea : l’unto segreto del successo

Scritto da on 26 ottobre 2011 in TP domani - No commenti

Tra comunicazione e marketing, gli studenti di TpDomani riflettono su noti casi aziendali mettendo in campo tutte le loro competenze: anche le più creative. E’ il caso di Nazareno di TP domani , che ci offre la sua interpretazione del successo di Ikea in Italia. Commentiamola insieme!

Le ricerche, i sondaggi, le rilevazioni statistiche sulla effettiva incidenza che i marchi operano nei relativi mercati di riferimento sono, senz’ordine: troppe, stancanti ed evidentemente inesauribili. Ma sono la linfa vitale del marketing, visto che dietro quella coltre minacciosa di numeri, in stile matrix, che solo i nemici della matematica (tra i quali l’autore si include con onore) sanno immaginarsi, si annida il segreto delle scelte strategiche di un’azienda di livello.

Non molti giorni fa, un nuovo responso.

Uno studio commissionato da Kelkoo, grande piattaforma dell’e-commerce europeo, ed operato dal Centre for Brand Analysis, ha dato alla luce i risultati relativi al Best Retail Brand presente nel nostro paese. E i numeri, sviscerati come le interiora di animale da un antico aruspice, hanno dato una risposta che lascia, prevedibilmente, poco spazio alle ambiguità, premiando un gran bel marchio di terra straniera, IKEA. E non ci si può stupire, sia perché oramai siamo esperti di infiltrazioni ben più “profonde” nella nostra economia di Stato, sia perché ci troviamo di fronte ad una realtà meritatamente consolidata sul nostro suolo, e non solamente su di esso.

Questa proficua analisi ha agito, solo in Italia, su 1500 consumatori, che hanno valutato la forza del brand sulla base di dieci caratteristiche: convenienza; offerte e promozioni; affidabilità; servizio al cliente; esperienza di acquisto classico e on line; consegna del prodotto; innovazione; rispetto dell’ambiente; “freschezza” del marchio, ovvero quanto esso sia considerato cool.

Su ben nove dei dieci parametri considerati l’azienda svedese ha primeggiato nelle preferenze comuni. Solo l’esperienza dell’acquisto on line l’ha vista cedere il primato a Media Shopping, che per la verità giocava in casa, essendo specializzata nel settore. Ma il risultato è netto, visto che a seguire Ikea nella graduatoria sono realtà complesse come Auchan, Essenlunga, Ipercoop, Coop e Decathlon.

Giusto dunque glorificare questi meravigliosi risultati. Insensato non accennare alla loro origine.

Non è certo chi scrive che deve insegnare i rinomati punti di forza che hanno reso Ikea un riferimento mondiale:

- ottimo rapporto qualità / prezzo, dovuto ad una forte efficienza nella ricerca dei materiali ma soprattutto alla possibilità di modulare servizi e costi sulla facile “assemblabilità” del mobile. E costruire da soli, con relativa facilità, un letto o una scrivania ha fatto bene anche all’autostima di diversi uomini fino a poco tempo prima subissati dalla loro palese inettitudine.

- il design, la risorsa magica che diffonde uno stile accattivante nell’offerta anche laddove essa non sia qualitativamente massima.

Aggiungiamo la crisi economica e la precarizzazione, o anche solo la flessibilizzazione degli odierni stili di vita la cui sola menzione evoca i timori di una nauseante digressione che ovviamente eviterò, e il gioco è fatto. O quasi. Perché entra in scena l’esperienza personale di consumatore.

Queste peculiarità sono preziose, e decisive, non c’è dubbio.

ikea food - potatischips saltadeMa il segreto di Ikea risiede in una cosa sola: le “potatischips saltade”.

Quando finalmente sulla visuale della mia auto svetta un gigantesco parallelepipedo blu e giallo il mio istinto animale di consumatore mi suggerisce, come fossi uno dei cani di Pavlov, l’affamata attesa di queste grassosissime, ma assuefanti patatine, senza che si limiti all’immagine di un reparto cucina o di una manciata di matite incustodite. E qui sta gran parte del successo di un’azienda che riesce a concretizzare come nessuna quella nozione di “marketing esperienziale” che talvolta sembra utile solo a riempire le pagine dei saggi accademici. Esso invece si traduce in una ricca diversificazione di prodotto che offre al consumatore un’ulteriore fetta di Svezia, senza che si cada per questo nella percezione di una opprimente offerta di folklore.

Tutto questo folle groviglio di parole esprime la convinzione che “Ikea” non è solo “Ikea”, ma al di fuori di qualsiasi slogan pubblicitario, va ben oltre, per davvero. Perché ci sono le miracolose “potatischips saltade”. Ma anche il salmone “gravad lax”, le polpette “kottbullar” , i biscotti allo zenzero “pepparkakor”.. e voi li avete mai provati?

Post scritto da Nazareno87_tpdomani 

Gianna Angelini

Gianna Angelini

Vicepresidente della TP, docente di Semiotica presso la Facoltà di Scienze della comunicazione di Unimc. Gestisco e coordino il progetto TP Domani.

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