Brasile censura spot sessista

Scritto da on 27 ottobre 2011 in Advertising, Spot - 4 Commenti

HOPE - bonita por naturezaChiaramente la pubblicità sessista non è solo un fatto italiano. In Brasile Gisele Bundchen e la casa di biancheria intima Hope sono finite nell’occhio del ciclone per uno spot giudicato “sessista” dal segretariato brasiliano per le donne.

In questa serie di spot, la splendida Gisele Bundchen appare in una mise a dir poco sexy: slip, reggiseno e tacchi altissimi. Ma forse più che l’immagine, a dar fastidio è ciò che la top model comunica, cioè “Siete brasiliane, usate il vostro fascino”.

I tre spot della Hope sono incentrati sul fatto che in lingerie, una moglie può dire di tutto al marito senza che lui se la prenda più di tanto.

«Amore, ho sfasciato la macchina. Amore, le nostre carte di credito sono al limite. Ah, dimenticavo, mia madre starà da noi per un po’. Sei arrabbiato? Anche se ho addosso solo questo completo intimo da urlo?». E se a chiederlo è Gisele Bündchen come non perdonarla?

Il segretariato brasiliano per le donne non ha colto l’ironia ed ha attaccato duramente lo spot dichiarando che: “La campagna promuove lo stereotipo fuorviante della donna come oggetto sessuale del proprio marito e ignora i grandi progressi fatti nella demolizione di una mentalità e delle pratiche sessiste“.

Pare che lo spot contenga addirittura degli elementi che violano due articoli della costituzione brasiliana.

Tu cosa ne pensi?

Gianluca Ruocco

www.gianlucaruocco.it - info@gianlucaruocco.it Laurea magistrale in comunicazione d’impesa e pubblica. Da sempre pubblicità, marketing e comunicazione sono il suo mestiere. Coordinatore TP – Regione Campania. www.giannacomunica.eu - gianluca@giannacomunica.eu Ufficio 0974 826838 - Cellulare 349 6406703   

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4 Commenti on "Brasile censura spot sessista"

  1. Gianluca Ruocco 27 ottobre 2011 alle 17:05 ·

    Bionde come Virna Lisi. Come la voleva Chlorodont e come le volevano i telespettatori allora (e ora?). Inopportuna, un po’ svampita ma davvero bellissima, l’attrice era protagonista di scenette nelle quali metteva pesantemente in imbarazzo il marito davanti al capo, ai colleghi, però la passava sempre liscia. Infatti alla fatidica domanda: “Ho detto qualcosa che non va?”, invece di dirle certo, brutta scema, il boss le rispondeva: “Con quella bocca può dire ciò che vuole” (tratto da: Occhi di maschio, di Daniela Brancati pag. 25). Vedete il video Chlorodont in Carosello del 1958 http://youtu.be/rcdpXCUGyqo per essere passati 53 anni non è molto lontano da “Sei arrabbiato? Anche se ho addosso solo questo completo intimo da urlo?” – e se a chiederlo è Gisele Bündchen come non perdonarla? – Cosa ne pensate?

  2. Benni Priolisi
    Benni Priolisi 28 ottobre 2011 alle 10:39 ·

    Che ne penso?
    Penso che rispetto alle immagini di un qualsiasi carnevale di Rio -big shot della promozione del Brasile nel mondo- e quello che vediamo in televisione (in chiaro e a qualsiasi ora, pubblicità e non), nel nostro Paese questi spot siano da educande.

  3. Roberta Centolani 4 novembre 2011 alle 14:54 ·

    Penso che sia uno spot intelligente, divertente, ironbico, memorabile e che marchi la differenza. Direi caratteristiche uniche di uno spot che funziona, ed il tam tam che se ne sta facendo rafforza questa mia idea. Peraltro, la biancheria non è un granchè…. ma ricorderemo tutti per sempre la marca Hope.

  4. MicheleVirgilio 9 novembre 2011 alle 10:54 ·

    Di sicuro in questo modo, con strascichi e polemiche annesse, supera di gran lunga l’esposizione mediatica di partenza. Spesso, specie oggi con il web, molte ad grazie alla censura superano i confini nazionali per traghettare il brand verso nuovi mondi digitali.

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