‘Galeotto fu il libro e chi lo scrisse: quel giorno più non vi leggemmo avante‘ (Inferno, Canto V, versi 133-138).
Il libro galeotto a cui ci riferiamo è The headliners di Pasquale Diaferia che continua il suo successo dopo le presentazioni a Milano, Torino, Roma e presto anche a Napoli, ha generato qualche incomprensione e discordanza che ci dispiace leggere, tra lui e Massimo Guastini, presidente dell’ADCI.
Posizioni chiare ma diverse vengono dai protagonisti della querelle nata intorno a The headliners appunto, ma entrambe finalizzate a restituire valore alle professioni e al mondo della comunicazione in generale di cui è testimone l’impegno costante e attivo di entrambi, vivi attori del panorama coevo della comunicazione pubblicitaria in Italia. Riportiamo brevemente la vicenda:
Il 7 novembre Pasquale Diaferia invita Massimo Guastini su Adv express a fare la cosa giusta (Massimo do the right thing), a “risorgere come collettivo, altrimenti saremo sconfitti come individui” evitando le polemiche legate alle scelte editoriali del libro che tendevano ad includere alcuni nomi di copywriter e ad escluderne altri, come sempre avviene quando si fanno delle scelte.
A tal proposito Pasquale scrive (ne riportiamo una sintesi):
Ho trovato normale, tutte le volte che ho presentato il libro, ribadire che non conta chi c’è o chi non c’è: quello che è importante è che si parli di noi come autori di pubblicità, rappresentando tutti gli scrittori che lasciano le loro creature non nelle antologie scolastiche, ma nella testa dei propri consumatori.
Ma c’è invece chi trova rilevante chiedersi perché sul libro non ci sia questo o quello. Dispiace che questo qualcuno non sia un player marginale, ma che sia il blog dell’Art Directors Club Italiano.
C’è già pronta una risposta pacata, quella che il mio editore ha messo nell’intro del libro. Abbiamo privilegiato la rappresentazione di tutto il movimento creativo italiano, dando spazio a 54 copy, scelti tra uomini e donne, tra chi lavora in multinazionale o da indipendente, dando spazio ai giovani come ai più anziani, a chi lavora in provincia o all’estero come a chi sta a Roma o Milano, in un volume di 128 pagine. Potevamo arrivare a 150 pagine per aggiungerne altri 30, potevano arrivare a 200, mettendone altri 50. Ma, al di là di banali problemi economici e produttivi, non temevamo il prevedibile grillo parlante. Inutile aggiungere nomi in un’opera che evidentemente non ha ambizioni enciclopediche. Si voleva soprattutto ridare rappresentazione qualitativa a tutta una categoria che nell’ultimo decennio è stata sottoposta a massacro di reputazione, nonostante sia la parte più sana e qualitativa dell’industria.
Ma c’è anche la risposta di quel rompiscatole del Diaferia, che ha promosso il libro, ha lavorato con tutti quelli che hanno messo buona volontà nel progetto, dai giovani fotografi ai copywriter stessi, si è speso perché ci si occupasse della categoria, forte della convinzione che “se parlano bene di alcuni di noi, è tutta la reputazione della categoria che cresce”, indipendentemente da chi fosse presente nel libro. La mia sensibilità è vicina ad uno degli Art Directors Club più importanti del mondo, quello di New York, di cui mi pregio di essere socio ed alla cui missione ho aderito entusiasticamente: “Connect, Provoke and Elevate world changing ideas.”
La situazione è proprio questa, semplice semplice: la scelta di parlare dei 54 HeadLiners ha sicuramente contribuito ad elevare il livello della discussione, a mettere in relazione i copy tra di loro attraverso gli incontri pubblici, a provocare attenzione su tutti quegli autori di pubblicità del paese che hanno la pretesa di costruire mondi con le proprie parole, come nel già citato spot.
Tentare di dividere il campo, cercando di far credere che manca qualcuno o che le esclusioni hanno ragioni non dette, è semplicemente ingenuo ed infantile. Primo, perché nemmeno gli esclusi ci hanno contestato in pubblico o in privato le scelte, anzi alcuni di questi hanno volentieri offerto o continuato ad offrire la loro collaborazione all’editore ed a LatoB (come potete verificare proprio qui).
Secondo, perché se quella del post di un socio anziano con intro del presidente (ed annessa imprecisione, sebbene poi rettificata) è la posizione dell’ADCI , c’è la clamorosa sconfessione di uno dei punti qualificanti del programma elettivo guastiniano: “Unire, non dividere.”
Dal blog ADCI la risposta chiarificatrice di Massimo Guastini si fa presto e giustamente sentire nel post del 7 novembre ‘La mia risposta a Pasquale Diaferia‘ (ne riportiamo una sintesi):
Caro Pasquale Diaferia,
ti ringrazio per il tuo invito pubblico a fare la cosa giusta.
Significa che hai delle attese e che mi attribuisci le capacità di soddisfarle. Al tempo stesso mi auguro che tu mi riconosca anche un’autonomia decisionale, nonché la libertà di scegliere quello che a mio avviso è meglio per l’Art Directors Club Italiano.
Come ho già spiegato, sia a te sia al tuo Editore nei nostri incontri privati, io considero scorretto qualunque tipo di endorsment ADCI, diretto o indiretto, a questo progetto.
Diversamente, sconfesserei il primo punto del mio programma, proprio quello che tu hai ricordato nella tua accorata lettera: “unire e non dividere”.
Se “The HeadLiners” fosse stato scritto da Umberto Eco, o da un intellettuale esterno al nostro settore professionale, mi sarei ovviamente comportato in modo diverso. Tu sei sicuramente un personaggio poliedrico e dai molti volti, ma sei anche un socio Adci e un pubblicitario ancora in attività. Non sei solo un giornalista.
Ti ripeto quanto già ti dissi a luglio: capisco benissimo le motivazioni che ti hanno spinto a dedicare energie a questo progetto, ma come presidente Adci non posso avallare direttamente o indirettamente la tua selezione. Per me tutti i soci sono uguali. Non sta a me fare selezioni o appoggiare quelle fatte da un collega nonché socio Adci. Qualunque socio non compreso dalla tua vetrina avrebbe potuto, a ragione, risentirsene. Il fatto che non ci siano state proteste o lamentele è dovuto proprio al mio mancato endorsment. Ho fatto la cosa giusta. E me l’hanno confermato anche diversi copywriter presenti nella tua raccolta.
Nel tuo libro ci sono amiche e amici a cui voglio bene e che stimo molto. Se non fossi stato il presidente dell’Art Directors Club ne avrei sicuramente scritto nel mio blog personale.
Il blog Adci ha comunque parlato di “The HeadLiners”, per iniziativa di Till Neuburg. Ho letto il suo pezzo prima di postarlo e l’ho trovato molto equilibrato. Non ho percepito vis polemica, nemmeno tra le righe. Come qualunque altro socio aveva il diritto di postare la sua opinione nel blog del Club e l’ha fatto con i toni giusti. Ha ricordato quelli che a suo avviso erano gli assenti illustri, ma l’ha fatto senza acrimonia e fornendo le sue motivazioni.
Insomma ci pare di capire che in fondo vogliono la stessa cosa. Dare visibilità e restituire riconoscenza e valore alla nostra professione. A questo intento Tp si unisce e Vi ringraziamo entrambi per l’impegno a cui tutti noi, con vari iniziative, legate anche alle nostre passioni e attitudini cerchiamo di fare per la comunicazione e la sua difesa (bisogna sapersi divertire per fare questo mestiere).
E dunque, Pasquale e Massimo: fate pace!
Qui i link a:
Post scritto da Anna Luisa Buongiorno e Gianluca Ruocco.











22 Commenti on "Pasquale e Massimo fate pace!"
Che dire? nel bene e nel male purchè se ne parli. No?
Direi che pasquale sta facendo l’account di se stesso per promuovere il libro.. Alcuni nomi che ho letto nel post di Till però trovo sia imperdonabile non averli inseriti. Ma è solo il mio piccolo (come la p) parere.
Micaela
non ti preoccupare, gianluca.
))
non ho bisogno di fare pace con massimo. non ho mai litigato, con lui….
Io e Pasquale Diaferia non dobbiamo fare pace, per il semplice motivo che non abbiamo litigato.
Due libere opinioni divergenti non implicano necessariamente una guerra.
Peace&Love
m.
Ragazzi
non penso che ci sia bisogno di far pace per il semplice motivo che a mio avviso non hanno mai litigato.
Nel nostro mondo non ci si può appiattire dietro una posizione, anzi più dialettica c’è meglio è.
E’ dalle diversità che nascono i grandi progetti comuni per la crescita della nostra categoria.
Certo sappiamo che non c’è un litigio in atto, la nostra era una semplice iperbole pubblicitaria;) infatti alla fine si capisce bene che in fondo tutti vogliamo la stessa cosa restituire riconoscenza e valore alla nostra professione. A presto, Gianluca
Nessun litigio, mi fanno piacere i vostri commenti.
Volevamo solo rilanciare la questioni più attuali del nostro mestiere che dalle vostre posizioni emergono e mostrano come tutti noi insieme riusciremo a far sentire. Insieme e uniti, anche e soprattutto grazie alla dialettica delle posizioni. Peace and love sicuramente, ma una vena amara attraversava i vari commenti. Cosi mi è parso di leggere ma che è anche giusto; segno che gli argomenti erano appassionanti.
Cara Anna Luisa,
rispondo a te per rispondere a tutti:
questi non sono argomenti appassionanti, tutt’altro.
Non mi appassiona per niente star qui a disquisire sull’operato di pPiccola e sulla sacrosanta replica di Massimo.
Ops, sto disquisendo. Sorry.
Peace&Love.
PS:
ma che c’entra TP in tutto questo?
P&L
Benni TP c’entra sempre;) Poi l’attività di copy è un’attività prettamente pubblicitaria e a noi interessa molto, oltretutto nel libro di Pasquale (lo hai letto?) ci sono due copywriter TP. Poi Pasquale è il nostro Vice Presidente con delega alla Corporate Identity, immagine e comunicazione pubblicitaria. Poi, ancora l’anno prossimo faremo la convention nazionale TP a Napoli e saremo felici di invitare anche tutti i copywriter affinché sempre di più la loro attività un po’ “ghost” (ai più) abbia la giusta visibilità ed il giusto riconoscimento. Poi sicuramente presenteremo a gennaio a Napoli il suo libro. Poi per ogni socio che realizza qualcosa e vuole ed ha piacere di condividerlo faremo il massimo tutti insieme per diffonderlo. TP c’entra e c’entra anche per tante altre cose. Pertanto ritengo che quelle che sono le argomentazioni sopra esposte mostrano anche le dinamiche che normalmente accadono nella metacomunicazione e queste debbono interessare. Che la cosa non ti appassioni o non ti interessa mi spiace, ma dovrebbe interessarti. Comunque aspettiamo che scrivi i tuoi argomenti appassionati e appassionanti;) Con stima, Gianluca. ps. il libro lo puoi acquistare a questo link http://www.ibs.it/code/9788890637308/diaferia-pasquale/headliners-l-immagine-delle-parole.html io l’ho comprato è bello e interessante. Poi ne riparliamo. Le cose possono sempre migliorarsi e prendere altre forme ed essere perfettibili ma da qualche parte bisogna pur iniziare. Quando hanno iniziato a scrivere la treccani questa non era quella che è oggi, poi senza considerare ovviamente che gli intenti erano ben diversi http://www.treccani.it/enciclopedia/istituto-della-enciclopedia-italiana/. Alla prossima, poi lo sai puoi chiamarmi quando vuoi, che l’ultima volta me ne hai dette delle belle;) Ciao Benni;)
Caro Gianluca, mi hai risposto in via personale e quindi mi obblighi a una risposta diretta. Eccola, anche se qui, ti ricordo, non siamo in una chat.
• TP non dovrebbe entrare per niente nelle questioni personali, ammesso che ve ne siano state.

• Il libro di Pasquale non l’ho ancora letto, non l’ho ancora acquistato – grazie per il link IBS – e il fatto che ci siano dentro ben due copy che sono anche soci TP non può che farmi piacere (solo due?).
• Pasquale, che gode di un bel pezzo della mia stima, è anche vice presidente TP con delega alla corporate identity, immagine e comunicazione pubblicitaria: e allora?
• 2012, convention TP a Napoli. Bene, finalmente nel Regno delle Due Sicilie: ci sarà stato un motivo perché “Due Sicilie” e non ” Due Campanie”.
• I copy siano benvenuti, ghost o non ghost, ma anche gli art e tutti i young-gun (questi ultimi sì che hanno bisogno di visibiltà: sono il nostro futuro).
• Ho semplicemente detto che l’argomento non mi sembrava, QUI e ORA, appassionante (parlo del “fate la pace”): è una storiella ormai vecchia di giorni e giorni, e tu sai benissimo che in rete un’ora vale un giorno, se non di più.
• Tutto è perfettibile, anche io
• Non te ne ho mai “detto delle belle” (ho virgolettato perché chi legge potrebbe fraintendere). Abbiamo parlato di un po’ di cose, sacrosanto. Ti ho detto, a dire il vero suggerito, di scrivere post un po’ più brevi e straight to the point, senza spiegazioni o commenti di sorta: questi vanno lasciati a chi legge.
Ora, per giusto e santo dovere/diritto di cronaca e completezza d’informazione, ai tuoi tre link (Diaferia, Guastini e Neuburg) credo sia giusto aggiungere questo post sulla “querelle” pPiccola/Massimo Guastini (da Bad Avenue, a firma Dick Whiteman).
http://badavenue.wordpress.com/2011/11/09/ppiccola-fulminata/
B.
Perfetto Benni così mi piaci;)
Gianluca, tesoro, grazie ma non devo piacere a te.
Benni, certo figurati, a me piacciono le belle donne, dicevo mi piaci nel senso di “mi piaci” quando rispondi così e non quando (forse a ragion dovuta) tergiversi. In ogni caso vedo che alla fine l’argomento ti ha appassionato visto che sei andato a “spulciare” la segnalazione sul blog di Draper che non avevo letto. Per quanto riguarda il blog che non è una chat, (a mio avviso) le comunicazioni si stanno sempre più fondendo (in tutti i sensi) e quindi come viviamo una televoluzione dove le connessioni di rete si legano perfettamente alle dinamiche di altri mezzi così in questo processo cross mediale dove il cloud la farà da padrone permettendo di avere il proprio se “altro” ovunque, tutto si fonde. Per quanto riguarda le notizie “fresche” (per il momento) non abbiamo una redazione che si può dedicare tutti i giorni e per tutto il giorno a questo, dobbiamo pur lavorare, reggere e sorreggere le nostre “baracche” e comunque ci sono cose che uno comunica a prescindere come “i tuoi correva l’anno” che trovo interessanti, oltretutto sto coinvolgendo una serie di persone (come hai avuto modo di vedere) che scrivono altre cose e spero che tutti quanti compreso tu farai altrettanto. Per i post brevi ce ne sono alcuni per i quali non esprimo un’opinione per altri la esprimo liberamente anche per semplice (ap)pagamento intellettuale personale. Ed il fatto che il nostro blog si stia caratterizzando anche nell’essere un blog d’opinione sulla comunicazione commerciale e non solo credo che sia un bene. Se professionisti, studenti, consumatori, etc. dicono la loro in una piazza telematica come questa non può che accrescere il valore delle conversazioni. In ogni caso per quanto riguarda i contenuti io seguo la linea editoriale datami dal Presidente e le segnalazioni che mi vengono fatte. In ogni caso spero che sarai il 24 a Milano in quanto si terrà la riunione dei coordinatori regionali ed avremo modo di parlarne lì, visto che quella è la sede adatta per parlare di queste cose, perciò spero che tu ci sia. Ne parlo anche apertamente perché sono una persona trasparente ed amo la trasparenza. Di certo che cosa fa TP non dipende da quello che posso scrivere io sul blog o quello che io posso dire come singolo, siamo un’associazione e dal confronto di tutti si spera e si auspica che emerga la proposta più alta. Proponi la tua. Per quanto riguarda Pasquale io penso che c’entri perché credo che le vicende “personali” di un socio, di un vice presidente, etc. siano argomentazione (soprattutto se richiesta e/o voluta) da condividere nella vita associativa. Se mi chiedi se TP è cambiata (come scrivi dal tuo post), io ti rispondo TP non è cambiata ma cresce ogni giorno come sta facendo da 65 anni. A presto. Ti aspetto a Milano. Gianluca.
oltretutto trovo che sia una cosa simpatica “collezionare” i loro non abbiamo litigato ad onor del vero. Perché più lettori avrebbero potuto pensare diversamente, ed un titoletto un po’ “vergognosamente” pubblicitario ha ricevuto simpaticamente il suo feedback. Lo facciamo ogni giorno quando lavoriamo nel costruire i ponti tra prodotti e clienti. L’importante è che questo sia leale e trasparente e non superi mai i limen della decenza, correttezza, lealtà, pudore, buon costume, etc., in una parola professionalità.
Giusto Gianluca. Benni si anche tu individui dei punti giusti di riflessione. Io credo, vorrei sottolinearlo che TpBlog non è una testata giornalistica, non fa cronaca pubblicitaria ma è un blog di opinione su. Ogni opinione e post è viatico e punto di partenza per svilupparne altre. Esattamente come sta accadendo.
Gianluca, ancora una volta mi costringi a rispondere pubblicamente.
Lo faccio subito.
• Non tergiverso, questo lo lascio alle spazzole Bosh.
• Non sono andato a “spulciare” su D.D.: sono tra quelli, nel bene e nel male, che si informano e vengono informati sulle cose che hanno a che fare col mestiere, il mio.
• “televoluzione”: ti prego, spiegami.
• “non abbiamo una redazione”: vero, ma basterebbe il semplice vivere le cose per essere informati.
• lascia stare “i limen della decenza, correttezza, etc.”
• potrei continuare ma, te lo dico sinceramente e senza vis polemica, mi scoccia un po’.
Adesso vado al punto importante, essenziale e fondamentale:
mi hanno portato uno stinco di maiale spettacolare, quindi vado ai fornelli.
Dimenticavo: scrivi di meno, vai al punto e usa meno avverbi: non servono.
N.D.P. (direbbe Antonello Piroso).
PS: domattina rileggerò, se c’è qualcosa che non mi confinfera la leggerai.
ecco Benni, queste sono cose serie, uno stinco di maiale spettacolare, dovremo fare una gara tra i pubblicitaria ai fornelli;) e se “la tua” Antonella Piroso direbbe NDB io ti direi non farmi combattere con l’UCCS (ufficio complicazione cose semplici;), ho scritto di proposito tra virgolette “spulciare” perché non vado su DD non mi piace leggere cose di chi si nasconde Dietro i Dadi (anche se comprendo e ne posso capire le motivazioni, che possono essere anche legittime, ma non mi aggrada) e quindi non l’ho visto ed hai fatto bene a segnalarlo. Quello che ti scrivo non è per polemizzare ma stiamo conversando e possiamo essere più o meno d’accordo, come lo siamo sullo stinco di maiale e forse meno su qualcos’altro. Non ti costringo a rispondermi pubblicamente se vuoi puoi scrivermi su gianluca@giannacomunica.eu. Scrivo troppo? Penso e scrivo quello che penso, non mi interessa se sia lungo o meno, se uno lo vuole leggere lo legge, non faccio il blogger, non sono un blogger, non sono uno scrittore e non scrivo post, quello che scrivo lo scrivo per piacere personale è un modo per comprendere meglio quello che penso e per alleggerire la mia mente: mi diverte. Cyrano de Bergerac scriveva a Rossana sua amata facendo credere che era Cristano a scriverle. Quando Rossana (innamorata di Cristano) corse da Cristiano, lui le disse: “Rossana t’amo” e lei rispose “e poi?”, e lui ancora “Rossana, Io t’amo”, e lei “sì Cristiano, e poi? Dimmi ancora” e lui rimase senza parole perché era stato Cyrano a scriverle le mille e mille lettere d’amore, era Cyrano che disse “cos’è un bacio se non un apostrofo rosa tra le parole t’amo!”, vedi a volte il punto è in tutte le altre parole (questione di punti di vista). Cos’è la televoluzione? Beh, il passaggio dal broadcasting al netcasting http://www.comecinema.it/SebinaOpac/.do?idDoc=1490916 – Con stima, Gianluca.
Caro Gianluca,
mentre rispondevo al tuo post, quello qui sopra, una forza (Will the Force be with you) mi ha costretto a tornare al terzo rigo di quanto hai scritto e che riporto qui “e se la tua Antonella Piroso…”.
Pessimo gusto, non ti facevo così omofobo.
A proposito, devi invertire la tua foto o cambia sarto: il taschino della giacca sta a sinistra.
Mi fermo qui.
Caro Benni, mi dispiace che te la prendi, io ti ho scritto simpaticamente “la tua” nel senso di riferimento o citazione di Antonella Piroso (che non conosco) forse ti riferivi ad Antonello Piroso, e se ti riferivi a lui non avevo messo a fuoco. Quindi il tuo “pessimo gusto, non ti facevo così omofobo” è del tutto fuori luogo e inappropriato. Per il taschino della giacca la foto è scattata da una web cam iMac dove PhotoBooth nel multiscatto flippa l’immagine, vedo che l’hai notato, bene occhio fino;). A me piacciono le belle donne e non so a te cosa ti piace e non mi interessa. Se vuoi essere polemico mi spiace ma tu dichiari nel tuo profilo “sono un pubblicitario indipendente” e… Mi fermo qui. Senza alcun rancore, mi stai simpatico e sono sicuro che da te ci sono cose da imparare, infatti ho sempre trovato le tue segnalazioni argute, interessanti, spiritose, divertenti, e tante altre cose, questa ha preso un po’ il piglio polemico, ma non fa niente tanto di chapeau;) A presto. Gianluca. ps. non è che dobbiamo scrivere un post Benni e Gianluca fate pace!;-)
Hai ragione, avevi scritto Antonello e non Antonella allora è il solito “Re fuso” direbbe Diaferia;) anche se ho qualche dubbio che sia stato corretto;)
Gianluca,
non c’è “pace da fare” perché non c’è battaglia né guerra, spero.
Per il resto: no comment.
infatti no comment.