Per fare pubblicità, buona pubblicità, senz’altro sono fondamentali le idee, l’inventiva e la capacità di osare nel modo giusto. Ecco allora che oggi voglio proporvi questo esempio di ambient marketing del 2006 che ho trovato geniale.
Ad essere pubblicizzato è il sito tedesco www.jobsintown.de, l’equivalente Made in Germany di Monster o Jobrapido o InfoJobs, e l’agenzia che ha realizzato la comunicazione pubblicitaria è la Scholz&Friends di Berlino.
Il claim è abbastanza esplicito “Ci sono modi migliori per fare carriera”.
Che www.jobsintown.de ne conosca qualcuno in particolare?
Un visual così pensato può risultare offensivo per l’individuo e/o denigratorio per la comunicazione stessa? Sicuramente fa effetto. Io però non lo ritengo lesivo; in questo caso mi sento di apprezzare l’iniziativa, anche lasciando passare un’immagine di sicuro criticabile.
Voi che ne pensate? Siete per la censura o credete che in questo caso il fine giustifichi i mezzi? Chissà poi qual era l’idea di fondo: per trovare lavoro ci vuole fortuna o un richiamo al luogo comune secondo cui per lavorare qualcosa in cambio si deve dare?
Fosse la seconda ipotesi, bhè consoliamoci, evidentemente la mancanza di lavoro non è prerogativa solo italiana; come si dice? Tutto il mondo è paese! In ogni caso pollice in su per la Scholz&Friends e le sue idee alternative.
Ecco qualche altra iniziativa dell’agenzia, nata sempre nel 2006, nell’ambito di una campagna per il recruitment che aveva come claim “life’s too short for the wrong job“, (la vita è troppo breve per il lavoro duro).
I visual, sotto forma di stickers, rappresentano lavoratori intenti a svolgere dei non-lavori, ovvero compiti per cui l’essere umano oggi non è previsto.
In sequenza:
Il controllo bagagli all’aeroporto
Un distributore automatico di gelato
Ecco come funzionano le lavanderie a gettoni
Anche fare la benzina al self-service nasconde un trucco
Può secondo voi una campagna così pensata essere offensiva? Io, in tutta onestà, credo di no, anzi la trovo originale e apprezzabile: chi meglio di un’agenzia per il lavoro può farci riflettere su quante occupazioni ormai non hanno più ragion d’essere “grazie” all’uso delle macchine?
Tu cosa ne pensi?
Post scritto dalla dott.ssa Sabrina Russo dell’Università degli Studi di Salerno.












4 Commenti on "There are better ways to make career! [Ci sono modi migliori per fare carriera]"
Gran bella idea. Funzionale e diretta. La trovo geniale e per niente offensiva. Gran bel lavoro
Diciamo che sia la prima che la seconda pubblicità siano offensivi, bisogna fare pubblicità d’affetto per far capire le cose; ovviamente senza esagerare ; ma in quest’occasione va bene cosi.
Beh, l’idea è si interessante, ma tra le tante è sicuramente un trattamento molto “duro” e che personalmente mi lascia interdetto. Penso a cosa dovrei spiegare alle mie bambine se passeggiando lnsieme vedessero quel visual…. Credo che si torni agli eccessi trattati anche del post di Benetton: anche lì c’è una strategia, oltre al fattore shock (“bene o male purchè se ne parli”). Ma allora va bene tutto?
Quindi per me: pollice verso.
@ Massimo: bhe, potresti spiegare alle tue bambine che, oggi come oggi, la tecnologia è indispensabile e spesso insostituibile ma che, al contempo, ha eroso molti posti di lavoro prima deputati agli essere umani. Corsi e ricorsi storici: una volta si usavano gli animali per trasportare merci, poi venne la ruota e dopo ancora il vapore….
Scherzi a parte, non dimentichiamoci che stiamo parlando di un’agenzia finalizzata a domanda e offerta di lavoro. Io non l’ho intesa nel senso “bene o male purchè se ne parli”. Questo può essere vero nel caso Benetton, in cui il visual è completamente scollegato dal prodotto pubblicizzato, qui mi sembra più un richiamo ironico alla finalità del servizio da reclamizzare.