Memoria e stato dell’arte: colpa nostra?

Scritto da on 23 novembre 2011 in TP World - 1 Commento

E lei di cosa si occupa?“, mi chiede il signore accanto, lato finestrino.GASP!

Per il mestiere che faccio questa è una delle domande più difficili ma ormai, con gli anni e grazie al noto potere di sintesi di ogni bravo creativo, riesco a rispondere in modo esaustivo con poche parole.

Perfetto, penso, ha capito. Ma quello replica: “Quindi è un pubblicista, lei fa i cartelloni, no?” (alé!).

No!, rispondo. E qui la cosa si complica quasi sempre.

A volte vedo concetti e argomenti di base fuggire via: lo svanire di trenta e più anni di mestiere.

Comunque spiego.

Ah, ho capito. – fa il nostro – E quanto costa fare una pubblicità“. Cazzo!, vorrei dire. Che ne so. E giù a spiegare ancora, con calma, che le variabili sono molte, eccetera, eccetera, eccetera – cose per noi chiarissime, spero -.

E lui:- “Mi lascia un suo biglietto da visita? Sa, non si sa mai, ho un autosalone in provincia“-.

Ecco, biglietti da visita non ne ho con me, non ne porto quasi mai.

E lui: -”Ma come, un pubblicista che non si fa la pubblicità?”-.

Benni Priolisi

Benni Priolisi

Sono un pubblicitario indipendente, mi incazzo solo quando è necessario -quindi spesso- ma sono anche molto accondiscendente, democratico e comprensivo. Non sopporto i fake: persone, campagne e cose. Porto la barba, ormai un bel po' incanutita, per sembrare più saggio. Il mio gruppo sanguigno è AB Rh+, lo stesso rilevato sulla Sindone (questo non è importante ma è giusto che lo sappiate, non si sa mai)

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Un Commento on "Memoria e stato dell’arte: colpa nostra?"

  1. Riccardo Loffredo 23 novembre 2011 alle 18:21 ·

    -fai il pubblicitario?
    -sì
    -ah fai il grafico?
    -no faccio il copywriter
    -cioè, diritti d’autore?

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