Un ricco e noto “calzolaio” ha bisogno di pagare (acquistando una pagina a pagamento sui quattro principali quotidiani italiani) per dire ciò che pensa.
In un’era di personal branding, il suo ricco e noto attivismo etico-politico per la salvaguardia del patrimonio comune saranno una personale operazione di marketing antropocentrico?
L’imprenditore dissimula i suoi personali propositi o realmente mira a diffondere un reale comportamento da seguire? Forse solo non se ne può più e tutto è diventato spettacolo. La politica ridotta a gioco mediatico e il mercato divenuto il luogo non più dello scambio delle merci ma di significati, riposiziona le voci e confonde i ruoli. In questo agire quali siano le reali intenzioni? Non è facile comprenderle e tanto più prevedere gli esiti.
Tu cosa ne pensi?







