Post scritto dalla dott.ssa Sabrina Russo dell’Università degli Studi di Salerno
Di pubblicità che prende spunto dai fatti dell’attualità si parla spesso e volentieri in questo momento storico. Anche qui su TPblog ci si è espressi a riguardo: dalla campagna Benetton che tanto ha fatto discutere nei giorni scorsi e che utilizza personaggi, politici e/o religiosi, illustri e culturalmente o politicamente lontani, ritratti in appassionati gesti d’affetto, ai visual che sbeffeggiano il nostro ultimo, ormai ex, Presidente del Consiglio e le sue note vicende politiche e umane.
Io ho trovato particolarmente divertente il visual presentato nell’home page del sito della Ryanair all’indomani del “tradimento” al Presidente.
Beh certo, la scappatella a €12 paventata dalla Ryanair è senz’altro un ottimo rimedio allo scoramento imperante sul volto del Silvio nazionale. Per non parlare poi della convenienza rispetto agli standard a cui l’ex Presidente è stato abituato negli anni.
Dal punto di vista normativo, ci sarebbe da ragionare sulla liceità dell’uso non autorizzato dell’immagine e del nome altrui per pubblicizzare il proprio prodotto. A tal proposito il Codice di Autodisciplina ha un rimando nell’art. 13, in cui è attestato che “deve essere inoltre evitato qualsiasi sfruttamento del nome, del marchio, della notorietà e dell’immagine aziendale altrui, se inteso a trarre per sé un ingiustificato profitto”. Vero è che nel caso di un personaggio notorio come Silvio Berlusconi tale richiamo, secondo me, perde un po’ di valore. Su questo punto credo potrebbe nascere un costruttivo scambio di idee.
Che dire? Chi ha detto che in periodo di crisi non ci si possa concedere qualche divertimento? Ryanair consiglia al leader del Pdl come farlo senza rischiare dei rossi in bilancio.
E se per caso qualcosa dovesse andare storto e i conti non dovessero tornare, ecco che è sempre la compagnia irlandese a proporre la soluzione: con soli €9,99 caro Silvio, scappi via e in omaggio ti danno anche il calendario!
Anche in quest’altro visual i più facinorosi potrebbero vedere una rappresentazione non aderente alle prescrizioni del Codice. Le ragazze rappresentate, pose ammiccanti e bikini succinti, sembrano messe lì come una sorta di specchietto per le allodole per invogliare il Signor B, da sempre notoriamente sensibile al fascino femminile, a partire. La dignità della donna (art.10) potrebbe in questo caso essere messa a rischio? Io credo di sì se le donne fungono da merce di scambio: “se parti queste signorine sono lì per te”; non vedo violazione alla dignità della persona se invece la loro presenza in questa comunicazione commerciale, venisse letta come richiamo ironico alle famose “debolezze” di Berlusconi.
Trovo però più interessante, in riferimento agli adv di Ryanair, un richiamo all’art. 10 per quanto concerne la violazione delle convinzioni civili, o meglio, la loro offesa. Questo sbeffeggiare così un personaggio che, nonostante scelte personali e pubbliche discutibili, ricopre un ruolo istituzionale di prestigio può essere lesivo dei convincimenti di quanti lo hanno eletto a loro rappresentante. Su questo punto mi soffermerei: se è così “pericoloso” in pubblicità far ricorso a rappresentanti o immagini inerenti credo religiosi (vedi Benetton o l’ultima cena “rivista” per il marchio di abbigliamento Marithé e François Gibaurd “L’Ultima Cena di Leonardo”), o basta ritrarre due innamorati, rei però di condividere un amore “diverso” (vedi Ikea “Ikea Gay-Friendly”) per fare scalpore, allora dovremmo porci il problema che anche un uso così disinvolto di un politico potrebbe offendere chi in lui crede o ha creduto.
Ci sarebbe da interrogarsi al riguardo prescindendo dalla campagna qui citata.
La Ryan ha sempre fatto del low cost e delle offerte speciali il suo punto di forza e anche in questa occasione non si smentisce. L’intuito mi dice che stavolta la compagnia aerea non sarà nemmeno troppo fiscale sui controlli: non sia mai che il buon vecchio Silvio debba perdere il volo per un check-in di troppo!
Fa quasi strano che le vicende politiche, tra l’altro abbastanza spiacevoli, di un paese siano diventate fonte d’ispirazione per campagne pubblicitarie atte a promuovere prodotti e/o servizi di uso comune. I fatti quotidiani vengono sempre più spesso elaborati con occhio creativo e con quel tocco di ironia che ne fa, al contempo, mezzo di promozione e specchio della società.
Che i pubblicitari siano i nuovi satiri del Terzo millennio?
Voi che ne pensate?







