Nella mostra Credo che abbiamo già citato in un nostro post e nel recente servizio fotografico di Tyler Shields pubblicato sul Daily Mail dove Heather Morris viene fotografata in pose di “violenza glamour”, di cui la nostra Laura Carboni ne ha ampiamente discusso, la violenza sulle donne viene posta in modo oltraggioso come protagonista di oggetti “d’arte” fotografici.
Ma la cosa diviene ancora più grave e volgare se questo viene veicolato dalla pubblicità come nel caso della Vodka bulgara Flirt.
La donna protagonista del messaggio è palesemente raffigurata come oggetto sessuale, felicemente sottomessa e soddisfatta. Sul manifesto una bella ragazza sorridente, raffigurata con le ginocchia ferite e lo spot recita: «Donne, il vostro uomo vi costringe a inginocchiarvi? Riportate al vostro rivenditore una cassa di bottiglie vuote di Vodka Flirt e vi regaleremo delle ginocchiere, così la prossima volta che vi chinate, non vi farete del male».
Vogliamo ridare valore ai valori e riscrivere con bon ton e savoir fair quelle che devono essere le nuove frontiere della comunicazione commerciale? Allora iniziamo col dire: NO! Alla pubblicità sessista!
L’ordine nella comunicazione commerciale deve essere costruito anche individualmente. Secondo la dottrina del Confucio, ciascun soggetto doveva attuare la condotta del **li**, cioè un comportamento giusto, ragionevole, onesto e probo.
Tu cosa ne pensi?












Un Commento on "La violenza sulle donne non ha scuse"
Questi sono scemi.