Evoluzione: meglio culturale o tecnologica?

Scritto da on 13 dicembre 2011 in TP domani - No commenti

La comunicazione viaggia per canali che si infiltrano attraverso i confini geografici. E li oltrepassano. Silvia di Tp Domani ci invita a riflettere sul significato del travalicamento dei confini quando vengono trattati temi sensibili. Leggiamo insieme.

Nel 2001 i Paesi Bassi erano il primo Stato a riconoscere il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Dieci anni dopo, sono ancora pochi i Paesi in cui tale diritto è garantito.

E’ “GetUp! Action for Australia” a diffondere il video che sta catturando l’attenzione degli utenti di internet. “It’s time. End marriage discrimination” è il messaggio portato alla luce evidenziando che non c’è alcuna differenza nelle relazioni tra coppie dello stesso sesso o di sesso opposto.

Lo spot cerca senza dubbio di suscitare delle riflessioni sul tema del matrimonio omosessuale e lo fa fornendo inquadrature “amatoriali” di un ‘ipotetica relazione sentimentale per rendere l’idea della “normalità” e della quotidianità delle scene riportate, non svelando, fino all’ultima inquadratura, chi c’è dietro la telecamera in modo da lasciare l’osservatore libero di crearsi delle aspettative circa la sua identità.

E’ come se vivessimo la relazione dal punto di vista di uno dei due componenti della coppia. La musica di sottofondo accompagna queste aspettative dissolvendosi nell’ultima scena, quella in cui viene mostrato colui che riprende, probabilmente rompendo le attese della maggior parte delle persone. Il montaggio crea un ritmo narrativo veloce destinato a raggiungere l’apice subito prima dello scioglimento della narrazione.

Questa pubblicità rientra nell’ambito della comunicazione sociale e politica in quanto è evidente che l’obiettivo a cui mira è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica su un tema delicato in un periodo in cui il matrimonio omosessuale è difficilmente accettato e si lavora per ottenerne il riconoscimento, infatti in Australia devono essere votate delle proposte di legge a tale proposito.

L’idea di creare quindi uno spot che faccia parlare di sé, è probabilmente la scelta migliore, e il mezzo di diffusione che oggi è più facilmente raggiungibile è certamente il web. Si tratta, infatti, di un video virale lanciato prima su Sky e poi sulla tv australiana, ma che è stato visto da milioni di persone sul web.

Lo scopo dello spot è infatti quello di far riflettere, diffondere l’argomento mostrando le ragioni a sostegno dell’unione omosessuale . E’ importante segnalare che la GetUp! è un’organizzazione senza scopo di lucro e che è riuscita a trasmettere lo spot in televisione grazie a delle donazioni, e anche questo fa certamente parlare.

Probabilmente, per noi è ancora lontano il tempo in cui vedremo una pubblicità simile in televisione; infatti, in Italia c’è ancora troppa inibizione e non è di aiuto la mentalità, forse un po’ chiusa e talvolta legata a tradizioni e moralismi ormai anacronistici. Sarebbe bello poter esprimere liberamente il proprio pensiero, e perché no, sapere anche cosa ne pensano gli altri!

In questo modo si riuscirebbe ad accettare, senza pregiudizi, lo stile di vita di chi sceglie di esprimere una personalità, talvolta giudicata “diversa”, e perciò ostacolata.

Post scritto da Silvia90_tpdomani

Gianna Angelini

Gianna Angelini

Vicepresidente della TP, docente di Semiotica presso la Facoltà di Scienze della comunicazione di Unimc. Gestisco e coordino il progetto TP Domani.

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