Creatività in saldo?
Pubblicato il 15. apr, 2009 da TPblog in TP World, UGC, Web 2.0
Avete mai sentito parlare di BootB o Zooppa?
Sono siti che rendono le gare pubblicitarie aperte a chiunque, professionisti e non. Basta che un’azienda decida di mettere on line il brief e a quel punto un qualsiasi utente può inserire la propria idea. Che potrebbe diventare una campagna.
Questo, però, pone alcuni dubbi a chi fa della pubblicità un mestiere.
Innanzitutto perché l’advertising non è solo creatività. Il difficile non è trovare un’idea fantasiosa, ma saperne trovare una che possa essere convogliata sui mezzi giusti e che colpisca le persone giuste. E che, soprattutto, sappia comunicare il messaggio giusto.
Inoltre la ricompensa di queste gare può essere appetitosa per un free-lance, ma insostenibile per le agenzie. Che si vedono togliere clienti. O che devono svendere il loro lavoro.
A questo proposito, abbiamo ricevuto da Carlo Simonetti un’e-mail che riportiamo integralmente:
Bisognerebbe prendere posizione nei confronti di quei siti che raccolgono progetti creativi. Parlo di BootB e altri dello stesso genere. Ho appena ricevuto l’invito a partecipare ad una “gara” per il restyling del sito Elba Assicurazioni. Entità del premio 1168 dollari. Quasi 900 euro. Non saranno troppi? Qualche mese fa c’era una richiesta di naming e logo per un nuovo prodotto Azimut (il principale cantiere nautico di luxury boats italiano, una vera case history di successo internazionale del made in Italy), budget 1100 euro. Stiamo parlando di nome e logo di un’imbarcazione destinata agli happy few. La cosa grave è che è diventata una moda tra i product manager, anche di aziende serie, pubblicare richieste di campagne (Acqua Sant’Anna ha ricevuto 290 proposte creative spendendo circa 4500 euro). E’ ovvio che partecipino giovani creativi spesso dipendenti o collaboratori di agenzie e forse qualche free lance particolarmente affamato, ma ne va del valore e della qualità del nostro lavoro.
Carlo Simonetti
Da parte nostra, possiamo promettere che inoltreremo la questione alla dirigenza TP e vi faremo sapere il prima possibile.
Intanto fateci sentire la vostra opinione.

2 Commenti
Benni Priolisi
15. apr, 2009
Chi ha colpa di tutto ciò? Chiediamocelo, chiediamolo.
A tal proposito, Ende, oggi, riscriverebbe “La storia infinita”.
Mi fermo qui, per ora.
Chicco Iuliamo
16. apr, 2009
Credo di capire il punto fatto da Benni
Allora vi rimando tutti ad un post nel Blog di BootB (http://blog.bootb.com/2009/04/06/who-are-the-bootb-best-out-of-the-best-creators-on-the-planet/#more-410) dove Pier ludovico Bancale, un italiano fondatore dell’azienda americana BootB, ha risposto ad un certo Pirpan (creativo Italiano) sul perché non tutte le gare hanno avuto budget decenti.
°ANSWER TO Pirpan:
It would really be fantastic if we could do what you envisioned.
At the present stage of development we don’t have enough power vs. Brands to push them doing so. We are still a “baby Republic”, with only 1 year experience.
Up to now, BIG brands tried BootB with minimal budgets, because they have contracts -usually with exclusivity clause- with traditional offline agencies. The bad thing is that they consider BootB as a simple test and they are not willing to spend too much time for the moment (time that would be required to make nominations and then to select the winning Solution). The good thing is that they were all happy about the creative results which they got and some of them will renew their contracts with offline including the possibility to use BootB.
On the other hand we had small to medium Brands. They are much more cooperative but they really have not enough human and financial resources. Human resources are needed to make nominations and financial resources to run many Pitches (or pitches with high budgets).
AGAIN, THE IDEA IS GREAT, THANKS Pirpan… I HOPE THAT WE’LL GAIN THE POWER TO MAKE IT HAPPEN!
Positively yours,
pier°
Da quanto ho capito, essendo un Creator di BootB, questo Pier sta cercando di guadagnare facendo guadagnare noi creativi. Infatti l’80% del budget va al vincitore della gara.
I creativi di tutto il mondo stanno partecipando alla grande e non si lamentano ma siamo solo noi italiani a piangere pur essendo i migliori (guardate i profili della top 100).
Credo che il progetto sia giusto (e a differenza di Zooppa totalmente internazionale e trasparente). Così, invece di criticare faremmo bene a partecipare anche noi…
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