Da Tiger a figliol prodigo
Pubblicato il 09. apr, 2010 da TPblog in Spot
Ha rischiato di perdere una moglie, la custodia dei figli e la fiducia dei fan.
Di certo ha perso quasi tutti gli sponsor: da Procter & Gamble ad AT&T, da Gatorade ad Accenture.
Quasi tutti, perché Nike ha deciso di non abbandonare Tiger Woods dopo lo scandalo a luci rosse.
E di sfruttare il suo ritorno sui campi da golf come un’occasione per dare nuove associazioni al brand.
La voce di Earl Woods, defunto padre del campione, dice: “Tiger, I am more prone to be inquisitive, to promote discussion. I want to find out what your thinking was. I want to find out what your feelings are. And did you learn anything?”
La blogosfera si divide tra chi considera la scelta del messaggio pacata e chi la trova una farsa.
Molti si chiedono se sia giusto sfruttare le parole di una persona non più presente.
Strano porsi il problema ora, quando da decenni nelle pubblicità si continua ad utilizzare il viso di Marilyn o la smorfia di Einstein per promuovere i più svariati prodotti.

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