I perché di Twitter

Pubblicato il 03. apr, 2009 da TPblog in TP World, Web 2.0

twitter
“Un blog non bastava?” ci si potrebbe chiedere.
No, perché Twitter ha i suoi perchè che lo rendono unico. Per esempio:

1) informare in tempo - praticamente - reale. Il ritardo è giusto dovuto al tempo impiegato per comporre un messaggio di 140 caratteri, il limite di spazio consentito.
E’ nato così il microgiornalismo: non utile se vi piacciono gli approfondimenti delle notizie - ai quali però potete venire reindirizzati con un semplice link - ma perfetto se volete essere i primi a sapere. Che l’aereo Airways fosse finito nel fiume Hudson è comparso prima sul social network che non sulle edizioni on line dei giornali.

2) Scovare contenuti interessanti su Internet. A quasi ogni utente Twitter capita di segnalare un link ai suoi amici. Se ha speso del tempo per farlo, qualcosa dovrà pur esserci, no?

3) Trovare risposta alle proprie domande. Letteralmente. Proviamo a fare un esperimento?
E poi, sapete com’è, da una domanda, da una notizia, può nascere una conversazione.

4) Per crearsi la propria rete, reale, virtuale o ideale che sia. Per esempio, se tutti i soci TP avessero il loro profilo Twitter, potremmo conoscerci tutti per nome. E confrontarci. Così come entrare in contatto con i grandi professionisti stranieri. Di solito molto più propensi di quelli italiani a rispondere alle domande di chiunque.

5) Esserci anche se non ci sei. Volete andare a un convegno ma non potete? Cercate bene nella vostra lista di “following”: quasi certamente qualche vostra conoscenza sta twitterando l’evento, passo per passo. Per esempio, noi ora stiamo seguendo il Festival Internazionale del Giornalismo in corso a Perugia.

6) Farsi un po’ di pubblicità. Al vostro sito o a un’iniziativa a cui partecipate. Se siete un fornaio di Londra, potete addirittura far sapere ai vostri potenziali clienti cosa avete appena sfornato di fresco.

E poi volete metterla la sfida di quei 140 caratteri a disposizione?

Tags:

1 Commento

Benni Priolisi

03. apr, 2009

La mossa è bella: bella mossa, direi.
L’unico problema, tutto mio, è che rischio di incasinarmi, giusto per usare un eufemismo (a quanti caratteri sono arrivato?).
Il challenge dei 140 caratteri è unico: magari si usassero per tante lunghe body :)
Ci penserò. Parola.

Scrivi un commento