Open up all’Open Day

Pubblicato il 21. set, 2009 da TPblog in Events, TP World

Il 24 settembre, a partire dalle ore 11, soci e non soci potranno partecipare all’ Open Day che l’Associazione Tecnici Pubblicitari organizza presso il Piccolo Teatro della Commenda di Milano.
Il programma della giornata è di per sé già fitto di appuntamenti e stimoli per chiunque lavori nella comunicazione o voglia farlo oggi.
Ma soprattutto è l’occasione per  portare anche il proprio contributo in termini di idee e proposte, discutendone direttamente con Presidente, Direttore Generale e Giunta Nazionale.
La TP sta cambiando, ha già introdotto diverse novità in questo 2009. Altre vi verranno illustrate proprio il 24.
Non venite solo per ascoltare.
Un’associazione come la nostra  non cresce solamente grazie alla quota associativa. Sono soprattutto le idee e i confronti che possono arricchirci e dare una prima risposta alla domanda “perché essere soci  TP?” Personalmente avrei qualche altra risposta da suggerire. Se può servire a rompere il ghiaccio, inizio io in questa sede a proporne qualcuna.
Essere soci attivi TP può essere importante per combattere il crollo delle remunerazioni, per limitare le gare selvagge, per trovare regole etiche all’inserimento dei giovani, per avere servizi utili  (chiediamoli e impariamo ad usarli).

Oggi comincio dal tema concretamente più contingente, secondo me: i compensi.
Un comunicatore deve oggi essere  molto più versatile e preparato per coordinare  le nuove forme di dialogo, tra marca e consumatore, rese possibili dalla rivoluzione tecnologica.
Non è più sufficiente urlare dalla televisione.
Occorre conoscere le potenzialità di più strumenti di comunicazione,  nuovi e vecchi, e sapere come integrarli. Se deve aumentare il livello di preparazione, non possono diminuire i compensi.
Gli ultimi 20 anni hanno visto aumentare il gap tra le remunerazioni riconosciute ai comunicatori italiani e quelle richieste dai colleghi europei. Siamo tra i meno pagati.
La TP non può nascondersi il ruolo che deve giocare in questa partita.
E’ stata la prima associazione a riunire i professionisti della comunicazione, molto prima di qualunque altra.
Ed è l’unica associazione trasversale. Non comprende solo creativi, ma anche account, media, produzione, manager di azienda.
TP deve attivarsi concretamente sull’argomento.

Questo significa, nella pratica, definire delle fasce di compensi che considerino per esempio: tipologia del progetto, dimensioni, area geografica e livello di seniority dei soci. Non tutti lavoriamo in agenzia.
Sta aumentando il numero dei professionisti che si trovano a operare come consulenti e devono quotidianamente rispondersi a domande del tipo: quanto posso chiedere per questo lavoro senza essere fuori mercato?  Quanto chiederà il collega famoso di Milano? Sino a che punto è giusto “scendere” senza contribuire  ad ammazzare un sistema già in crisi?

Ritengo che TP debba dare risposte a domande di questo tipo. Non un rigido tariffario perché sarebbe inapplicabile. Ma anche il socio che si trova a operare in una regione meno ricca deve avere un’indicazione chiara di quale sia la soglia di remunerazione per un lavoro, sotto la quale è controproducente lavorare.
Perché non danneggia solo il mercato, lo squalifica come consulente.

Credo che oggi non ci serva un anacronistico albo professionale.
Ci serve un serio impegno.
Un manifesto firmato da tutti i professionisti che fanno e faranno parte di TP.
Una promessa che chiunque potrà infrangere nei comportamenti quotidiani. Ma non lo farà se sarà consapevole che in un settore dove tutti fanno i furbi, tutti sono scemi.
Dobbiamo lavorare per aumentare questa consapevolezza.
Non serve a nulla fare parte di TP se si continua a essere servi delle aziende anziché consulenti.
I servi non sono realmente utili né alla marca né alla TP. Pensano di badare ai propri interessi, in realtà vendono (male) se stessi, e contribuiscono a svendere il lavoro di tutti.

Massimo Guastini
Vicepresidente TP con delega comunicazioni sul web

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2 Commenti

Benni Priolisi

22. set, 2009

Caro Massimo,
condivido in pieno e in toto la tua disamina.
Vorrei solo porre l’attenzione su un punto, fra l’altro da te espresso: la nostra è un’Associazione di professionisti, quindi di persone e non di imprese o di aziende.
Da queste parti, le mie, questo concetto non è ancora molto chiaro. TP dovrebbe essere luogo di scambio professionale, di idee e culturale.
Questo è, da sempre, il mio pensiero.

Benni Priolisi
coordinatore
Gruppo Sicilia

Matteo Linares

22. set, 2009

Sulla scia di Benni, ed in pieno accordo con quanto detto da Massimo, aggiungo soltanto che, a mio parere, non è sufficiente stabilire delle soglie di compenso “minimo”.
E’ necessario che TP si impegni a PROMUOVERE IL VALORE di questa professione presso le aziende e le istituzioni, dove l’ignoranza e/o la furbizia ostacolano il giusto riconoscimento intellettuale del lavoro creativo, posto alla stregua di “accessorio” rispetto alla materialità della mera stampa!!!

Matteo Linares
Socio TP
Marsala

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