Pubblicità o arte?
Pubblicato il 14. apr, 2009 da TPblog in Spot, Web 2.0
Ermanno Olmi, Gabriele Salvatores e Paolo Sorrentino sono i tre registi che hanno partecipato al progetto di Intesa Sanpaolo, Per Fiducia.
A ognuno di loro, infatti, è stato chiesto di realizzare un cortometraggio che avesse come tema l’intraprendenza, il coraggio, la solidarietà.
Non è la prima volta che la comunicazione commerciale viene affidata a degli artisti anzichè ai pubblicitari - ricordate lo spot Barilla diretto da Wim Wenders su soggetto di Alessandro Baricco?
Cosa ne pensate dei risultati visti finora?
Detto papale papale: meglio che ognuno faccia il proprio lavoro o che i pubblicitari lascino posto all’arte vera?
(E indovinate un po’ quale dei cortometraggi di Intesa Sanpaolo è il nostro preferito.)

1 Commento
Benni Priolisi
15. apr, 2009
Vorrei, intanto, far notare una differenza: questi non si possono definire “corti” ma mini-film.
Per il resto credo siano i registi il vero claim.
Provo a spiegarmi meglio.
Qui non si tratta di uno spot “commissionato” a Tornatore, Fellini, Wenders o che ne so… né tanto meno a Ridley Scott o Adrian Lyne, che vengono dalla pubblicità.
Qui, come dicevo, sono il regista, la storia, il film in sé, che fanno la campagna. Una bella campagna, secondo me. Un bel modo di comunicare.
Forse l’unico problema, se c’è, sta nella “comprensione” del messaggio da parte di un pubblico così vasto ed eterogeneo come quello televisivo.
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